STRADA DEL VASTO CHIUSA TUTTA L'ESTATE,
''PROVINCIA E' SENZA SOLDI E PERSONALE''

Pubblicazione: 16 luglio 2017 alle ore 09:30

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L'AQUILA - Vallo a spiegare, a un turista desideroso di percorrere la fiabesca Strada del Vasto nell'Aquilano, che non sarà possibile farlo per tutta l’estate a causa dei perversi effetti della riforma Delrio, che ha ridotto fondi e competenze alle Province che si devono comunque occupare, senza soldi, di decine di migliaia di chilometri di strade.

Eppure questo accade sulla strada provinciale 86, nota appunto come "del Vasto”, che consente di raggiungere il passo delle Capannelle e il lago di Campotosto, dal casello autostradale di Assergi sulla A24, ai piedi del versante Sud del Gran Sasso. Con buona pace dell'offerta turistica abruzzese e anche dei collegamenti con i paesi terremotati dell'Alto Aterno, che mai come ora dovrebbero essere facilmente raggiungibili.

Le grandi nevicate di gennaio hanno danneggiato in alcuni tratti i guardrail: la strada è stata chiusa interamente, poi è stato riaperto, dopo feroci polemiche, almeno il tratto che, dal versante aquilano, consente di raggiungere San Pietro della Jenca e il santuario di San Giovanni Paolo II.

Per riaprire tutta la strada, al contrario, bisognerà attendere, incrociando le dita, la fine di agosto, ovvero a stagione turistica più che conclusa.

A confermarlo ad AbruzzoWeb il presidente pro tempore della Provincia dell’Aquila, Fabrizio D’Alessandro, entrato in carica, a titolo gratuito come tutti gli amministratori provinciali, come successore di Antonio De Crescentiis, ex sindaco di Pratola Peligna, eletto nel 2015 e decaduto lo scorso 12 giugno per effetto della cessazione del proprio mandato da primo cittadino. In attesa del voto del 30 luglio che incoronerà l'unico candidato presidente Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro.

“Bisogna sapere che, a causa dei pesanti tagli delle risorse subìti da parte del governo centrale - spiega - la nostra Provincia non ha potuto chiudere i bilanci e ha ora la spesa contingentata. Siamo riusciti a reperire, seppure con difficoltà, i 50 mila euro necessari per mettere in sicurezza il tratto di strada chiuso”.

Al paziente turista andrebbe, a questo punto, spiegato che non si potrà agire d'urgenza, per un intervento tutto sommato di modesta entità ci vorrà però tempo. Ottenuto l’ok della ragioneria, andrà indetto un bando sotto soglia: la Provincia dovrà scegliere con affidamento diretto la ditta in base al miglior preventivo. E dunque, complici i tempi lenti delle ferie estive, sarà un miracolo rialzare le sbarre a fine agosto.

“Cercheremo di fare il prima possibile, ma i tempi tecnici questi sono”, sospira D’Alessandro che poi si sfoga: “Invito a riflettere sul fatto che il problema non è solo la strada del Vasto. La provincia si trova a gestire 2 mila chilometri di viabilità e in cassa non c’è un euro. Abbiamo strade in situazioni anche molto più critiche, colpite da frane e smottamenti, e non sappiamo come intervenire”.

E ancora, prosegue il presidente a tempo, “abbiamo personale ridotto all’osso e siamo impossibilitati a fare appalti esterni anche per fare manutenzione ordinaria: per noi è diventato un problema anche solo tagliare l’erba dentro le rotonde e ai lati delle strade”.

Al turista si potrebbe infine spiegareche in realtà la strada è oggi accessibile, a suo rischio e pericolo, visto che a un lato di entrambe le sbarre, come confermano le immagini di questo giornale, c’è tutto lo spazio per consentire il passaggio di un’automobile e anche di un grosso camper, e i segni a terra mostrano che più di qualcuno si è già avventurato.

Ci si chiede, allora, perché la Provincia non abbia provveduto a rendere davvero sbarrata la strada, collocando una transenna più lunga, se la ritiene tanto pericolosa.

 



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