TRA GLI INDAGATI L'EX DIRETTORE MIBACT BERARDINO DI VINCENZO E IL FIGLIO;
E IN VALLE PELIGNA OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA CON PERQUISIZIONI

SISMA L'AQUILA: CORRUZIONE NEGLI APPALTI
PUBBLICI, 10 ARRESTI; IMPRENDITORE RIDEVA

Pubblicazione: 19 luglio 2017 alle ore 09:36

L'AQUILA - Appalti pubblici della ricostruzione post-terremoto 2009, anche prestigiosi come quello del Teatro comunale, gestiti in maniera clientelare, attribuendo a parenti e amici incarichi professionali, alcuni su scelta dell’amministrazione pubblica, altri “suggerendo” i nomi alle ditte che svolgevano i lavori.

Su questo si impernia la nuova indagine della procura della Repubblica aquilana avviata dai carabinieri che ha messo in luce condotte illecite da parte di funzionari pubblici inseriti nel contesto del segretariato regionale del Mibact. Sono 10 gli arrestati ai domiciliari, 5 le interdizioni per 2 mesi dal lavoro, e altri 20 gli indagati a piede libero.

Sempre secondo quanto ipotizzato dai Carabinieri, talune ditte si sarebbero garantite l’assegnazione di gare d’appalto con ribassi particolarmente cospicui, ottenendo successivamente il recupero, attraverso il riconoscimento di varianti in corso d’opera.

Dalle prime ore di oggi i militari dell'Arma hanno agito nei territori di L’Aquila, Teramo, Pesaro, Urbino, Benevento e Bari.

Secondo quanto si è appreso, le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica, Michele Renzo, e dal sostituto Antonietta Picardi, sarebbero scattate da spunti investigativi emersi da un'altra inchiesta.

A inchiodare gli indagati sono intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che video e foto che dimostrerebbero le dazioni per vincere gli appalti.

L’operazione, come spiega una nota dei carabinieri, è stata condotta oggi dai militari del reparto operativo del comando provinciale, comandato dal tenente colonnello Andrea Ronchey e con la collaborazione dei comandi territoriali delle province interessate.

Le 10 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e gli altri 5 provvedimenti di applicazione del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale sono stati disposti su ordine del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella.

I reati a vario titolo ipotizzati verso funzionari pubblici, imprenditori e professionisti sono di concorso in corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nonché soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

I NOMI DEGLI ARRESTATI AI DOMICILIARI E DEGLI INTERDETTI

Questi i nomi dei 10 arrestati ai domiciliari e dei 5 interdetti al lavoro nell'ambito della nuova inchiesta su casi di corruzione nella ricostruzione pubblica post-terremoto 2009 della procura della Repubblica dell'Aquila, condotta dai carabinieri.

I provvedimenti sono stati richiesti dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Antonietta Picardi, titolari del fascicolo, e concessi dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella.

I dieci sono ai domiciliari sono: Lionello Piccinini, 61, dell’Aquila, geometra del segretariato Mibact, Antonio Zavarella, 55, di Sulmona (L’Aquila), presidente della commissione di collaudo del Teatro comunale, Berardino Di Vincenzo, 64, dell’Aquila, ex segretario regionale Mibact ora in pensione, Marcello Marchetti, 64, dell’Aquila, architetto del segretariato Mibact, Mauro Lancia, 59, di Pergalo (Pesaro Urbino), contitolare della Lancia Srl con sede a Pergola, Giampiero Fracassa, 44, direttore tecnico della Fracassa Rinaldo Srl di Teramo, Vito Giuseppe Giustino, 65, di Altamura (Bari), presidente del Cda della società cooperativa l’Internazionale con sede ad Altamura, Antonio Loiudice, 60, di Altamura, amministratore unico della Edilco Altamura, Graziantonio Loiudice, 25, di Bari, suo figlio, e Leonardo Santoro, 40, di Avigliano (Potenza), geometra dell’Internazionale.

Per cinque persone c’è il divieto di esercitare per 2 mesi l’attività professionale: si tratta di Giancarlo Di Vincenzo, 35, dell’Aquila, architetto figlio di Berardino, Alessandra Del Cane, 30, di Teramo, Michele Fuzio, 51, di Bari, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale, Domenico Pazienza, 65, di Bitonto (Bari), progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale, e Michele Buzzerio, 65, di Taranto, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale.

Sono dodici i cantieri finiti sotto la lente di ingrandimento della procura: chiesa di Santa Maria del Ponte a Tione (L’Aquila); chiesa di San Domenico a Sulmona (L’Aquila); chiesa di San Salvatore a Civitaretenga (L’Aquila); Badia di Sulmona (L’Aquila); teatro comunale dell’Aquila; Mura Urbiche dell’Aquila; Porta Branconia l’Aquila; chiesa di San Biagio a Cappadocia (L’Aquila); torre medicea di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila); chiesa di San Sisto all’Aquila.

GLI INDAGATI A PIEDE LIBERO

I 20 indagati a piede libero sono Valerio Agostinelli, 29 anni, di San Severino Marche (Macerata), geometra della Lancia Srl, Italo Albani, 67, dell’Aquila, imprenditore titolare della Soalco, Giancarlo Boscaino, 51, di Napoli, geologo, Claudia Castagnoli, 45, di Campobasso, dipendente Mibact, Fabio Cacciari, 46, dell’Aquila, direttore tecnico della Atec Srl, Gianfranco D’Alò, 62, di Atessa (Chieti), dipendente della Soprintendenza, Aldino Del Cane, 65, di Cermignano (Teramo), tecnico, Franco De Vitis, 64, di Roma, dipendente della Soprintendenza, Federica Di Vincenzo, 37, dell’Aquila, tecnico, altra figlia dell’ex segretario generale Berardino, Claudio Finarelli, 65, di Civitaluparelli (Chieti), dipendente Mibact, Giuseppe Liberati, 66, di Tagliacozzo (L’Aquila), dipendente della Soprintendenza, Gianluca Marcantonio, 45, di Pescara, architetto componente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici ma coinvolto come responsabile sicurezza di un cantiere, Pasquale Marenna, 51, di Telese (Benevento), tecnico, Francesco Montazzoli, 33, di Popoli (Pescara), collaboratore dello studio Di Vincenzo, Berardino Olivieri, 61, di Sulmona (L’Aquila), dipendente della Soprintendenza, Ernesto Penzi, 37, di Napoli, titolare della Ingg Penzi Spa, Giorgio Aldo Pezzi, 46, di Pescara, dipendente della Soprintendenza, Lucio Piccinini, 49, dell’Aquila, cotitolare della ditta Atec Srl e fratello dell’arrestato ai domiciliari Lionello, Vladimiro Placidi, 61, dell’Aquila, tecnico ed ex assessore comunale alla Ricostruzione pubblica di centrosinistra, Giuseppe Rossi, 65, dell’Aquila, dipendente Mibact.

UN ALTRO IMPRENDITORE RIDEVA AL TELEFONO, STAVOLTA DOPO SISMA AMATRICE

Anche il terremoto del Centro Italia del 2016, come quello dell’Aquila di 7 anni prima con Francesco Piscicelli, ha il suo imprenditore che ride: si tratta di Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura (Bari), presidente del Consiglio d’amministrazione della società cooperativa l’Internazionale, quella che sta ristrutturando il Teatro comunale dell’Aquila, intercettato al telefono nella nuova inchiesta della procura del capoluogo su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica post-terremoto 2009.

Nell’ordinanza il giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Romano Gargarella, scrive: “RIDE”, in maiuscolo, censurando duramente la condotta.

L’uomo, ai domiciliari, annuisce e ride parlando con il geometra della sua stessa ditta, Leonardo Santoro, anche lui ai domiciliari, delle future commesse da acquisire, in particolare ad Amatrice (Rieti), dopo le scosse del 2016.

Santoro gli racconta quello che ha detto a Lionello Piccinini, dipendente del Mibact Abruzzo, a sua volta finito ai domiciliari, dopo il terremoto del Centro Italia.

“Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mo’ dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione”, racconta Santoro a Giustino, che ride più volte.

“Siamo strutturati, abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po’ di cantieri e abbiamo diciamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove c…o mandarle”.

Come si legge nelle 183 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare del Gip Gargarella, dopo le nuove scosse di terremoto “gli imprenditori monitorati da questo ufficio, tra i quali hanno assunto un comportamento particolarmente cinico i rappresentanti della società l’Internazionale, hanno cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari”.

Santoro, riassume il Gip, spiegava al suo datore di lavoro “che presso il Mibact era stata creata un’unità di crisi per valutare i danni ai beni architettonici. Giustino, sentite le parole del Santoro - prosegue Gargarella - ha riso in maniera beffarda della nuova situazione venutasi a creare, in quanto per l’impresa il nuovo sisma non avrebbe potuto che portare nuovi introiti, tanto più se l’appoggio di Piccinini e Marchetti (altri due arrestati, ndr), funzionari del Mibact e inseriti nell’unità di crisi, non sarebbe venuto meno”. (alb.or. - b.s.)

APPALTI CLIENTELARI, INCARICHI A PARENTI E AMICI E SUPER RIBASSI RIPAGATI

In particolare le ditte esecutrici coinvolte nell'inchiesta, in accordo con i funzionari pubblici indagati, avrebbero avuto modo di recuperare i ribassi, durante lo svolgimento dei lavori, con le cosiddette perizie di variante, riassegnate ad affidamento diretto o con procedure negoziate senza gara, oppure grazie a perizie di adeguamento dei prezzi, con un aumento talvolta anche elevato rispetto all’importo iniziale dei lavori a base d’asta.

Il compenso per i funzionari si sarebbe concretizzato, secondo quanto ricostruito, attraverso l’affidamento di incarichi professionali a parenti o amici, le cui parcelle, peraltro, proporzionate al valore dei lavori, si arricchivano alla concessione di ciascuna variante, oppure attraverso l’elargizione di somme in denaro.

Per alcuni procedimenti sarebbe stata, infatti, accertata sia la turbativa della gara per l’assegnazione dei lavori sia il relativo pagamento di somme da parte dell’imprenditore al funzionario compiacente, quale corrispettivo per il buon fine dell’accordo.

Per evitare le comunicazioni obbligatorie all’Autorità anticorruzione (Anac) e, di conseguenza, il controllo, sarebbero state opportunamente concordate di volta in volta, con le ditte, perizie di variante al di sotto del 20% dell’ammontare dei lavori, “spacchettando” in questo modo l’importo del recupero del ribasso.

Complessivamente poste sotto osservazione dai Carabinieri ci sono anche le procedure relative all’assegnazione ed esecuzione di 12 opere di restauro di altrettanti edifici di interesse storico-culturale.

Di rilievo la procedura inerente le opere di recupero e restauro del Teatro Comunale di L’Aquila, i cui lavori sono attualmente in fase relativamente avanzata.

Contestualmente sono state eseguite le operazioni di acquisizione di tutta la documentazione presente presso l’ente pubblico, nonché custodita presso ditte, studi professionali e laboratorio analisi, con il sequestro di computer e supporti informatici vari.

INDAGATI BERARDINO DI VINCENZO E IL FIGLIO GIANCARLO

C'è l'ex segretario generale del ministero dei Beni Culturali d'abruzzo Berardino Di Vincenzo, ora in pensione, tra i 10 indagati finiti agli arresti domiciliari nell'ambito della nuova inchiesta sulla ricostruzione pubblica post-terremoto 2009.

Le indagini quindi toccano gli appalti pubblici gestiti dagli uffici regionali del Mibact.

Con Di Vincenzo è indagato anche il figlio, Giancarlo, architetto, che è tra i 5 che hanno ricevuto la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale.

I due sono stati già indagati lo scorso febbraio nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti della Regione Abruzzo, in particolare per il filone della ricostruzione post-sisma di palazzo Centi, sede della presidenza della Giunta nel centro storico aquilano.

Da un paio d'anni Berardino Di Vincenzo è consulente della Regione Abruzzo, nominato dal presidente, Luciano D'Alfonso, ed è stato tra i 'saggi' che hanno seguito il dossier del Masterplan per il Sud con lavori pubblici programmati da 1,5 miliardi per 77 interventi.

E IN VALLE PELIGNA PERQUISIZIONI DELLA FINANZA

In corso da questa mattina un'operazione della Guardia di Finanza che vede impegnati 50 uomini in paesi della Valle Peligna, nell'ambito di indagini sugli appalti per la ricostruzione post-terremoto.

Perquisizioni sono in corso a Sulmona, Pratola Peligna e Bugnara (L'Aquila).

Oltre alle abitazioni di alcuni indagati è stata perquisita anche la sede comunale di Bugnara.

Secondo quanto appreso, perquisizioni ci sarebbero state anche al tribunale di Sulmona, dove lavora come funzionario Domenico Taglieri, ex sindaco di Bugnara.



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