TANGENTI PER SEPPELLIRE DEFUNTI A VASTO: ''SEPOLTURA? C'E' SPESA EXTRA''

Pubblicazione: 06 luglio 2018 alle ore 13:40

VASTO - Cadaveri riesumati e trasferiti in contenitori di zinco senza alcuna autorizzazione, tumulazioni concesse a 250 euro, anche di domenica, riduzione delle salme e trasferimento per 350 euro. I tre dipendenti comunali accusati di induzione indebita di utilità e vilipendio di cadavere saranno interrogati martedì, alle 15.30, dal gip del tribunale.

Il Comune di Vasto (Chieti), come racconta Il Centro, è intenzionato a costituirsi parte civile in giudizio contro Franco D'Ambrosio, 60 anni, Antonio Recinelli, 65 anni, e Luisito Lategano, 45 anni. I difensori preparano la battaglia giudiziaria, ma ad inchiodare gli accusati ci sono immagini eloquenti e intercettazioni telefoniche inequivocabili.

Il mercato illegale dei defunti coinvolgeva indifferentemente vastesi o famiglie che risiedevano in altre regioni.

Pilotate dalla "cricca del caro estinto" anche le esumazioni e il trasferimento delle salme al cimitero: secondo quanto emerso dalle indagini, i tre praticavano anche sconti che li facevano passare per benefattori.

L'importante era andare al cimitero all'ora concordata e previo avviso telefonico.

Era Luisito Lategano che gestiva i contatti telefonici raccomandando all'interlocutore di non parlare con nessuno per evitare di dover presentare una domanda al Comune.

"Le tumulazioni le facciamo solo il martedì e il venerdì, io posso farle un piacere ma c'è una spesa extra, lo dico in partenza", dicevano in una delle frasi intercettate, con i familiari di un defunto che rientrava da fuori paese. Il funerale era in programma di domenica.

Con un obolo extra Lategano effettuava illegalmente anche lavori di pulizia delle cappelle. Altre contrattazioni avvenivano direttamente nell'ufficio del cimitero da Recinelli e D'Ambrosio. Sarebbero bastate 250 euro per effettuare la sepoltura in un giorno diverso dal martedì o dal venerdì.

L'inchiesta, partita da un cartello affisso sul cancello del cimitero, era stata in realtà preceduta da alcune segnalazioni e telefonate anonime arrivate in commissariato.  Alle intercettazioni ambientali sono state aggiunte riprese video. Le registrazioni video sono cominciate il 7 maggio grazie all'installazione di microspie.

L'avvocato Antonello Cerella, difensore di Lategano (Massimiliano Baccalà difende gli altri due) contesta il capo d'imputazione.

"Occorre accertare il tipo di contratto dei tre arrestati - dice Cerella al quotidiano - per essere accusati di induzione occorre essere pubblici ufficiali o responsabili di pubblici servizi. Ma il mio assistito, Lategano, era un semplice operaio senza alcun potere decisionale".



© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI:

TANGENTI PER SEPPELLIRE DEFUNTI A VASTO: IN MANETTE TRE DIPENDENTI COMUNALI

VASTO - Mazzette al cimitero di Vasto (Chieti) per cifre che si aggiravano dai 150 ai 700 euro per quella che era diventata una redditizia gestione parallela delle attività cimiteriali ma senza passare per i preposti... (continua)

ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui