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SCONTRO PEZZOPANE-FDI SU RESPONSABILITA' GOVERNO BERLUSCONI, SERRATA
DURANTE MANIFESTAZIONE DEL 16; CGIL, ''SARA' EMERGENZA LICENZIAMENTI''

TASSE POST-SISMA 2009: CITTA' MOBILITATA, LETTERA A MATTARELLA DI LOLLI E BIONDI

Pubblicazione: 12 aprile 2018 alle ore 20:45

L'AQUILA - Una lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a firma del vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, del sindaco di L'Aquila, Pierluigi Biondi e del coordinatore dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo. Uno scontro a distanza tra la deputata Pd aquilana Stefania Pezzopane e Fratelli d'Italia intorno alle resposabilità del governo Berlusconi. La chiamata alle armi della Cgil, Apindustria e Confesercenti. Infine una nota di precisazione dell'Agenzia delle Entrate, che bolla come "notizie infondate", quelle sull'invio di lettere per la riscossione delle cartelle di pagamento risalenti a prima del sisma del 2009.

E' stata un'altra giornata convulsa, quella di oggi, in vista della grande manifestazione del 16 aprile a L'Aquila contro la richiesta di pagamento per intero, anziché con abbattimento del 60 per cento, come previsto dalla legge del 2011, fatta a società, artigiani, professionisti ma anche persone fisiche, relativa alle tasse sospese e ridotte in seguito al sisma di L'Aquila del 2009, considerate aiuti di stato dall'Unione europea. Per il 18 aprile è atteso intanto il pronunciamento del Tar cui hanno fatto ricorso Regione, Comuni e imprese chiedendo una sospensiva.

LA LETTERA A MATTARELLA

"Quello che noi chiediamo - si legge nella missiva di Lolli, Biondi e Di Paolo -, in attesa che si riapra una trattativa con la Commissione Europea su tutta la vicenda, è che il governo italiano modifichi l'atto con cui ha dato al Commissario l'indirizzo di recupero precisando l'applicazione del Temporary Framework a 500.000 euro. Ovviamente una misura di questo genere non risolve il problema, ma riduce la dimensione del danno e rende la vicenda sempre difficile ma gestibile".

"Per una casuale iniziativa di un giudice piemontese - è un passaggio della missiva al presidente della Repubblica - la Corte di Giustizie e la Commissione Europea hanno 'scoperto' che i Governi italiani, per dieci diverse calamità avevano concesso vantaggi fiscali a imprese senza mai notificare l'intervento alla Commissione Europea e senza rispettare i regolamenti comunitari. Da quel momento è partita una interlocuzione tra la Commissione e i Governi italiani che si è protratta negli anni coinvolgendo 4 governi nazionali. All'esito di questo lavoro è stata notificata una Procedura di Infrazione con la richiesta di recupero dei vantaggi fiscali concessi".

"L'attuale governo ha nominato un Commissario con l'incarico di recuperare la quota eccedente per ogni singola azienda, vale a dire da una parte calcolando i danni subìti e dall'altra gli eventuali benefici ricevuti dai diversi provvedimenti di ricostruzione, aggiungendo a questi i benefici derivati dall'abbattimento delle tasse; la quota eccedente risultante da questo calcolo va restituita per intero, maggiorata degli interessi, in una sola rata, entro 60 giorni e la sanzione per chi non si adegua è la restituzione dell'intero importo".
"Il volume calcolato per questa procedura - si legge ancora nella lettera - è di circa 75 milioni di euro e la restituzione interessa circa 320 imprese e persone fisiche. Molte imprese non hanno queste risorse e quindi falliranno, altre passeranno a un Durc negativo e non potranno più partecipare a Bandi pubblici, per tutte si creerà un drammatico problema di bilancio e si perderanno molte centinaia di posti di lavoro. Le considerazioni che emergono da questa vicenda, ci fanno pensare prima di tutto che è incomprensibile sentirsi accusare di aver usufruito di 'vantaggi competitivi' tra il 2009 e il 2010 quando tutti i dati (Pil, occupazione, export) oltre che il buon senso, testimoniano che nel cratere sismico dopo il terremoto si è registrata una caduta verticale dell'intera economia locale non paragonabile a nessun altra area del paese".

LA MOBILITAZIONE CRESCE 

"Quanti sono i posti di lavoro a rischio? Quante sono le aziende che potrebbero non farcela e avviarsi alla chiusura? Si rendono conto, i burocrati italiani ed europei, che dietro le carte e le procedure ci sono persone in carne e ossa, lavoratori e imprenditori, che rischiano tutto soltanto perché hanno fatto affidamento su quanto era stabilito da una legge dello Stato italiano?".

A chiederselo Umberto Trasatti, segretario generale Cgil L’Aquila, nell'annuciare la presenza in forza del sindacato alla manifestazione del 16 aprile a L'Aquila contro  la richiesta dell’Europa di restituzione degli aiuti fiscali del terremoto 2009. 

"Lunedì la Cgil in piazza ci sarà - assicura Trasatti -  Parteciperà con le proprie strutture e i propri lavoratori alla manifestazione aquilana contro l’assurda richiesta di restituire le tasse che lo Stato e il governo italiano (con una legge conquistata con la mobilitazione e la lotta ed approvata dal Parlamento) avevano deciso di non chiedere alle imprese di un territorio martoriato da un terremoto. Per smuovere un governo che finora ha ritenuto di non dover aprire con l’Unione europea una vertenza sacrosanta per cambiare un orientamento dove sembra prevalere soltanto una burocrazia miope che non tiene in considerazione neppure gli effetti reali, concreti, di una tragedia".

Carlo Rossi a nome della Confesercenti,  annuncia che saranno abbassate le saracinesche delle attività commerciali e artigiane durante il passaggio della manifestazione di lunedi. 

"La richiesta di restituzione delle tasse  – sottolinea Carlo Rossi – è un pungo alle imprese, alla distruzione fisica e umana della città, alla voglia di rinascere che abbiamo dimostrato in questi anni. Lunedì saremo tutti a L’Aquila, al fianco delle nostre imprese".

Mobilitata anche Apindustria, che con il presidente Massimiliano Mari Fiamma afferma che "non abbiamo dubbi che la risposta delle imprese sarà forte e decisa, anche perché non è la prima volta che l’assurda burocrazia della pubblica amministrazione ignora diritti, logica e buon senso mortificando chi, tutti i giorni, compie sforzi inimmaginabili per resistere in un mercato sempre più aggressivo".

"Non siamo però sicuri - aggiunge Mari Fiamma - che il comprensorio in generale e la Città dell’Aquila in particolare, abbia davvero compreso l’enormità della battaglia che stiamo intraprendendo e, soprattutto, l’importanza di dare un segnale inequivocabile a chi, a più riprese, pensa di calpestare senza conseguenze i diritti e le ragioni di una popolazione così duramente colpita. Se dovessimo fallire in questa impresa non sono poche le conseguenze, in termini soprattutto occupazionali, che si faranno presto sentire dato che già diverse imprese ci hanno confessato di non poter far fronte all’esborso e dovranno portare i libri in tribunale".

MELONI ALLA MANIFESTAZIONE: SCONTRO PEZZOPANE- FRATELLI D'ITALIA

"Sia il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che la sottosegretaria Paola De Micheli sono avvertiti e so che stanno lavorando in queste ore: abbiamo bisogno di più tempo, impossibili le scadenze indicate dalla commissaria. E ci aspettiamo e combattiamo per una soluzione definitiva".

A dirlo la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane, nel rivolgere un appello "non solo ai rappresentanti delle categorie, ma agli aquilani ed ai cittadini del cratere e di tutto l’Abruzzo",  in vista della manifestazione del 16 aprile contro  la richiesta dell’Europa di restituzione degli aiuti fiscali del terremoto 2009. Apprezza poi la presenza a L'Aquila del segretario nazionale di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, ricordando però che la vicenda delle tasse trae origine da un errore fatto dal governo Silvio Berlusconi, "di cui peraltro faceva parte Meloni".

"Ci stiamo giocando un pezzo del destino dell’Aquila - dice la Pezzopane - e per questo bene abbiamo fatto a indirla in veste inclusiva e unitaria, a tutti i livelli. La nostra richiesta è quella che ho rivolto al governo in una interpellanza sottoscritta anche da rappresentanti di altre forze politiche: Il governo si deve attivare con rapidità e risolutezza nei confronti della Commissione europea perché riconsideri l’apertura di una procedura d’infrazione sul tema della restituzione della tasse per le imprese colpite dal terremoto dell’Aquila del 2009. E’ evidente, e per tante ragioni che abbiamo messo in fila su tutti i piani, che quelli non possono essere considerati aiuti di Stato".

"La politica è in campo - assicura Pezzopane  - ed è senza dubbio una buona notizia che alla manifestazione partecipi un leader di una forza politica come Giorgia Meloni: speriamo che ce ne siano altri. Sono sicura che la collega Meloni non verrà a fare strumentalizzazioni o passerelle: è la manifestazione di una città che lotta per il proprio futuro, come ha fatto altre volte in passato. Tanto abbiamo avuto dalle scelte politiche nazionali in questi anni ma purtroppo ancora non si è riusciti a sanare un errore fatto dal governo Silvio Berlusconi (di cui peraltro faceva parte Meloni) e reiterato dal governo di Mario Monti. Non ci rassegniamo, tanto più alla luce del fatto che il governo Gentiloni sul terremoto del Centro Italia la trattativa con l’Unione europea l’ha conclusa in questi giorni, in un tempo relativamente breve rispetto agli eventi, ottenendo che i sostegni alle aree colpite non vengano considerati aiuti di Stato". 

Non si fa attendere la piccata replica di Mauro Caradonna dell'assemblea nazionale di Fratelli d'Italia e dirigente locale del Partito

"Ancora una volta non si perde l'occasione di tacere - tuona Caradonna -  Spesso si chiede ai parlamentari di abbassare i toni della dialettica politica ma l'onorevole del Partito democratico Stefania Pezzopane deve per forza mettere bocca, "Dopo le dichiarazioni dell'onorevole Giorgia Meloni torna a parlare l'ex senatrice che, dall'alto del suo spessore politico, polemizza sulle responsabilità del governo Berlusconi e sulla figura di ministro della stessa Meloni. Il governo guidato da Silvio Berlusconi é rimasto in carica fino al 2011, portando a casa molti risultati, primo su tutti unitá abitative di pregio e non containers che con una scossa di discreta entitá vengono danneggiati. Si lavori assieme per cercare il bene della nostra Terra, il bene delle Aziende che operano nel nostro territorio, il bene di tutta l'Italia", prosegue Caradonna.
"FdI poteva benissimo rivendicare la manifestazione di lunedí oppure effettuare proclami contro il governo dal 2011 a trazione centrosinistra. Non lo ha fatto. Perché questo tema è serio e va affrontato senza personalismi", conclude.

L'AGENZIA DELLE ENTRATE:  "NESSUNA CARTELLA INVIATA"

"Con riferimento alle recenti notizie riguardanti la ripresa delle attività per la riscossione delle cartelle di pagamento a suo tempo notificate e per le quali, a seguito dei tragici eventi sismici che hanno interessato i territori della regione Abruzzo il 6 aprile 2009, è stata sospesa l'attività di riscossione, si precisa che sono ancora in corso gli approfondimenti che consentiranno di definire il corretto perimetro di applicazione delle agevolazioni previste dall'art.33, comma 28, della legge 12 novembre 2011, n.183". 

Così l'Agenzia delle Entrate in una nota chiarisce che nessuna lettera è stata inviata per la riscossione delle cartelle di pagamento risalenti a prima del sisma del 2009. L'Agenzia fa sapere che si tratta "di notizie infondate".

"Solo al termine degli approfondimenti potranno essere valutate le modalità di ripresa della riscossione delle citate cartelle di pagamento che ad oggi non è stata ancora riavviata" si legge.

L'Agenzia delle Entrate rende noto anche che, "poiché è ormai prossimo il termine del 15 maggio 2018 entro il quale tutti i contribuenti, compresi quelli delle zone interessate dagli eventi sismici, potranno presentare richiesta di definizione agevolata (cosiddetta 'rottamazione') delle cartelle riferite ai ruoli consegnati dagli enti creditori all'Agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 30 settembre 2017, verrà avviata adeguata campagna di informazione per far sapere ai contribuenti la possibilità di includere nella richiesta di 'rottamazione' anche le cartelle di pagamento in argomento, per le quali l'attività di riscossione non è stata ancora ripresa".

L'Agenzia sottolinea anche che questa vicenda non è collegata alle cartelle esattoriali notificate nelle scorse settimane a imprese e professionisti ai quali il Governo, su richiesta della Commissione Europea, sta chiedendo la restituzione delle tasse sospese dopo il sisma. Un fatto che ha causato la mobilitazione: il 16 aprile prossimo all'Aquila si svolgerà una manifestazione di protesta per dire no a una misura destinata "a far chiudere una provincia già vessata dal terremoto".

"La ripresa dell'attività di riscossione delle cartelle di pagamento sospese non è da confondersi con l'attività istruttoria del Commissario Straordinario avviata per la verifica degli aiuti concessi a seguito del sisma che del 2009 e l'eventuale recupero dei medesimi, qualora ne venga accertata - conclude la nota - la incompatibilità con le norme comunitarie di riferimento (Commissione Europea - Decisione C(2015) 5549 final del 14 agosto 2015)", conclude la nota. 

LA LETTERA A MATTARELLA COMPLETA

Carissimo Presidente,

ci permettiamo di disturbarla con il massimo rispetto, la più alta stima e, se ci consente, con il grande affetto che proviamo per lei, sapendo bene quanto piene e impegnative siano le sue giornate in questo delicato momento, facendo tuttavia affidamento sulla vicinanza e la speciale sensibilità che lei ha riservato alla nostra martoriata comunità in questi anni. Per noi queste sono giornate particolari, ricorrendo il nono anniversario del sisma e vorremmo poterle dedicare alla memoria dei nostri concittadini e parenti scomparsi con il terremoto. Purtroppo, invece, una nuova micidiale minaccia incombe sulla nostra comunità e, se non si interviene in tempi ristrettissimi, le conseguenze saranno devastanti. I fatti sono questi.

Nell’aprile 2009 il Governo sospese tasse, tributi e contributi nei Comuni del cratere sismico come era avvenuto per tutte le precedenti calamità. Attraverso un iter complesso e accidentato, nel quale siamo stati costretti più volte a far sentire la nostra voce di protesta, abbiamo ottenuto una sospensione di 18 mesi del pagamento ed un recupero di quanto non versato con 10 anni di rateizzazione ed un abbattimento del 60%. Anche questo analogamente a quanto accaduto nei precedenti casi, con un regolare provvedimento di legge del 2011. Dal 1 gennaio 2012, dunque, i contribuenti aquilani hanno ripreso a pagare le tasse maggiorate della quota del periodo sospeso.

Successivamente, per una casuale iniziativa di un giudice piemontese, la Corte di Giustizie e la Commissione Europea hanno “scoperto” che i Governi italiani, per dieci diverse calamità avevano concesso vantaggi fiscali a imprese senza mai notificare l’intervento alla Commissione Europea e senza rispettare i regolamenti comunitari. Da quel momento è partita una interlocuzione tra la Commissione e i Governi italiani che si è protratta negli anni coinvolgendo 4 governi nazionali.

All’esito di questo lavoro è stata notificata una Procedura di Infrazione con la richiesta di recupero dei vantaggi fiscali concessi. L’attuale governo ha nominato un Commissario con l’incarico di recuperare la quota eccedente per ogni singola azienda, vale a dire da una parte calcolando i danni subìti e dall’altra gli eventuali benefici ricevuti dai diversi provvedimenti di ricostruzione, aggiungendo a questi i benefici derivati dall’abbattimento delle tasse; la quota eccedente risultante da questo calcolo va restituita per intero, maggiorata degli interessi, in una sola rata, entro 60 giorni e la sanzione per chi non si adegua è la restituzione dell’intero importo.

Il volume calcolato per questa procedura è di circa 75 milioni di euro e la restituzione interessa circa 320 imprese e persone fisiche. Molte imprese non hanno queste risorse e quindi falliranno, altre passeranno a un Durc negativo e non potranno più partecipare a Bandi pubblici, per tutte si creerà un drammatico problema di bilancio e si perderanno molte centinaia di posti di lavoro.

Le considerazioni che emergono da questa vicenda, ci fanno pensare prima di tutto che è incomprensibile sentirsi accusare di aver usufruito di “vantaggi competitivi” tra il 2009 e il 2010 quando tutti i dati (Pil, occupazione, export) oltre che il buon senso, testimoniano che nel cratere sismico dopo il terremoto si è registrata una caduta verticale dell’intera economia locale non paragonabile a nessun altra area del paese.

Ma la cosa davvero incredibile è che i cittadini - che si sono limitati ad applicare una legge dello Stato - debbano essere pesantemente colpiti a causa dell’incompetenza e della scelleratezza di funzionari dello Stato che hanno dimenticato di rispettare le regole comunitarie. Da questo punto di vista la frase davvero inaudita contenuta nel dispositivo della Commissione europea recita testualmente “…il beneficiario di un aiuto non notificato non può opporsi a un ordine di recupero facendo legittimo affidamento sulla regolarità di un aiuto, poiché un’impresa diligente deve normalmente essere in grado di accertarsi che un aiuto sia stato notificato…”.

Lasciamo a lei le valutazioni di quanto una vicenda di questo genere possa alimentare sentimenti antieuropei, in una comunità come la nostra che – per altro verso – dall’Europa ha avuto attenzione e solidarietà. La nostra realtà sta dunque subendo un durissimo colpo economico ed una insopportabile ingiustizia, soprattutto considerando che dei dieci casi contestati di aiuti non notificati, per nove di essi sono decorsi i termini e quindi si è prodotta la prescrizione, mentre solo gli aquilani subiranno gli effetti di questa misura.

Ci siamo trovati nella condizione di doverci difendere. Lo abbiamo fatto ricorrendo tutti insieme – Regione, Comuni e Imprese – al Tribunale Amministrativo Regionale augurandoci che nei prossimi giorni arrivi una sospensiva. E lo faremo ricorrendo alle forme di protesta civile e democratica che purtroppo in casi di questo genere sono inevitabili. Tuttavia, con senso di responsabilità, abbiamo indicato una soluzione di compromesso possibile: nel provvedimento della Commissione Europea è prevista l’esclusione del recupero nei limiti del “de minimis”, cioè per contributi inferiori ai 200.000 euro.

Nel periodo del sisma e per tutto il 2011 l’Europa applicò il Temporary Framework, cioè alzò la soglia del “de minimis” a 500.000 euro. Dunque, la fase di sospensione delle nostre imposte (tra aprile 2009 e fine 2011) ricade esattamente in quel periodo. Infatti, il provvedimento legislativo che stabilì il recupero è del novembre 2011, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel 2011 esattamente nel momento di applicazione del Temporary Framework.

Tuttavia, è qui è ennesima beffa, lo strumento legislativo adottato dal Governo fu la Legge di Bilancio i cui effetti si manifestarono il 1 gennaio 2012: esattamente dal giorno in cui il Temporary Framework cessò i suoi effetti. Il Governo nel provvedimento di recupero si è tenuto all’interpretazione più rigida, cioè individuando come soglia quella dei 200.000 €; peraltro nel provvedimento della Commissione non c’è alcun riferimento a questa scelta che è citata incidentalmente solo in una nota.

Quello che noi chiediamo, in attesa che si riapra una trattativa con la Commissione Europea su tutta la vicenda, è che il Governo italiano modifichi l’atto con cui ha dato al Commissario l’indirizzo di recupero precisando l’applicazione del Temporary Framework a 500.000 euro. Ovviamente una misura di questo genere non risolve il problema, ma riduce la dimensione del danno e rende la vicenda sempre difficile ma gestibile. Sappiamo bene che i limiti entro i quali si può muovere l’attuale Governo sono estremamente ristetti.

Tuttavia si tratta di un caso in cui è evidente l’urgenza e indifferibilità e a favore di questa soluzione si sono pronunciati nell’assemblea svoltasi la scorsa settimana in Regione tutti i Parlamentari abruzzesi che rappresentano tutte le diverse formazioni politiche presenti in Parlamento.

Ci siamo permessi di rivolgerci a lei per chiederle di aiutarci nell’individuare un percorso che eviti che si consumi questo ennesimo e assurdo colpo sulla nostra comunità. E ci scusiamo per averle sottratto tempo prezioso in un momento in cui lei è alle prese con problemi certamente più complessi e importanti del nostro, ma – ci creda – siamo disperati. Siamo certi, come sempre, della sua attenzione e sensibilità e, ringraziandola fin d’ora le rivolgiamo i nostri più rispettosi e cordiali saluti. 



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