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STOP A MEGALO' 2: ACERBO E RAIMONDI BOCCIANO ANCORA IL PROGETTO

Pubblicazione: 16 marzo 2017 alle ore 18:48

CHIETI - "È davvero incredibile che tornino alla carica con il progetto Megalò 2, in una zona  a rischio di esondazione del fiume ed è molto grave che gli altri comuni, a partire da Pescara, non si oppongano".

Parlano e lamentano la situazione che si è creata intorno al progetto della realizzazione di un secondo centro commerciale, con una nota stampa, Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista ed Enrico Raimondi, consigliere comunale Sel di Chieti.

"C'è una lunga storia di responsabilità bipartisan in questa vicenda urbanistica - commentano in una nota - centrodestra e centrosinistra hanno consentito la cementificazione per fini speculativi di aree dove non bisognava costruire".

"È pazzesco che continuino a insistere anche dopo che l'inchiesta su Megalò 3, l'altro lotto di quel piano, ha scoperchiato quale genere di relazioni e interessi ci siano dietro queste operazioni. È pazzesco poi che parallelamente la giunta D'Alfonso voglia a spese del contribuente realizzare vasche su terreni agricoli spendendo 55 milioni di euro".

"Delle semplici considerazioni di buon senso dovrebbero indurre il comitato Via, a un parere negativo visto che l'area metropolitana Chieti-Pescara è piena di aree dismesse da riqualificare dove poter insediare strutture commerciali, di ristorazione o del tempo libero.

Raimondi e Acerbo invitano anche le organizzazioni di categoria a mobilitarsi perchè "è inaccettabile che si costruisca sul fiume per contribuire alla desertificazione dei nostri centri commerciali naturali".

"Non c'è una sola ragione di interesse pubblico che giustifichi questa porcata di natura ambientale e sociale che dovrebbe indurre la Regione Abruzzo a dire no".

"Megalò 2 - continuano - deve avere qualche santo in paradiso se nel 2012 quando il comitato Via espresse il suo parere contrario accade che la Regione casualmente dimenticasse di presentare memorie difensive al Tar contro il ricorso dei privati".

"Il silenzio della politica locale e regionale su questo progetto - concludono - dà l'idea di una complicità diffusa e della colpevole disattenzione. Invitiamo il comitato Via a fare proprie le osservazioni di Wwf e ambientalisti e a esprimere un no a questo progetto devastante".

 

 



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