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STALKING: GIORNALISTA AQUILANA PATTEGGIA 5 MESI,
TRA PARTI LESE PRESIDENTE CAMERA COMMERCIO SANTILLI

Pubblicazione: 12 aprile 2018 alle ore 14:39

L’AQUILA - La giornalista aquilana Monica Pelliccione ha patteggiato una pena (sospesa e con la non menzione) a cinque mesi di reclusione, dinanzi il Giudice per le indagini prelimiari del Tribunale dell'Aquila, per i reati di atti persecutori e diffamazione.

Parte offesa il presidente della Camera di Commercio dell'Aquila, Lorenzo Santilli, la coniuge Patrizia Bonanni e la segretaria dello stesso Ente Anna Rina Murri.

In particolare, le indagini condotte dalla polizia postale dell'Aquila (coordinata dal sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli) in seguito alla denuncia di Santilli, imprenditore ed ex politico, avrebbero portato a diverse contestazioni nei riguardi della giornalista.

In una nota Pelliccione, attraverso i suoi legali rigetta ogni accusa parlando di “patteggiamento tecnico”, deciso solo per evitare la lunga fase penale in una vicenda che vede al centro i rapporti di lavoro venuti meno tra Santilli e la giornalista. 

Pelliccione - si legge in un lancio dell’Agi - era accusata di aver effettuato fittizie prenotazioni a nome di Santilli in un albergo gestito dalla coniuge, motivandole con la necessità che lo stesso presidente avrebbe dovuto intrattenere ‘ripetuti incontri sentimentali con innumerevoli amanti, sottolineando anche il suo ruolo di presidente della Camera di Commercio e postulando presunti favoritismi effettuati in tale veste nei confronti di una commercialista’, che la parte offesa avrebbe ‘portato alla Camera di commercio in quanto sua amante’.

In un'altra circostanza la giornalista era accusata di aver pubblicato sulla pagina Facebook della Camera di Commercio dell'Aquila, a nome di altra donna, un commento nel quale imputava a Santilli una ‘gestione personalistica dell'ufficio pubblico da lui diretto e di operare arbitrari licenziamenti del personale con la complicità della segretaria, definita, tra l'altro, 'asservita, fedelissima, gelosa e accondiscendente'.

Prendiamo atto del lancio Agi diffuso nella mattinata odierna, relativo alla vicenda che coinvolge la nostra assistita e siamo costrette a precisare quanto appresso al fine di limitare il pregiudizio a carico della stessa, che si è determinata a patteggiare la pena non perché si riconosca nei comportamenti che le vengono contestati ma al solo fine di uscire il più rapidamente possibile dal circuito penale ad ella totalmente estraneo e pregiudizievole - si legge nella nota degli avvocati Stefania Pastore e Paola Iacone - La scelta del rito alternativo al dibattimento è dunque una scelta esclusivamente tecnica motivata anche da ragioni legate alla professione della Pelliccione.

L'intera vicenda trae origine da rapporti di lavoro intercorsi tra la dottoressa Pelliccione e il Santilli: nella fattispecie si tratta di incarichi come addetta stampa e comunicazione della stessa presso la Camera di Commercio dell'Aquila, oltre ad altri rapporti lavorativi sempre riconducibili allo stesso. Va evidenziato che per quanto riguarda il rapporto di lavoro presso la Camera di Commercio è sub Judice l’intera vicenda al fine di accertare se vi siano state illegittimità nell’ambito del predetto rapporto di lavoro, sia con riferimento ad alcune presunte retribuzioni mai corrisposte sia per la corretta qualificazione del rapporto di lavoro”.

Alla giornalista è stato contestato dalla Polpost di aver mandato dal proprio indirizzo email a Santilli messaggi ingiuriosi e minacciosi nei quali lo apostrofava con i più vari epiteti, prospettando future azioni giudiziarie nei confronti suoi e della coniuge e paventando la rivelazione alla donna e alla stampa di mail compromettenti e privatissime.

A Pelliccione, inoltre, è stato contestato di aver telefonato al centralino della Camera di commercio “comunicando all'interlocutrice un altro nome: 'Deve dire a Lorenzo Santilli che è un uomo morto, morto, lo perseguiterò per tutta la vita'”.

Tra le altre accuse, anche quella di aver inviato una mail alla moglie di Santilli, in cui “dettagliava i particolari della relazione asseritamente avuta con Lorenzo Santilli, epitetandola e sbeffeggiandola". Secondo l'accusa tutto ciò avrebbe avuto come conseguenza il "perdurare e grave stato di ansia, con lesione della reputazione della coppia e della segretaria'”.

La giornalista, davanti al giudice del Lavoro, ha intentato una causa contro l'Ente camerale. La vicenda era stata diffusa dalla stessa interessata in una nota in cui, qualche tempo fa, lanciava alla Camera di commercio l'accusa di sfruttare lavoro nero e precario.

Sulla vicenda Cna e Api hanno chiesto spiegazioni a Santilli ed è stata interessato anche l'Ordine dei Giornalisti dell'Abruzzo. Pelliccione ha collaborato con Santilli come consulente della comunicazione, oltre che alla Camera di Commercio della provincia dell’Aquila, anche nella Banca di Credito cooperativo Ddi Roma, e nella Felici, azienda di costruzioni della quale il presidente dell’ente camerale è socio.

Nel procedimento le parti civili sono state assistite dagli avvocati Antonio Pimpini del Foro di Chieti e Massimo Manieri del Foro dell'Aquila.



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