SISMA: PRATICHE FERME AL GENIO CIVILE,
''BUROCRAZIA ASSURDA, SUBITO PERSONALE''

Pubblicazione: 08 marzo 2017 alle ore 20:02

L'AQUILA - "Abbiamo presentato la pratica di ricostruzione post-sisma del nostro aggregato nel 2012. Dopo un iter durato 4 anni, tra ufficio speciale e Comune dell’Aquila, finalmente abbiamo avuto l’ok. I soldi sono ora in banca, la ditta è pronta, ma la nostra pratica è ferma da 5 mesi dentro l’ufficio del Genio civile, che deve fare solo il controllo finale”.

Con la burocrazia attuale, è stato detto, Cristoforo Colombo non sarebbe mai riuscito a partire per la scoperta dell’America. E la burocrazia crea problemi anche nella ricostruzione dell’Aquila, come emerge dalla testimonianza di un presidente di consorzio, che vuole restare anonimo, e che ad AbruzzoWeb esprime tutta la sua frustrazione, per un calvario che sembra infinito.

È, del resto, un caso emblematico quello del Genio civile, nei cui uffici a palazzo Silone nel capoluogo sono oltre 400 i progetti di ricostruzione di aggregati edilizi che attendono di avere l’ultima verifica, ultima casella da percorrere prima della tanto agognata apertura dei cantieri.

Pratiche arretrate che si accatastano sulle scrivanie, e che aumentano, è stato stimato, al ritmo di 50 a settimana.

Motivo? La carenza dei dipendenti, a cui solo ora si sta ponendo rimedio, con l’aiuto degli ordini professionali che si sono autotassati per assumere altro personale. A questo si aggiunge l’impasse organizzativa dovuta al passaggio del servizio Genio civile dalla Provincia alla Regione, dopo la riforma Delrio, e nell'ente regionale gli ingegneri strutturisti sono pochissimi e già oberati di lavoro.

E soprattutto tra le cause del preoccupante fenomeno c'è l’entrata in vigore della legge regionale 28 del 2011, nell’aprile 2016, resa ineludibile dalla normativa nazionale.

Una legge che ovunque, anche nelle aree terremotate italiane, dove una burocrazia snella sarebbe un fattore determinante, ha imposto il passaggio dal regime semplificato del deposito sismico a quello autorizzatorio.

Ovvero prima al Genio civile ci si limitava a depositare i faldoni e i pochi addetti si limitavano a verificare la completezza della documentazione. Ora, invece, devono esaminare entrando nel merito tutta la pratica, pagina per pagina, con tempi ovviamente molto più lunghi, prima del sospirato via libera.

“L’ordine degli ingegneri e molti miei colleghi lo vanno dicendo da mesi, che questa modifica dell’iter avrebbe creato un pericoloso rallentamento, perché nessuno ha provveduto subito a potenziare quegli uffici - spiega il presidente di consorzio - Un rallentamento, tra l’altro, assurdo, perché parliamo di pratiche della ricostruzione che già erano passate al vaglio degli uffici speciali, che sono state più volte integrate e modificate".

"Per noi quello del Genio civile è, almeno qui nel cratere, un passaggio inutile, senza il quale ci sarebbero centinaia di cantieri in più attivi, visto che per fortuna i fondi per la ricostruzione ci sono", rimarca.

Ora, però, si sta finalmente correndo ai ripari, aumentando il personale addetto al Genio civile, con l'obiettivo di limitare intanto i danni, e di smaltire solo le pratiche arretrate.

Solo da poche settimane sono infatti arrivati i rinforzi, con otto assunzioni di ingegneri a tempo determinato. Visto che la Regione, nonostante i suoi 1.500 dipendenti, non aveva le figure necessarie per coprire quei posti chiave, con una modifica alla legge 28, che ha introdotto il pagamento di un contributo di istruttoria aggiuntivo a carico del committente che può essere anticipato dalle imprese titolari dei lavori.

Con questi incassi aggiuntivi è stato possibile assumere, appunto, cinque ingegneri.

Le pratiche inoltre subiranno un controllo tramite sorteggio su un campione del 15%, il resto seguirà la procedura semplificata. Controllo pieno resta, invece, per gli uffici strategici e le scuole.

Ma questo può non bastare. Il personale è ancora sottodimensionato e si sta ragionando di trasferire al più presto altri addetti da Abruzzo Engineering, non meno di quattro.

L’obiettivo che non può essere mancato è quello di concludere l’iter del maggior numero possibile di pratiche arretrate, in due mesi, entro l'inizio dell'estate, che è il periodo dell’anno più favorevole all’apertura dei cantieri. Filippo Tronca



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