SOSTITUZIONE EDILIZIA: L'AQUILA HA 246 CASE MA 100MILA EURO PER GESTIRLE Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

CON UN PATRIMONIO DI UN MILIARDO IL CAPOLUOGO E' SESTA CITTA' ITALIANA PER UNITA' IMMOBILIARI; L'ASSESSORE DI STEFANO, ''COSTI DI GESTIONE INSOSTENIBILI''

SOSTITUZIONE EDILIZIA: L'AQUILA HA 246 CASE MA 100MILA EURO PER GESTIRLE

Pubblicazione: 04 giugno 2018 alle ore 06:30

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L'AQUILA - Se il progetto C.a.s.e., 4.500 alloggi antisismici tirati su in pochi mesi per dare un tetto agli sfollati del terremoto del 2009, si sta già rivelando un pesante fardello per le casse del Comune dell'Aquila, gli immobili acquisiti al patrimonio dopo la sostituzione edilizia rischiano di rappresentare una nuova zavorra.

Si tratta di 246 unità immobiliari del valore complessivo di 77,7 milioni di euro, come emerso durante l'esame del bilancio consuntivo 2017 in Consiglio comunale, che l'ente si ritrova sul groppone: sono le abitazioni equivalenti, quelle di cui in una prima fase post-terremoto era possibile disfarsi in cambio di un'abitazione sostitutiva, attraverso la cosiddetta sostituzione edilizia.

Alloggi che, insieme a quelli del progetto C.a.s.e. e dei Map, hanno fatto dell'Aquila la sesta città italiana per numero di unità immobiliari rispetto agli abitanti, dopo Roma, Napoli, Torino, Firenze e Palermo, di cui è proprietario il Comune.

"Nel bilancio abbiamo previsto 100mila euro sufficienti a sostenere gli oneri condominiali", spiega ad AbruzzoWeb l'assessore comunale al Bilancio, Annalisa Di Stefano, "facciamo passare quest'anno e valutiamo, visto che si tratta di patrimonio acquisito al 31 dicembre 2017".

"Rappresentano un costo di gestione che sicuramente non possiamo sopportare come Comune", ammette la Di Stefano, "si tratta di una superficie complessiva di 36mila metri quadrati e ci sono altri 540 alloggi ancora da acquisire, sempre frutto della sostituzione edilizia, attualmente in fase di ricostruzione".

"Per decidere cosa farne occorre una visione almeno trentennale. Una parte vorremmo metterla a disposizione dell'Università, con cui stiamo già interloquendo, per il resto sono ancora da valutare diverse ipotesi, tra cui una cessione in blocco che passa anche attraverso la scelta del soggetto a cui cederle", aggiunge.

Quest'ultima soluzione desta preoccupazione, per il rischio di possibili operazioni speculative che potrebbero essere messe in atto da qualche fondo immobiliare, come ha fatto notare il gruppo consiliare della Coalizione sociale, guidato da Carla Cimoroni.

È di un miliardo di euro, complessivamente, il patrimonio immobiliare comunale, se alle abitazioni equivalenti si aggiungono gli edifici di proprietà, il progetto C.a.s.e. e i Map.

Lettera morta, intanto, sembrano rimanere i piani delle alienazioni che il Consiglio comunale approva annualmente, dei veri e propri documenti di fantascienza.

Nell'ultimo, ad esempio, che ha avuto il via libera dell'assise a marzo, sono previste dismissioni per 20mila euro nel 2018 mentre per l'anno prossimo sono stimate alienazioni di beni per 27 milioni di euro e per il 2020 di 47 milioni.



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