SISMA: LIRIS, REGIONE ASSENTE DA RICOSTRUZIONE ALTA VALLE ATERNO, CAMBIARE SISTEMA O SERVIRANNO 100 ANNI

Pubblicazione: 02 febbraio 2019 alle ore 16:33

L'AQUILA - "La Regione è stata del tutto assente nella partita della ricostruzione dei territori colpiti dai terremoti  del centro Italia del 2016 e del 2017 che è ancora ferma al palo. Non so se l'ex presidente Luciano D'Alfonso, prima di andarsene a fare il senatore del Pd a Roma, abbandonando la guida della Regione, abbia mai saputo di essere anche vice commissario alla ricostruzione, se qualcuno glielo abbia mai spiegato..."

La dura accusa arriva da Guido Quintino Liris, candidato al Consiglio regionale nella lista di Fratelli d'Italia, alle elezioni del 10 febbraio prossimo.

Liris, vice sindaco dell'Aquila, medico chirurgo e dirigente della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, che ha recentemente aderito a Direzione Italia, movimento guidato dal parlamentare europeo, l'ex ministro Raffaele Fitto, federato con Fdi, fa riferimento alla differente situazione dei due terremoti: quella dell’Aquila del 2009, e quella del centro Italia del 2016 e 2017, che in Abruzzo ha coinvolto la provincia dell’Aquila, in particolare l’alta Valle dell’Aterno, e la provincia di Teramo. 

"C'è una differenza talmente evidente, da essere quasi imbarazzante - incalza Liris -, tra quella che è stata la gestione del post-terremoto 2009, da parte del governo nazionale e regionale di centrodestra, e quello che non è stato fatto dopo il sisma del 2016 e 2017, da parte del governo nazionale e regionale del centrosinistra".

Per Liris, "e non si cambia, con questo tipo di sistema e tempistiche la ricostruzione sarà completata tra cento anni". 

"Il sistema non è solo fortemente inefficace ma anche dispendioso: infatti, per riparare un’abitazione non gravemente danneggiata sarebbero bastati e basterebbero meno di 10mila euro, mentre per ospitare i proprietari in albergo ne sono serviti 100mila. È assolutamente centrale far partire la cosiddetta ricostruzione leggera, per le case meno danneggiate, attraverso la sburocratizzazione dell’iter, in particolare eliminando la doppia conformità, ma puntando sull’autodichiarazione con i tecnici che asseverano, e poi aumentando i controlli", spiega ancora. 

"Io nel cuore e nei pensieri - aggiunge il candidato Fdi - ho in particolare l'alta valle dell'Aterno, dove la popolazione è allo stremo: ebbene la Regione, dopo il sisma 2016 e 2017 non ha recitato ruoli, non sono state esaminate pratiche, neanche quelle di lieve livello di gravità, non sono stati aperti cantieri. Tutto è fermo. Eppure avviare subito, nei limiti del possibile, il processo di ricostruzione sarebbe stato importante per far capire ai cittadini terremotati che la Regione c'era, e che valeva la pena resistere, e non andare via".

Invece, accusa ancora Liris, "la Regione ha fatto un passo indietro, si è tirata fuori da ogni decisione, dimostrando l’assoluto disinteresse per i piccoli centri, in particolare per il cratere minore".



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