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IN TIALIA 12 MORTI CAUSATE DA INQUINAMENTO; SOTTO OSSERVAZIONE 11 COMUNI INTERESSATI DA POSSIBILI CONTAMINAZION MAXIDISCARICA DEI VELENI

STUDIO EPIDEMIOLOGICO SENTIERI: IN SITO DI BUSSI, ''CRITICITÀ PER ALCUNE PATOLOGIE''

Pubblicazione: 06 giugno 2019 alle ore 09:30

PESCARA - "Mortalità simile a quella regionale ma maggiori tassi di ospedalizzazione e diversi eccessi di malattie che hanno un potenziale legame con gli inquinanti presenti nel sito".

Questi in sintesi, per l'asociazione ambientalista Forum H20, i risultati dell'indagine epidemiologica dell'Istituto Superiore di Sanità "Sentieri" per il Sito nazionale di Bussi contenuti nel quinto rapporto sulla salute della popolazione di 45 siti nazionali di bonifica, il primo che comprende anche i dati per l'area abruzzese.

Le elaborazioni si riferiscono al periodo 2006-2013 e comprendono quelle relative alla mortalità e all'ospedalizzazione. Per Bussi e gli altri dieci comuni che rientrano nel Sin (Alanno, Chieti, Torre de' Passeri, Popoli, Rosciano, Bolognano, Scafa, Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria e Manoppello), che potrebero aver subito conseguenze dai venei stoccati per anni nella mega discarica del polo chimico, in attesa di bonifica.

Mancano per il sito abruzzese elaborazioni derivanti dalle informazioni del registro dei tumori e delle malformazioni, disponibili in altre aree.

In generale in Italia per tutti i siti l'Iss ha stimato in 12.000 i morti in eccesso per tutte le cause, evidenziando lo stretto legame tra inquinamento di suoli e falde e salute.

Nello studio si sottolinea "che la principale fonte di rischio nel Sin di Bussi, è rappresentata dal consumo di acqua potabile distribuita dall’acquedotto Giardino che ha utilizzato, miscelandole, anche le acque emunte da pozzi contaminati dall’attività industriale. Per una corretta valutazione del rischio occorrerebbe dunque realizzare uno studio di coorte retrospettivo degli utilizzatori delle acque potabili residenti nei comuni serviti negli anni dall’acquedotto Giardino". I pozzi contaminati sono stati chiusi nel 2007.

Per il Forum H2O, "finalmente i comuni del Sin di Bussi vengono inclusi nello studio Sentieri, che deve servire per avere un primo quadro d'insieme per ulteriori approfondimenti, come indicato dallo stesso ISS, soprattutto quando, come in questo caso, emergono possibili criticità. Ovviamente, come ricordano nell'introduzione gli stessi autori, lo studio Sentieri opera per forza di cose ad una scala ampia e non tiene conto di specificità locali e di fattori di confusione e di correzione. Chiediamo quindi alla Regione Abruzzo di procedere immediatamente a stipulare una convenzione con l'Istituto Superiore di Sanità per condurre gli studi di approfondimento necessari. Auspichiamo che il Presidente Marco Marsilio su questa vicenda faccia recuperare alla Regione Abruzzo oltre un decennio di ritardi inaccettabili".

Venendo ai dati riguardanti il sito di Bussi, l'Istituto evidenzia diverse criticità che dovrebbero essere approfondite.

Per quanto riguarda la mortalità, si legge nel rapporto  in linea con quella della popolazione regionale in entrambi i generi, tranne la mortalità per malattie respiratorie, in eccesso nei soli uomini, e per le malattie dell’apparato digerente nelle sole donne, restringendo il campo alle "patologie con un’evidenza a priori di associazione Limitata o Sufficiente con le esposizioni ambientali presenti nel sito, sono risultati in eccesso in entrambi i generi i tumori maligni dello stomaco, anche se negli uomini la stima è incerta, e del colon retto nelle sole donne, anch’essa sulla base di una stima incerta. Negli uomini la mortalità per tumore del colon retto è in difetto. La mortalità per tumore del polmone è in linea con l’atteso negli uomini e in difetto, sulla base di una stima incerta, tra le donne. Tra le patologie non tumorali, le malattie dell’apparato respiratorio sono in eccesso negli uomini.".

Per quanto riguarda l'ospedalizzazione, "per i grandi gruppi di patologie risulta in eccesso in entrambi i generi, tranne che per tutti i tumori, in linea con la popolazione regionale".

Invece restringendo l'analisi alle "patologie con un’evidenza a priori di associazione Limitata o Sufficiente con le esposizioni ambientali presenti nel sito, si sono osservati in entrambi i generi eccessi per il tumore dello stomaco, basati su stime incerte, e per le malattie dell’apparato respiratorio; tra queste ultime, l’asma ha fatto registrare un eccesso in entrambi i generi, mentre le malattie respiratorie acute sono risultate in difetto in entrambi i generi. Nelle sole donne è stato osservato un eccesso per il tumore del colon retto, sulla base di una stima incerta."

Per quanto riguarda la sezione pediatrico, se il numero piccolo di casi di mortalità non permette di interpretare il dato, che risulta in linea con quella del resto della regione, "il numero di ricoverati per tutte le cause naturali risulta in eccesso rispetto all’atteso in tutte le classi di età analizzate compreso il primo anno di vita, sottogruppo nel quale si osserva un eccesso anche per le condizioni morbose di origine perinatale, A fronte di un difetto di ricoverati per le malattie respiratorie acute in età pediatrica e complessivamente in età pediatrico-adolescenziale (0-19 anni), si registra un eccesso di soggetti che sono ricorsi all’ospedalizzazione per asma negli stessi gruppi di età. Si segnala un eccesso di ricoverati per linfomi non Hodgkin tra i giovani adulti, sebbene caratterizzato da incertezza nella stima.".

Negli altri dati di interesse si evidenziano, tra gli altri, che negli "eccessi tra le ospedalizzazioni si segnala, con stima incerta, l’eccesso del tumore della mammella fra gli uomini. Il tumore della mammella è risultato in eccesso nelle ospedalizzazioni anche fra le donne, sulla base di una stima incerta. Il linfoma non Hodgkin è risultato in eccesso come causa di decesso in entrambi i generi, anche se sulla base di stime incerte, mentre è in difetto nel numero di ricoverati.  La mortalità per tumore della vescica è risultata in eccesso nei soli uomini, mentre è in eccesso in entrambi i generi, su stime incerte, come diagnosi principale di ricovero. Gli eccessi del numero dei ricoverati di entrambi i generi per malattie dell’apparato urinario, in particolare per nefrite, sindrome nefrosica e insufficienze renali e per insufficienza renale cronica".

Nel capitolo delle Conclusioni, si evidenzia un "carico di patologie dell’apparato urinario che si è ritenuto opportuno segnalare, visto il possibile ruolo eziologico dell’esposizione a sostanze chimiche. Riguardo ai risultati relativi alle malattie respiratorie, oltre alle evidenze a priori di Sentieri, non si può escludere un ruolo di esposizioni a composti alogenati volatili emessi dai rifiuti sversati illegalmente, la cui presenza è riportata nel documento dell’ISS su citato,..."

Per l'Istituto "I risultati qui riportati evidenziano tra i residenti nel sito eccessi, rispetto al resto della popolazione regionale, di specifiche patologie per le quali l’esposizione a contaminanti presenti nelle acque potabili può aver giocato un ruolo causale o concausale, e di patologie a carico dell’apparato respiratorio."

Infine i ricercatori raccomandano "di procedere rapidamente alle opere di messa in sicurezza e bonifica ambientale previsti dalla legge, nonché a tutti quegli interventi volti alla riduzione delle esposizioni anche potenziali a contaminanti da parte delle popolazioni."

Da considerare anche il fatto che il sito di Bussi è citato per ben due volte nelle conclusioni generali del documento, quando si prendono in considerazione tutti i siti. In particolare, scrivono gli autori che in "tutti i siti con eccessi di nefropatie (fra i quali Bussi sul Tirino, Crotone, Milazzo, Sulcis, Orbetello, Terni e Porto Torres) a fronte della presenza di contaminanti prioritari nefrotossici, andrebbero effettuate analisi sulla distribuzione delle nefropatie a livello sub-comunale secondo la metodologia applicata nel contesto di Taranto.". Inoltre il "maggior numero di scostamenti rispetto a quanto atteso per il gruppo delle malattie respiratorie si osserva nei siti di Porto Torres, Trieste, Brescia, Bussi sul Tirino, Massa Carrara e Pitelli." con tutte le difficoltà del caso di valutare l'effettivo ruolo della residenza nel sito (per via di fattori di confusione).

 



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