SPORT: GRAVINA (FIGC), ''CALCIO VIVE MOMENTO DIFFICILE, L'AQUILA NON IMMUNE, SERVE LAVORARE SU CIO' CHE SI HA''

Pubblicazione: 14 dicembre 2018 alle ore 13:35

Gabriele Gravina alla Fondazione Carispaq

L’AQUILA - "Il calcio vive un momento generale di difficoltà e L'Aquila calcio non ne è stata immune. Quello che auspico, per la società e il territorio in genere, è di lavorare su ciò che si ha e farlo al massimo, in una dimensione dello sport sana, fatta non solo di vittorie, ma soprattutto di socialità e di aggregazione".

Sono le parole di Gabriele Gravina, presidente nazionale della Federazione italiana gioco calcio, che questa mattina in qualità di socio ha partecipato all’Aquila alla conviviale natalizia della Fondazione Carispaq, preceduto da un breve incontro aperto alla stampa.

"La squadra di calcio - ha spiegato ad AbruzzoWeb -  ha un valore diverso in ogni realtà dove si colloca e svolge un ruolo importante anche per la formazione dei giocatori e delle giovani promesse. Nonostante i problemi dovremmo comunque essere felici anche se la nostra squadra perdesse tutti i campionati, ma portasse i suoi ragazzi a formarsi in maniera sana e in linea con quello che è lo spirito dello sport".

Gravina, che viene ricordato da molti come colui che ha portato "il miracolo della serie B" a una realtà come quella del Castel di Sangro (L'Aquila), città di 5 mila abitanti, ha voluto ricordare i successi di quel periodo.

"È stato un lavoro concentrato non solo sul successo della squadra, ma anche in un'ottica di rilancio di tutto il territorio, potenziando le strutture ricettive che hanno incentivato non solo tutto ciò che ruota intorno al calcio, ma anche e soprattutto al turismo in genere. C'è stato il periodo in cui c'erano più tifosi che abitanti. Non è stata quindi una vittoria relegata al settore ma di tutto il territorio".

E il modello del "miracolo del Castel di Sangro" è esportabile in un futuro per esempio all’Aquila? "Si, se ci sono condizioni. È evidente che  bisogna raccogliere energie umane, economiche, finanziarie, idee. bisogna mettere giù dei progetti e realizzarli, i requisiti fondamentali sono sempre gli stessi: la passione per quello che si fa, il senso di responsabilità e la capacità di lungimiranza, ingredienti fondamentali all’interno di una città come L'Aquila che vive una realtà complessa dovuta anche e soprattutto alle conseguenze del terremoto del 6 aprile, di tensioni tra chi vuole andare via e chi vuole resistere".

E guardando alle realtà delle società calcistiche provinciali, secondo Gravina il trend è comunque positivo, "ci sono tante squadre, di seconda e terza categoria soprattutto, bisogna lavorare su queste, farlo al meglio, far uscire in maniera positiva tutto quello che posso dare".

"Oggi si vive con una sorta di appiattimento sul presente, senza prospettive, senza progetti, senza capacità di proposte. Tutto ciò rende molto sterile la quotidianità, l’idea dovrebbe essere quella di poter puntare su qualcosa che possa portare a una rivoluzione culturale in termini di prospettive", ha concluso.

"Abbiamo voluto cogliere questa opportunità della presenza di Gravina – è il commento del presidente della Fondazione, Marco Fanfani - non solo per rendergli omaggio, ma perché dà lustro alla nostra provincia a livello nazionale con questo prestigioso incarico nella Figc".

"Come Fondazione siamo al fianco della città per trovare spunti per potenziare l'attività sportiva ad ogni fascia di età, ad esempio proprio in quest'ultimo periodo si sta valutando come far entrare lo sport nelle case per gli anziani, nei centri ricreativi, perché non è solo agonismo, ma un mezzo, una pratica, per stare e vivere bene", ha aggiunto.

"Contiamo, con l'incontro di oggi di gettare le basi con il presidente Gravina per capire eventuali opportunità e collaborazioni che possono essere praticate su una città in ricostruzione con una serie di problemi e di incompiute che riguardano sia l'impiantistica sportiva che le società. Un confronto sereno e propositivo dove identificare quali possono essere i percorsi da intraprendere", ha concluso Fanfani.

È intervenuto anche Roberto Marotta, membro del Comitato olimpico internazionale e segretario generale della federazione italiana roller.

"Bisogna lavorare molto sullo sport in generale - è stato il suo commento - puntare sulle attività giovanili che sono la fortuna del settore a livello nazionale ma anche in una realtà come quella aquilana, puntando ad avere delle dirigenze sportive che si dedichino con passione al di là degli interessi economici".

"Senza questa base lo sport non potrà mai prosperare", ha concluso.



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