TANGENTI: ''LA BELLA VITA DI RIGA'',
DUE ALLOGGI, OTTO AUTO E TANTI SOLDI

Pubblicazione: 10 novembre 2015 alle ore 21:32

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L’AQUILA - “Un tenore di vita al di sopra di quello che le entrate avrebbero potuto consentirgli”, con “l’acquisto di due unità immobiliari, frequenti compravendite di autovetture di grossa cilindrata e numerosissimi versamenti in contanti”.

Questa, secondo quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari del gip Giuseppe Romano Gargarella, la “bella vita” dell’ex vice sindaco e assessore del Comune dell’Aquila Roberto Riga, grazie ai contanti e regali ricevuti come “controprestazione per la costante disponibilità del pubblico ufficiale alle esigenze dell’impresa Mancini Srl”.

Sia Riga sia il titolare della ditta, Massimo Mancini, vice presidente dell’Aquila Calcio, sono stati arrestati ai domiciliari dopo le indagini del nucleo di polizia Tributaria della Guardia di finanza, entrambi con l'accusa di corruzione in concorso per l'aggiudicazione della ricostruzione da 28,5 milioni di euro del complesso dell'Opera salesiana, commessa che sarebbe stata affidata a Mancini su interessamento di Riga.

Il prezzo della corruzione, secondo la tesi accusatoria, è che una delle due case comprate da Riga sia stata affittata a Mancini a un canone siderale, più che doppio rispetto a quello di mercato, con l’avventatezza di aver stipulato il contratto d’affitto ancora prima che fosse concluso l’acquisto, il che ha rafforzato la convinzione dei pm che sotto ci fosse una dazione illecita.

Da notare come in questa inchiesta, a differenza di altre precedenti sempre legate a tangenti e ricostruzione, non sono state svolte intercettazioni telefoniche o ambientali ma “le attività di polizia giudiziaria hanno riguardato indagini di natura patrimoniale e bancaria” nei confronti di Riga e della moglie (non indagata) e del costruttore Mancini.

Coinvolto anche un nome di prestigio a livello nazionale, l'attuale amministratore delegato dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, all'epoca titolare dell'ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila (Usra), indagato a piede libero per abuso d'ufficio in concorso con l'allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell'Aquila Vittorio Fabrizi.

Infine, per corruzione verso Riga sono indagati anche due imprenditori locali che operano nel settore edile, Simone Lorenzini e Sandro Martini, per i quali è stata disposta la misura interdittiva del divieto temporaneo dell'esercizio d'impresa per il periodo di un mese.

GLI IMMOBILI E GLI AFFITTI GONFIATI

Le indagini hanno riscontrato l’acquisto di due immobili da parte di Riga e la stipula di altrettanti mutui presso un istituto di credito cittadino.

Il primo appartamento è stato comprato il 16 gennaio 2012, al costo di 161 mila euro e grazie a un mutuo di 180 mila con rata semestrale di 5 mila euro da restituire.

Il secondo alloggio è stato acquistato il 18 dicembre 2013, al prezzo di 115 mila euro e con un prestito di uguale valore che prevede una rata semestrale da 3.926 euro, e su questo in particolare si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti.

Anche perché questo appartamento è stato concesso in affitto all’impresa Mancini l’11 ottobre precedente, ben 2 mesi prima che fosse concluso l’acquisto.

L’abitazione è affittata all’impresa Mancini Srl per 1.200 euro al mese, canone ritenuto “fuori mercato, essendo i 1.200 euro al mese non rapportati a un valore di 115 mila euro”.

In particolare, attraverso l’ufficio del territorio dell’Agenzia delle entrate, gli investigatori hanno accertato che al massimo, per quell’alloggio, si sarebbero potuti chiedere 480 euro al mese, praticamente un terzo.

Né regge, per l’accusa, la giustificazione di un importo ritenuto “esoso di 300 euro mensili per le spese condominiali”, come affermato anche dagli avvocati di Mancini: sentito l’amministratore di quel palazzo, le spese di condominio sono state stimate in massimo 60 euro mensili.

Il totale fa 550 euro al mese al massimo ipotizzabili contro i 1.200 sganciati da Mancini, “un canone di locazione in grado di coprire ampiamente le spese di mutuo immobiliare che Riga avrebbe sostenuto per entrambi gli immobili”, fa notare il giudice.

OTTO AUTO IN QUATTRO ANNI

Notevole il numero di auto anche di grossa cilindrata acquistate dalla famiglia Riga e la frequenza nei cambi: anche qui, secondo l’ordinanza, con lo zampino di fondi ricevuti illecitamente.

Da luglio 2010 Riga compra o prende in leasing una Bmw 530 Touring, a marzo 2011 una Mercedes ML, a maggio 2012 una Smart Fortwo Coupé, a gennaio 2013 una Bmw 118D, a ottobre 2013 una Volkswagen Touareg, a gennaio 2014 una Bmw X1, a settembre 2014 una Mini Cooper Coupé, a ottobre 2014 una Bmw 530 XD.

Sono 8 auto in poco più di 4 anni, una di queste, la prima Bmw del 2010, pagata, tra l’altro, anche con l’assegno di 15 mila euro dell’indagato Lorenzini ritenuto corruttivo.

I CONTANTI ENTRATI E USCITI

Infine, continua Gargarella, “gli accertamenti bancari hanno consentito di verificare che Riga e la coniuge (non indagata, ndr) hanno operato su conti correnti agli stessi rinconducibili diversi versamenti in contanti, corrispondenti a prelevamenti in contanti riscontrati in addebito di conti correnti riconducibili a Massimo Mancini e all’impresa Mancini”.

La tabella predisposta dalla polizia giudiziaria copre gli anni dal 2010 al 2013.

Nel 2010, 14.150 euro escono dai conti di Mancini e 19.751 entrano in quelli di Riga; nel 2011, 39.143 euro e 50.270; nel 2012, 31.820 euro e 29850; nel 2013, 31.688 euro e 34.450.

Nel 2014 il giochetto si interrompe perché, fa notare il gip, “a partire dall’ottobre 2013 la citata impresa ha regolamentato i propri versamenti nei confronti dell’ex vice sindaco, iniziando a corrispondere a Riga il canone mensile di locazione di 1.200 euro” di cui si è parlato poc’anzi.



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