TANGENTI DALLE CASE FARMACEUTICHE IN CAMBIO DI
PRESCRIZIONI, PROSCIOLTI 19 MEDICI E 8 INFORMATORI

Pubblicazione: 09 novembre 2017 alle ore 12:59

CHIETI - Non ci sono elementi per sostenere in giudizio la grave accusa di corruzione nell’esercizio della funzione di medico, ricevendo regalie in cambio della prescrizione di farmaci: per questo motivo, il giudice del tribunale di Chieti Antonella Redaelli ha archiviato le posizioni di 19 medici e 8 informatori sanitari che erano finiti accusati in un’inchiesta della procura teatina condotta dal pm Lucia Campo che aveva suscitato scalpore.

Erano accusati, ipotesi che non si è riusciti a dimostrare, di avere ricevuto telefonini, computer, tangenti generiche e soggiorni in albergo anche per i propri familiari in cambio di prescrizioni di farmaci, dalle vitamine agli integratori alimentari al latte in polvere.

Si tratta di Mario Di Pietro di Bellante (Teramo), Giuseppina Brandimarte di Pescara, Gaetano Silvestre di Pescara, Rosa Persia dell’Aquila, Roberto Ciccocelli di Giulianova (Teramo), Luigia Caprio di Pineto (Teramo), Vincenzo D’Onofrio di Chieti, Maria Bambina Primavera di Castel Frentano (Chieti), Giovanni Battista Castiglione di Collecorvino (Chieti), Antonio Gargasole di Brindisi, Italo Cipollone di Avezzano (L’Aquila), Giovanni Sabatino di Chieti, Giangiuseppe Russo di Taranto, Addolorata Zaccaro di Bari, Teresa Gentile dell’Aquila, Annamaria Ruscitti di Pescara, Massimo Pietrangeli di Nocciano (Pescara), Stefania Castellaneta di Bari, Giuliano Lombardi di Pescara.

Archiviati dall’accusa di corruzione anche 8 informatori sanitari e dipendenti di società farmaceutiche: si tratta di Paolo Calafiore, Giuseppe La Padula, Sabino Rinella, Antonio Pagliara, Roberto Castelli, Antonio De Panfilis, Alessandra Russi, Adele Miani.

Secondo quanto si è appreso, restano stralciate, e quindi tuttora aperte e oggetto di indagine, le posizioni di Giuseppe Sabatino, ex primario dell'ospedale di Neonatologia all’ospedale di Chieti che finì ai domiciliari per violenza sessuale nei confronti delle mamme dei piccoli pazienti e per corruzione, e Valerio Flacco, ex primario di Pedriatria a Lanciano (Chieti).



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