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PARERE CHE RISCHIA DI FAR SALVO IL PRIVILEGIO: POTERI LIMITATI PER CONSIGLIO IN ''PROROGATIO'', E LA MISURA NON E' ''URGENTE E INDIFFERIBILE''

STOP DOPPI VITALIZI: PER COLLEGIO GARANZIE LA REGIONE NON POTEVA APPROVARE LEGGE

Pubblicazione: 09 gennaio 2019 alle ore 06:15

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L'AQUILA - La storica legge regionale che ha abolito  il  vitalizio agli ex consiglieri regionali che percepiscono anche quello da ex parlamentari, non ha il carattere di "urgenza e necessità", dunque non poteva essere approvata da un consiglio regionale in regime di proroga, e con poteri limitatissimi. 

A stabilirlo è stato il parere del Collegio delle garanzie statutarie della Regione Abruzzo, composto Giampiero Di Plinio, presidente, Romano Orrù e Pasquale Minunni.

A chiedere il parere, gli agguerriti ex,  ancora percettori di doppio vitalizio, che difendono con le unghie quello che appare ai cittadini devastati dalla crisi come un inaccettablie privilegio. Assistiti dall'avvocato Giulio Borrelli, per bloccare prima della sua promulgazione, la legge approvata all'unanimità nel consiglio regionale di novembre che ha appunto abolito il doppio vitalizio, e ha ridotto in ogni caso l'importo dell'assegno, dal 9 al 25 per cento, a partire dagli assegni superiori a 1.500 euro mensili per finire a quelli di oltre 6.000 euro.

Una legge, a lungo attesa, che ha unificato quella proposta da Sara Marcozzi, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, candidata a presidente della Regione, e quella di Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale, del partito Democratico, per la parte relativa alla riduzione dell'importo. 

Alla fine della giostra, un  tanto legiferare per nulla: la norma abruzzese, accolta come epocale eliminazione di un previlegio della casta politica, arrivata fuori tempo massimo,  non potrà, alla luce del parere del Collegio,  essere promulgata.

Il Consiglio potrebbe però ignorare il parere, e riapprovare la legge tal quale. Ma prima delle elezioni del 10 febbraio il consiglio non si riunirà più. Se parlerà forse nella prossima legislatura.

Poco male: quella degli ex consiglieri ed onorevoli abruzzesi è in realtà una vittoria di Pirro. Il parlamento, su forte spinta del Movimento 5 stelle, nella manovra finanziaria ha imposto d'imperio alle Regioni, pena il taglio del 20 per cento dei trasferimenti statali, di ricalcolare i vitalizi regionali con il metodo contributivo, in base a quello effettivamente versato di contributi, come i comuni mortali, il che comporterà un dimezzamento degli assegni erogati dalla Regione. Come già avvenuto con l'assegno vitalizio parlamentare. L'Abruzzo dovrà farlo entro giugno. E a quel punto con assegni ridotti all'osso, la legge del doppio vitalizio risulterà forse superflua. 

Gli ex del doppio vitalizio, 14 in tutto, hanno da subito contestato, della legge abruzzese, il fatto che il consiglio regionale, in "prorogatio" e formalmente sciolto dopo le dimissioni di metà agosto del presidente della Regione Luciano D'Alfonso, oggi senatore, fino alle prossime elezioni può legiferare, come da statuto, solo sulla normale amministrazione, e su misure urgenti e indifferibili. 

E secondo gli agguerriti ex la norma suvi vitalizi non poteva essere annoverata in nessuno dei due casi. La sua applicazione, evidenzia poi l'avvocato Borrelli, va congelata per tutelare la Regione dai costi di eventuali contenziosi. 

Il Collegio gli ha dato ragione, alla luce della corretta interpretazione dello Statuto regionale, che negli articoli 86 e 87 definisce l'ambito dei poteri esercitabili dal Consiglio regionale in periodo di prorogatio, limitandone l'esercizio "agli interventi che si rendono dovuti in base agli impegni derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea, a disposizioni costituzionali o legislative statali o che, comunque, presentano il carattere dell'urgenza e necessità". 

Per il Collegio però, "l’urgenza e la necessità",  non solo deve essere "espressamente dichiarata" ma anche "adeguatamente motivata avendo riguardo a profili fattuali particolarmente precisi in quanto esplicitamente ricondotti a situazioni di estrema gravità".

Non può essere in altri termini oggetto di discrezionalità politica, come invece è avvenuto con la legge dei doppi vitalizi. 

Del tutto insufficiente è infatti il riferimento agli obiettivi "di contribuire al riequilibrio finanziario della Regione", e di "assicurare il contenimento della spesa". 

La motivazione del "risparmio di spesa", non giustifica infatti per il Collegio, il requisito della "necessità e dell'urgenza", "indipendentemente dalla validità etica e dalla portata di innovazione della norma", concede il Collegio.

Si avrebbe in questo caso il paradosso che qualsiasi provvedimento che prevede un'entrata economica per le casse della Regione, sarebbe legittimato come urgente e necessario, "vanificando d’un colpo la disciplina dei limiti e dell’attenuazione dei poteri del Consiglio in regime di prorogatio".

Che poi questi provvedimenti non fossero poi così "urgenti" lo dimostrerebbe, argomenta il Collegio, anche il fatto che il progetto di legge del presidente Di Pangrazio è stato presentato nel lontano 25 gennaio 2018, e il progetto di legge Marcozzi è stato presentato addirittura l'11 febbraio 2016, ma "mai discusso e giacente senza coagulare alcun interesse per oltre due anni e mezzo".

Percettori di doppio vitalizio sono in Abruzzo 14, più 5 che sono in attesa di percepirlo. 

Ci sono poi ancora una novantina di ex consiglieri che percepiscono il solo vitalizio regionale. 

A partire dai 65 o anche dai 60 anni con penalità, di assegni che vanno dai 1.800 euro, in caso di una sola legislatura all'Emiciclo, ovvero con 4 anni di contributi appena, ad un massimo di 5 mila euro al mese, per più legislature. Ci sono poi 42 eredi che percepiscono l'assegno di reversibilità, da 1.000 a 2.800 euro circa. 

Gli attuali consiglieri uscenti, alla prima esperienza all'Emiciclo, va rimarcato, il vitalizio non lo percepiranno, essendo stato abolito nel 2011, a partire appunto da questa legislatura. 

Il costo per le casse regionali è stato stimato, in attesa dei tagli imposti dal governo nazionale, per il 2019 in 4 milioni e 935 mila euro, nel 2018 il costo è  stato di 4 milioni e 650 mila euro. C'è infatti un'onda lunga di beneficiari che man mano arriva all'età minima di 60 anni per ottenere l'assegno, e solo nel 2021 sarà raggiunto il picco oltre cui, anche senza nuovi provvedimenti, la spesa man mano si ridurrà fino ad azzerarsi. 

A percepire il doppio vitalizio in Abruzzo sono Luigi Borrelli (vitalizio regionale lordo: 3.026,75 euro , vitalizio parlamentare netto 2.121,68 euro), Francesco Cicerone ( 3.083 +2.134), Tommaso Coletti ( 2.219 +2.381), Ottaviano Del Turco (.2.385+ 4.581, quest'ultimo congelato per condanna penale), Augusto Di Stanislao ( 2.983 + 980), Antonio Falconio (3.577+2.157), Antonio Franchi (2.176 + 3.408), Ferdinando Marghutti (1.911 + 2.217), Arnaldo Mariotti (2.478 2.138), Gianni Melilla (3.844+ dato non disponibile),Tommaso Perantuono (1.813, +4.047), Antonio Saia (3.816+ 3.007), Angelo Staniscia (2.385 +4.581), Bruno Costantini (3.816+3.408).

Somme che come detto sono destinatea ad essere pesantemente tagliate, sia nella parte regionale, che in quella parlamentare.

In attesa di percepire il vitalizio regionale e che ad oggi non vi hanno rinunciato sono invece Maurizio Acerbo, Luciano D'Alfonso, Alfonso Mascitelli, Stefania Pezzopane e Filippo Piccone.



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