SOFIA GUCCI: HARD, CUCINA
E IDEE CHIARE ''MEGLIO PECCATRICE CHE FALSA,
DIO GIUDICHERA'''

Pubblicazione: 10 giugno 2012 alle ore 13:42

Sofia Gucci
di

L’AQUILA - Prendere due occhi assassini color nocciola e un ‘corpo da reato’, mescolare con lo stile italiano, aggiungere un pizzico di ‘cazzimma’ napoletana e servire ben caldo, anzi, bollente.

È una ricetta di sicuro successo quella della ‘cuoca’ Sofia Gucci, 26 anni compiuti giusto ieri, stella dell’hard nata in Romania, meglio, in Transilvania, ma che ormai ha trascorso metà della vita in Italia, nazione che adora dai tempi in cui guardava le telenovelas in tv imparando la lingua.

Per due giorni ha tenuto banco all’Invidia Sexy Disco di Alba Adriatica (Teramo), madrina del locale di Lino Sacchetti, “un amico prima che un proprietario”, che celebrava un altro anniversario, il sesto anno di attività.

Microborsetta sempre alla mano, vestitino svolazzante che non fa vedere molto ma nei punti giusti mette in evidenza certe curve che nessun compasso avrebbe potuto immaginare, Sofia ha preso sul serio il suo ruolo servendo torta e spumante a ogni singolo cliente prima di cadere tra le grinfie di AbruzzoWeb per un’intervista a tutto tondo.

Viene fuori il ritratto di una ragazza con le idee chiare, orgogliosa del suo lavoro di pornostar anche se, ammonisce “si comincia presto e si smette presto, come i calciatori”.

Combatte la crisi producendosi da sola su www.livesofia.com, rifiuta le sirene degli States perché non ha voglia di imparare l’inglese. E non ha voglia neanche di tentare di fare la regista o chissà cosa: “Non puoi nascere pornostar e diventare una dj”.

C’è tempo anche per parlare di educazione sessuale, “c’è rimasto solo il porno perché i genitori non parlano con i figli” e di religione, “sono credente ma anche una peccatrice e sarà Dio a giudicarmi, non le persone”.

Gli occhi degli uomini dell’Invidia sono tutti per lei. Ma che uomo vuole la Gucci? “Bello dentro più che fuori e che mi faccia sentire donna in ogni senso”, ma per ora non lo cerca.

Non fa troppi progetti per il futuro ma alla fine svela il suo sogno: aprire un ristorante napoletano, “so cucinare qualsiasi cosa”, ci risiamo con i fornelli. 

All’Invidia ormai sei di casa.

Anche se è la prima volta che vengo a celebrare il compleanno il posto lo conosco molto bene, ci vengo da cinque anni.

Diciamo che l’hai visto crescere!

No, è il locale che ha visto crescere me! È un bellissimo posto, con bellissime ragazze, e il proprietario, Lino, lo vedo più come un amico che come un proprietario: ogni volta che vengo qui mi sento come a casa mia.

Ti capita di rado?

No, forse perché io vado d’accordo con tutti: mi faccio rispettare e voler bene.

Sono due cose molto diverse.

E molto importanti entrambe. A volte c’è anche amicizia, però falsa, invece questa con Lino è un’amicizia vera. Quelle vere le puoi contare sulle dita di una mano.

Hai amicizie anche tra le colleghe?

Zero. C’è, però, rispetto e conoscenza.

C’è anche invidia?

Da parte mia no, perché io guardo me stessa e non gli altri, ho un carattere che mi porta ad accontentarmi di quello che faccio io. Chi è invidioso vorrebbe qualcosa da qualcun altro, per fortuna ho questo carattere che non mi fa interessare a niente delle altre persone. Posso apprezzare qualcosa di bello, di buono, da prendere come esempio, però invidiare non è una cosa per me.

Sei arrivata in Italia giovanissima, cambiare nazione è stata una rivoluzione?

Sono arrivata con i miei genitori a 15 anni, cioè dieci anni fa. La prima volta sono venuta a Lecce, per due anni, i più belli della mia vita. Sono cresciuta molto, ho imparato la cultura italiana e mi sono innamorata per questo di voi.

Cosa ti piace di più dell’Italia?

Tantissime cose. Il calore delle persone, la cucina, di cui sono molto appassionata, e infatti so cucinare solo italiano, non rumeno.

Sai cucinare bene?

Sì, qualsiasi cosa, mi piace moltissimo. Infatti il mio sogno è aprire un ristorante napoletano, la  cucina che preferisco. Ho un grande amore per il popolo napoletano.

Abbiamo capito che il Sud ti piace. Al Nord come ti trovi?

Mi trovo bene dappertutto perché mi so adeguare. Ogni zona ha il modo suo di vivere e di fare ed è giusto che quando vai a casa di altre persone devi adeguarti alle loro regole e non loro a te.

Oggi fuori dall’Italia ci vivresti?

Certo, a casa mia in Romania. Io sono nata a Hunedoara, vicino a Timisoara. Lì ho mia mamma, mio papà e  i miei fratellini. Ci torno una o due volte all’anno, a volte vengono anche loro.

Come sta la Romania oggi?

I prezzi sono troppo alti e le persone vengono pagate una miseria. Bisogna bilanciare il livello di vita, se la spesa costa 100 euro a settimana non puoi pagare uno stipendio mensile di 200.

Quando hai capito di essere bella?

Non mi reputo bella, mi reputo una persona semplice, è meglio che siano gli altri a dire se sei bella o no. Mi sento una bella persona come carattere, dentro, a volte è più importante. Se sei bello fuori e vuoto dentro, sei brutto. E nella mia vita voglio un uomo che sia bello dentro e non fuori.

Lo hai trovato?

Per adesso no perché non lo cerco e sto bene da sola.

Ma chi fa il tuo lavoro può avere un legame vero o sarà sempre forzato?

Certo, e secondo me è anche più vero rispetto a qualcuno che non fa il mio lavoro. Non ci vuole solo intelligenza, ci vogliono complicità, fiducia e parlare tanto. Affrontare i problemi e dire ciò che si pensa e ciò che si vuole, altrimenti il rapporto si rovina.

A parti invertite saresti gelosa?

No perché se do tutto al mio uomo non ho paura di niente. E quando avrò un uomo al mio fianco vorrò che sia sincero con me. E se avrà bisogno di sentire un'altra donna non mi arrabbierò, perché il mondo è fatto di non compatibili e di compatibili. Tutti sogniamo di trovare l’uomo giusto la prima volta e di viverci tutta la vita, ma non sempre è possibile.

Se invece che in Italia ti fossi trasferita in un’altra nazione avresti comunque fatto questo lavoro?

Non ci sarei andata. Da quando sono piccola ho sempre amato l’Italia, dal primo giorno che ho saputo leggere e guardare le telenovelas in tv. E poi noi rumeni siamo i veri cugini degli italiani. Sapevo già questa lingua prima di venire in Italia, anche se non perfettamente. E quando sono venuta in tre mesi ho imparato l’italiano e in due il napoletano, che è più simile alla nostra lingua.

Preferiresti un uomo rumeno o italiano?

Non m’interessa dov’è nato, m’interessa come si comporta con me e quanto riesce a farmi sentire donna, in tutti i modi.

Hai detto che la carriera di una pornostar è come quella di un calciatore, si smette presto.

È giusto, si comincia presto e si smette presto perché per stare sul palco una donna dev’essere apprezzata dal pubblico e non fischiata. Perciò deve fare questo lavoro finché sta bene con se stessa. Meglio lasciare un bel ricordo che arrivare al punto che la gente dica ‘guarda quella!’.

A limite c’è la chirurgia, che ne pensi?

All’inizio ero contraria, però se una persona si ritocca qualcosa e sta bene con se stessa è meglio farlo, perché guadagna fiducia.

Preferisci gli show dal vivo sul palco oppure l’atmosfera del set?

Tutti e due, visto che li faccio tutti e due! Altrimenti ne sceglierei uno solo. Quando non mi piace una cosa, non la faccio.

Hai avuto anche qualche esperienza con il cinema non hard.

Per me sono sciocchezze, non è che vivo nel mondo delle favole. Vivo nel mondo dell’hard, mi piace quest’ambiente e amo il mio lavoro, però ho fatto qualcosina per divertimento... Sempre roba sexy, anche una scena di sesso con Gabriel Garko per la serie Il peccato e la vergogna.

Com’è stato?

Una bella esperienza.

Lui se l’è creduta?

Devi chiederlo a lui non a me! E poi ho fatto la fiction sulla storia di Moana Pozzi con Violante Placido. Mi piacerebbe lavorare ancora con lei perché è una bellissima persona, una grande professionista e una grande attrice.

Quando smetterai cosa vorrai fare?

Non sono una persona che sogna, vivo al momento quello che viene. Perciò non lo so, l’importante è avere il lavoro e la salute, se hai questo poi potrai decidere cosa vuoi fare. Per adesso mi godo il mio lavoro.

Il prossimo step quale sarà?

Continuare a girare nei locali e fare film, visto che ho aperto anche il mio sito e non lavoro più per le case di produzione.

Perché?

Internet ha rovinato il mercato dell’hard come dvd, perciò preferisco autovendermi a farmi vendere dagli altri.

L’hard su Internet è una forma di educazione sessuale per un ragazzino, forse l’unica che è rimasta?

Soprattutto, anche perché i genitori non parlano con i figli di queste cose ed è la cosa più sbagliata. Non bisogna avere vergogna di parlare con i propri figli. Ok, non è facile, ma bisogna trovare il modo. Con mia madre ho un rapporto di amicizia, le ho detto dal primo giorno in cui ho fatto sesso e oggi sa che faccio il porno.

E tuo padre?

Uguale.

Quanto pesa l’aspetto religioso?

Sono una persona molto credente ma secondo me Dio non guarda il corpo, che va seppellito, guarda l’anima, che se la porta in cielo. Inutile che vai casa e chiesa e poi ci sono tanti preti che se ne approfittano. Perciò preferisco fare il mio lavoro, essere una peccatrice e poi sarà Dio a giudicarmi se vado bene o no. È facile giudicare gli altri ma non se stessi.

Che ne pensi dell’hard statunitense?

È molto più avanti del nostro, anche se non ci ho mai lavorato. Mi piacerebbe, mi è stato proposto, ma per lavorare lì devi parlare molto bene l’inglese e visto che non sono capace non posso buttarmi.

Non sei capace o non vuoi?

Impari una cosa velocemente quando sei appassionata. Se devi impararla solo per lavoro non è facile. L’italiano l’ho imparato in tre mesi perché lo desideravo, l’inglese chi se ne frega!

L’attore più bravo con cui hai lavorato?

Sono due i miei preferiti, Franco Trentalance, che è un bravissimo ragazzo e un grandissimo professionista, e anche molto intelligente: guardo anche quello, sennò non attacca. E poi c’è un ragazzo che si chiama Denis Marti, molto conosciuto.

E le più brave attrici, esclusa te?

L’unica che rappresenta l’Italia, anche se da un po’ non lavora per sua scelta, è Bambola, per me una delle migliori sia nel sesso sia come recitazione nel porno.

Ti interessa diventare una regista?

Non voglio fare la regista, voglio fare l’attrice. So tenere la telecamera in mano ma non è il mio compito. Uno deve fare quello che sa fare. Non puoi nascere pornostar e diventare dj, come fanno tante che non vengono più chiamate. Meglio ritirarsi e fare più bella figura che diventare qualcosa che non sei.

Nel tempo libero cosa ti piace fare?

Passeggiare, riposare e poi la mia passione, cucinare. Cucino spesso per i miei amici.

Ora che hai spento le candeline, il prossimo anno cosa farai?

Me lo vieni a chiedere il prossimo anno e te lo dico.



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