• Abruzzoweb sponsor

GLI STRALI DELLA PENTASTELLATA VICINA A DI MAIO POTREBBERO FARE BRECCIA AI PIANI ALTI DEL M5S E PENALIZZARE L'EX GOVERNATORE. ORE FEBBRILI E TRATTATIVE DIFFICILI, SLITTA A SABATO LA DECISIONE?

SOTTOSEGRETARI, CORSA LEGNINI-D'ALFONSO
DECISIVO ATTACCO MARCOZZI A SENATORE PD?

Pubblicazione: 12 settembre 2019 alle ore 08:14

Luciano D'Alfonso e Giovanni Legnini

L'AQUILA - Sono ore decisive, queste, per la nomina di vice ministri e sottosegretari del governo Conte 2, che ha ottenuto la fiducia di entrambe le Camere. 

Nonostante l'istanza, precisa, del premier, a chiudere al più presto le trattative, addirittura entro oggi, secondo quanto filtra da ambienti romani, sembra la partita difficilmente si possa chiudere prima di sabato.

L’operazione è molto complessa. 

Va trovata la giusta quadratura tra elementi di diversa natura: le aspettative dei partiti, i vari incastri, gli appetiti delle correnti, la rappresentanza dei territori, le quote rosa. 

E poi andrà trovata una giusta sinstesi. 

Alla luce di questo, di ora in ora la lista dei 42 posti cambia. E con essa gli umori delle varie correnti.

Gli abruzzesi in lizza si stanno giocando per intero le loro carte. Nel Pd è praticamente ballottaggio tra Giovanni Legnini e l’ex presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ora senatore del Pd, con quotazioni altalenanti. 

Il borsino vede in leggera prevalenza Legnini: l'ex vice presidente del Csm ed ex sottosegretario all’Economia, ha posto, sia pure con toni cordiali, come condizione quella di un ruolo di "peso" e non di facciata, adeguato alla caratura politica, ma anche all'esperienza maturata sia nel campo della Giustizia, che nell'Economia.

Non è peregrina, per questi motivi, la possibilità che possa addirittura strappare un ruolo da vice ministro, qualifica che si può attribuire a non più di dieci sottosegretari che hanno deleghe relative all'intera area di competenza di una o più strutture dipartimentali o di più direzioni generali. Da capire, inoltre, se passerà la logica dei "contrappesi" o meno. 

In questo caso Legnini potrebbe approdare alla Giustizia, dicastero in cui è stato confermato il Cinque Stelle Bonafede.

Non è peregrina, però, neanche l'ipotesi del Mise, così come quella del Miur. 

A dare una mano a Legnini, nella sfida tutta abruzzese con D'Alfonso, potrebbe essere proprio il Movimento Cinque Stelle che governa da qualche giorno con il Pd.

Sara Marcozzi, ex candidata a governatrice della Regione, molto vicina al leader e ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha infatti lasciato strali contro D'Alfonso, con il quale ha un conto in sospeso nella passata legislatura regionale quando c’è stato un precedente legato all’episodio della sedia tolta dall’allora governatore mentre la pentastellata si stava sedendo nello scranno da presidente durante una protesta grillina.

"Mi auguro, per il bene dell’Italia e del nostro Abruzzo, che Luciano D’Alfonso non venga nominato sottosegretario ad alcunché".

Un attacco diretto, frontale, per certi versi clamoroso, che potrebbe anche fare breccia ai piani alti del Movimento.

Lui, D'Alfonso, non si è scomposto e non ha reagito. Preferendo continuare a prendere posizioni di carattere tematico: "Il voto di fiducia per il governo delle decisioni necessarie oggettivamente può guadagnare nel merito ulteriore fiducia - ha scritto ieri -, sia con il lavoro delle Commissioni e sia per il lavoro politico che si conferma in aula e nel Paese. Dobbiamo recuperare alla decisione pubblica la cultura delle priorità. È risorsa da rispettare anche il fattore tempo. Ciò che va fatto domani deve essere fatto domani.

L'elaborazione culturale, l'iniziativa politica e la qualità della programmazione devono ricominciare ad alimentare la stagione delle decisioni necessarie che comincia oggi".

"La dialettica di coalizione, politica e parlamentare - prosegue D'Alfonso - va reimparata poiché la realtà è completamente cambiata rispetto ai lunghissimi anni passati. Sono convinto che la nuova coalizione, nata per emergenza istituzionale, possa recuperare e potenziare il consenso dentro e fuori le istituzioni della democrazia italiana, se eviterà la ricerca di rendite di posizione".

Dietro non si sono ancora arresi l'ex vice presidente della giunta regionale e già sottosegretario, Giovanni Lolli, e l'ex sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.

Considerando che non è ancora certo che l’Abruzzo, anche alla luce delle emergenze terremoti, possa ottenere due posti si sottogoverno. Sul fronte penstastellato resistono Gianluca Vacca, sottosegretario Mibac uscente, e il deputato Antonio Zennaro. Ma anche nel M5S il dibattito è molto acceso e le "rose" chieste da Di Maio hanno generato ulteriori tensioni e divisioni.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui