SISMA L'AQUILA: ''TERREMOTATI ABBANDONATI DA GOVERNO
GIALLOVERDE, PRONTI A LANCIARE MOBILITAZIONE''

Pubblicazione: 13 settembre 2018 alle ore 20:46

L'AQUILA - Tra proteste e polemiche passa alla Camera la prima fiducia del governo gialloverde, quella posta sul decreto Milleproroghe: 329 i sì, 220 i no, quattro gli astenuti. Il testo, blindato dall'esecutivo, contiene norme relative al terremoto 2009, in particolare i termini per la presentazione della documentazione relativa all'ammontare dei danni subiti.

"L’Aquila è stata abbandonata dal governo gialloverde, come mai era successo durante questi difficilissimi anni dopo il terremoto del 2009". Così, in una nota, l'onorevole Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

E in giornata la Cgil ha rincarato la dose, intervendo sui ritardi della ricostruzione. "Come abbiamo sempre sostenuto il governo e il Parlamento devono assumere la ricostruzione del sisma del 2009 come priorità nazionale nell’agire politico quotidiano. In assenza di risposte certe siamo pronti a lanciare una mobilitazione generale a sostegno di queste rivendicazioni", hanno commentato il segretario provinciale Umberto Trasatti, il segretario della Funzione pubblica Francesco Marrelli e quello della Fillea Emanuele Verrocchi.

Come spiega Pezzopane: "Prima abbiamo dovuto subire l’onta della bocciatura, in commissione, degli emendamenti che avevo presentato per allungare ulteriormente i tempi della presentazione dei documenti richiesti alle aziende per la restituzione delle tasse sospese con legge dello Stato e per tornare al de minimis di 500mila euro come nel 2011. Oggi, con il voto di fiducia in Aula, è caduta ogni possibilità di salvare anche l’emendamento che evitava l’abbattimento del fondo di solidarietà e quello che prorogava il contributo ai comuni di crateri per poter affrontare le minori entrate e le maggiori uscite provocate dal sisma". 

"Emendamenti anche da me sottoscritti e presentati da FdI e Forza Italia alleati nell’amministrazione Biondi con la Lega, che a testa bassa ha bocciato tutto - aggiunge -. L’approvazione di questo Milleproroghe che non accoglie le richieste che giungevano dal territorio, spesso giunte anche da amministrazioni locali con al governo partiti alleati della Lega, è un pugno in faccia alle popolazioni terremotate d’Abruzzo e del Centro Italia. In questa disgustosa protervia della maggioranza M5s-Lega si registra tutto il peggio del ‘governo del cambiamento in peggio’". 

"Evidentemente - conclude Pezzopane - star dietro agli sciamani No Vax è più importante di dare risposte ai terremotati".

E la Cgil dell’Aquila torna a denunciare il rischio di un grave stallo nei processi ricostruttivi del sisma 2009. £Già alcuni mesi fa avevamo denunciato, sulla base dei dati forniti dagli uffici competenti e dal sistema delle casse edili, un significativo rallentamento nella capacità di spesa, corrispondente anche a una riduzione di circa il 20% delle maestranze impegnate nei cantieri della ricostruzione", si legge in una nota.

Avevamo inoltre sottolineato l’eccessiva lentezza della ricostruzione pubblica e il fenomeno del dumping contrattuale a cui ricorrono molte imprese impegnate nei suddetti processi. Avevamo altresì posto all’attenzione dei decisori politici e sociali la necessità di interventi normativi urgenti legati a due temi fondamentali: il primo rappresentato dall’urgenza di reintrodurre il DURC per congruità, onde consentire, come accaduto fino a dicembre 2016, di verificare cantiere per cantiere l’indice di congruità per la manodopera, ossia il numero di operai necessari in un cantiere in base all’importo dei lavori".

"Avevamo anche sottolineato, ancora una volta", continuano i sindacalisti, "la problematica dei dipendenti pubblici impegnati nella filiera della ricostruzione, ovvero i dipendenti dei comuni e degli Uffici Speciali (di cui 128 al Comune dell’Aquila e 72 nei Comuni del cratere) assunti a tempo indeterminato ma sottoposti a una condizione sovrannumeraria che rischia di sfociare, a fine ricostruzione, in un’eventuale dichiarazione di esubero nelle amministrazioni che non potranno riassorbire il personale nei modi e nei tempi previsti dalla vigente normativa".

"Sempre impegnati nei processi ricostruttivi ci sono 106 lavoratori contrattualizzati a tempo determinato e assegnati 25 all’Usra, 25 all’Usrc e 56 al Comune dell’Aquila con scadenza contrattuale, derivante da specifiche norme di legge, al 31 dicembre 2018, termine prorogabile al 31 dicembre 2020 con legge di stabilità 2018".

"A tale situazione di incertezza contrattuale si aggiunge la confusione che si sta generando a seguito della soppressione degli Uffici Territoriali per la Ricostruzione costituiti nei Comuni Capofila delle Aree Omogenee. Nulla però è accaduto da allora nonostante i rischi che avevamo sottolineato".

"Ieri abbiamo avuto conferma della fondatezza delle nostre preoccupazioni; da un lato i dati della Cassa Edile riferiti all’ultimo semestre (e riguardanti ovviamente i cantieri) che certificano un ulteriore calo degli addetti pari a circa il 15% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno".

"Dall’altro l’incontro che nella giornata di ieri abbiamo avuto con la Struttura Tecnica di Missione e il Titolare degli Uffici Speciali sui temi riguardanti il personale pubblico contrattualizzato nella filiera della ricostruzione. Da questo incontro abbiamo avuto conferma delle criticità da noi riscontrate, con l’aggravante che a breve sono previste le scadenze dei contratti dei titolari della Struttura Tecnica di missione (settembre) e del titolare degli Uffici Speciali della Ricostruzione (ottobre)".

"A questo si aggiunge l’attuale mancanza di un referente politico nominato, ovviamente, dal governo con la responsabilità dei processi ricostruttivi del sisma 2009. Inutile ribadire, come denunciato numerose volte, il grave esodo del personale della ricostruzione che in assenza di soluzioni concrete alle loro problematiche contrattuali e normative ricercano una certezza di continuità lavorativa in altre amministrazioni pubbliche fuori dal sistema ricostruttivo".

"Quanto sin d’ora descritto determina un naturale rallentamento della ricostruzione che con i problemi e le scadenze delle prossime settimane rischia addirittura di subire un vero e proprio blocco", continuano i sindacalisti della Cgil.

"Abbiamo ricevuto in queste ore la convocazione del tavolo di coordinamento regionale, coordinato dall’on.le Lolli, per il giorno lunedì 17 settembre. Auspichiamo la presenza di tutti i parlamentari abruzzesi e di tutte le forze sociali invitate al suddetto incontro con l’obiettivo di definire le azioni a sostegno delle rivendicazioni del territorio per avere in tempi certi e brevi le soluzioni normative e organizzative necessarie a dare nuovo slancio alla ricostruzione pubblica e privata".

"Come abbiamo sempre sostenuto il governo e il Parlamento devono assumere la ricostruzione del sisma del 2009 come priorità nazionale nell’agire politico quotidiano. In assenza di risposte certe siamo pronti a lanciare una mobilitazione generale a sostegno di queste rivendicazioni", concludono.



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