L'OPZIONE SARA' POSSIBILE ''SOLO ALL'INTERNO DELLO STESSO COMUNE''

SISMA: STOP ALL'ABITAZIONE EQUIVALENTE,
SI' A EMENDAMENTO TANCREDI ALLA CAMERA

Pubblicazione: 17 marzo 2017 alle ore 20:41

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L’AQUILA - La Camera dei Deputati correggerà la stortura nella discussa norma sulla cosiddetta “abitazione equivalente”, che consente ai cittadini terremotati del 2009 di cedere il proprio alloggio inagibile al Comune, incassare il corrispettivo del valore della casa e comprarne un’altra, nell’Aquilano o anche in un’altra località italiana a scelta.

Una ipotesi, quest’ultima, che ha generato quello che le autorità definiscono “un esodo” e che ora verrà cancellata.

L’ottava commissione parlamentare della Camera ha infatti approvato in sede referente un emendamento, presentato dal deputato teramano del Nuovo centro destra Paolo Tancredi, che andrà a inserire un nuovo comma della legge di conversione dell’ultimo decreto terremoto (dl 8/2017) del governo Gentiloni.

Il nuovo comma 2 stabilisce che “l’acquisto delle abitazioni equivalenti in sostituzione dell’abitazione principale distrutta [...] è concesso solo all’interno dello stesso comune”.

“L’emendamento è passato in commissione Ambiente e ora verrà approvato dalla Camera - conferma Tancredi - Ho proposto questa norma recependo le istanze che mi sono giunte dagli enti locali e dall’Ance, mi sembra una cosa giusta: se andiamo a finanziare chi si va a collocare fuori dal territorio facciamo un danno, finora c’è stato un esodo che dobbiamo scongiurare, altro che incoraggiare”.

La misura è nata fin dal decreto Abruzzo del 2009 varato dal governo Berlusconi. L’abitazione equivalente è stata scelta da circa 600 proprietari: la metà ha acquistato in altra zona del capoluogo, ma un’altra metà sulla costa adriatica, e anche a Roma, Cagliari e perfino Courmayeur.

Il tutto è costato alle casse dello Stato 170 milioni di euro, a cui andranno aggiunti altrettanti fondi per riparare le case inagibili o per abbatterle e ricostruirle.

Sull’approvazione Tancredi non ha il minimo dubbio, “difficile che l’aula tolga qualcosa che la commissione ha aggiunto, succede solo quando ci sono problemi di copertura finanziaria, ma non è questo il caso, questa è stata una norma condivisa subito da tutti”.

Il deputato alfaniano non esclude, però, che possano insorgere problemi di legittimità costituzionale per violazione del principio di uguaglianza tra chi ha potuto comprare casa ovunque rispetto a chi non potrà più farlo.

“Quando entra una legge nuova l’ipotesi c’è sempre, ma si vedrà. La cosa certa è che non si poteva continuare così, nel 2009 si è sbagliato”.



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