SOTTOSERVIZI L'AQUILA: BENEDETTI, ''DA CANTIERE PIU' DANNI DEL TERREMOTO''

Pubblicazione: 19 febbraio 2018 alle ore 12:43

Carlo Benedetti

L'AQUILA - "Intervengo nuovamente sulle problematiche sollevate dal blocco ormai conclamato e quasi irreversibile del cantiere dei cosiddetti sottoservizi nel tratto finale di Corso Vittorio Emanuele e di via Garibaldi. Lo faccio nella convinzione, ormai condivisa da molti, che la cantierizzazione selvaggia del centro abbia comportato per le attività commerciali (quelle che si sono reinsediate e quelle che avrebbero voluto reinsediarsi prima di aver fatto due conti) danni superiori a quelli che ha fatto il terremoto e che oggi a tre anni di distanza dallo sciagurato inizio dei lavori rischia di vanificare totalmente lo sforzo del pur apprezzabile bando Fare centro".

Lo dice in una nota l'ex presidente del Consiglio comunale dell'Aquila Carlo Benedetti, animatore del collettivo Globuli rossi.

"È evidente che il ritardo di tre o quattro anni accumulato per la definitiva riconsegna del centro alla sua naturale destinazione direzionale e commerciale è da attribuirsi unicamente alla cantierizzazione totale e selvaggia dell’Asse centrale. Sventrare il cuore di una città medioevale è stato, inoltre, un atto di assoluta ignoranza e di carenza di cultura civica ed urbanistica e di senso della storia - fa osservare Benedetti - è stato come lasciare le bucce delle arance e la carta stagnola dei panini di fronte alla Cappella Sistina, come installare l’alluminio anodizzato in corrispondenza delle 'bifore' e degli archi in pietra dei nostri borghi".

"Ciò che stupisce - continua - è come i commercianti prima convinti a rientrare in centro, vengano oggi lasciati spli dalle istituzioni con i loro problemi, con le tratte da pagare e con le lunghe giornate in solitudine a respirare la polvere dei cantieri senza incassare un euro".

"L’assenza della Gran Sasso Incarichi - aggiunge Benedetti declinando il nome della stazione appaltante, la Gran Sasso Acqua spa - è imbarazzante così come i ritardi della Soprintendenza ed il silenzio del Comune!".

"Intanto il tempo passa e l’amministrazione attuale, lungi dall’intervenire concretamente, ha solo asfaltato le caditoie pubbliche dell’acqua piovana in centro. Lo ho detto e lo ripeto questa città in questo momento non aveva bisogno di quest’opera: ha invece bisogno, subito, di un arredo urbano provvisorio e di una pavimentazione provvisoria prima che i pochi commercianti che sono tornati vadano altrove ed ha, subito, bisogno della conclusione dei lavori di questa opera imbarazzante ed assurda", conclude l'ex presidente.



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