PREOCCUPAZIONE TRA IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI AREE TERREMOTATE

TASSE POST-SISMA: BOCCIATI
EMENDAMENTI, E' SCONTRO
TRA OPPOSIZIONI E M5S-LEGA

Pubblicazione: 29 giugno 2018 alle ore 14:18

L'AQUILA - È scontro aperto tra i gruppi parlamentari del Partito democratico, Forza Italia e Idea da un lato e Movimento cinque stelle e Lega dall'altro sulla vicenda degli emendamenti presentati al decreto terremoto, considerati fondamentali per salvare l'economia dei territori colpiti dal sisma e in particolare dell'Aquila, approdati in Senato nei giorni scorsi.

Il Pd continua a sostenere che in Commissione ci sia stata, appunto, la bocciatura, mentre i Cinque stelle e la Lega, al governo del Paese, sostengono che il Pd sapesse già che gli emendamenti al decreto non sarebbero passati.

La vicenda terreno di scontro tra le due fazioni è quella relativa alla restituzione delle tasse sospese a circa 350 imprese e professionisti dopo il sisma del 6 aprile 2009 e richieste dalla Commissione europea, con cartelle esattoriali per circa 100 milioni di euro, perché le ingenti somme sono state considerate aiuti di Stato.

Obiettivo di uno degli emendamenti era proprio quello di innalzare la soglia del "de minimis" da 200 mila a 500 mila euro, ma in Senato la proposta ha avuto 112 voti favorevoli (i senatori di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd) e 154 contrari (gli esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle).

Il senatore Pd e presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso che ieri, la momento del voto, era assente, parla di "senatori pigri che non hanno avuto una consapevolezza all'altezza, forse perché scelti a caso".

Ma, come spiegato dal pentastellato abruzzese Gianluca Vacca, sottosegretario ai beni culturali e al turismo, al termine della visita di ieri nel centro storico dell'Aquila, "il 'no' della Commissione è motivato da una carenza dal punto di vista normativo agli emendamenti presentati, ci sarà una proposta da parte del governo in linea con le norme europee e ovviamente con una risposta certa".

A D'Alfonso risponde Luigi D'Eramo, deputato aquilano della Lega: “Domani sarà fissata la data in cui il sottosegretario Giorgetti che abbiamo visto ieri sera a Montesilvano (Pescara) incontrerà una rappresentanza del tavolo attivato dal v ice presidente della regione Giovanni Lolli e dal sindaco dell’Aquila  Pierluigi Biondi per fare il punto sulle iniziative concrete per scongiurare la restituzione delle tasse sospese a imprese e partite iva”.

D’Eramo ha sottolineato che “la struttura di Giorgetti è al lavoro da giorni per studiare una soluzione tecnica al problema, ce la metteremo tutta”.  Pur sottolineando che “questa battaglia non è di parte per cui per noi la polemica riunisce qui”, il parlamentare punta il dito contro esponenti del Pd per le polemiche strumentali di questi giorni.

“Non comprendo come si possa portare avanti azione politica irresponsabile come quella di alcuni importanti colleghi eletti al Senato di questa regione e del deputato del Pd Stefania Pezzopane che hanno attaccato il no della commissione ben sapendo che gli emendamenti al decreto terremoto sarebbero stati rigettati perché era già accaduto in commissione dove soltanto grazie alla Lega l'emendamento dell'innalzamento del de minimis da 200 a 500 mila euro era stato trasformato in una proroga fino al 22 settembre dei termini per la riscossione da parte dell’agenzia delle entrate di ulteriori sessanta giorni e contestualmente approvato due ordini del giorno sul de minimis e sull’apertura di un dialogo con l’Europa”.

Il presidente della Regione Abruzzo e senatore Pd Luciano D'Alfonso intende portare avanti due azioni principali per quanto riguarda la vicenda delle restituzione delle tasse. Questa mattina il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa a Pescara.

"Ripresentare l'emendamento alla Camera dei Deputati con i colleghi del gruppo Pd e non solo; accertare, attivando un giurista già individuato, chi ha omesso di fare la notifica poiché non può essere che l'omissione della notifica, che toccava a figure dell'ordinamento governativo italiano, alla fine costituisca un gravame per le imprese danneggiate", ha detto D'Alfonso.

A rispondere duramente alle dichiarazioni del Partito democratico anche Primo Di Nicola, senatore abruzzese pantastellato, che in una nota scrive: "Solo l'antica, insopprimibile vocazione a raccontare bugie può permettere ai rappresentanti del Pd abruzzese di attaccare il M5S sul decreto terremoto facendo propaganda elettorale sulla pelle dei terremotati abruzzesi. Chi, come loro, fa parte del partito che non è riuscito a risolvere il problema, pur essendo in maggioranza sia in Parlamento che in Regione negli scorsi 5 anni, dovrebbe quantomeno tacere".

"L'emendamento - ha proseguito D'Alfonso in conferenza stampa - consentirebbe di risolvere il problema per il 90 per cento dei soggetti giuridici interessati. L'ordine del giorno va bene se il danno eventuale da recupero coattivo dovesse partire tra sei mesi. La figura giuridica che deve procedere al recupero coattivo si è già insediata e sta operando: è il commissario ad acta di appartenenza dell'Agenzia delle Entrate che ha già fatto l'identificativo fiscale per procedere in danno, afflittivamente, per cui la soluzione va trovata oggi, ieri, non fra due o tre mesi".

Ricordando che "aiuti e sostegni hanno fatto ripartire la vitalità economica di cui il territorio ha bisogno", D'Alfonso ha affermato che "non si può dire che l'impresa doveva verificare se la notifica fosse stata fatta o meno" e che "noi vogliamo ripristinare il principio del legittimo affidamento che vale in Italia e in Europa".

Proprio in tal senso il governatore-senatore ha annunciato, inoltre, che "coinvolgeremo la magistratura per verificare se ci sono stati comportamenti omissivi. Al direttore generale della Regione - ha concluso - rinnovo l'invito a segnalare i fatti all'autorità competente, affinché si rintracci chi ha omesso di fare la notifica". 

REAZIONI

PEZZOPANE (PD): "BOCCIATURA FATTO GRAVE, RIPRESENTEREMO EMENDAMENTO ALLA CAMERA''

"La bocciatura al Senato dell’emendamento sulla sospensione del pagamento delle tasse per le aree terremotate è un fatto molto grave. La maggioranza ha bocciato sia l’emendamento del Pd a prima firma Luciano D'Alfonso e Francesco Verducci (che hanno insistito e combattuto per l’approvazione) che quelli di Forza Italia e FdI. Una vera doccia fredda per l’intera comunità e per le imprese", scrive l'onorevole Pd, Stefania Pezzopane.

"Gli emendamenti erano stati accantonati con la promessa di una soluzione che però evidentemente non sono stati in grado di trovare. Si tratta di una scelta in netta contraddizione con la propaganda fatta in campagna elettorale delle forze oggi impegnate nel fantomatico ‘governo del cambiamento’. Spiace molto anche perché tutti i parlamentari eletti nei territori colpiti dal terremoto si erano impegnati a sostenere quella proposta che veniva incontro alle legittime aspettative di cittadini ed aziende. Ed invece poi hanno contribuito alla bocciatura degli emendamenti. Ovviamente il Partito democratico non si arrende dinnanzi a questa sciagurata decisione del Senato e ripresenterà lo stesso emendamento con grande determinazione alla Camera. Sono già al lavoro", conclude la deputata aquilana.

DI NICOLA (M5S), ''PD FA PROPAGANDA ELETTORALE SULLA PELLE DEI TERREMOTATI''

"Solo l'antica, insopprimibile vocazione a raccontare bugie può permettere ai rappresentanti del Pd abruzzese di attaccare il M5S sul decreto terremoto facendo propaganda elettorale sulla pelle dei terremotati abruzzesi. Chi, come loro, fa parte del partito che non è riuscito a risolvere il problema, pur essendo in maggioranza sia in Parlamento che in Regione negli scorsi 5 anni, dovrebbe quantomeno tacere. Ben sapendo che la nuova maggioranza e il nuovo governo si sono fatti carico di tutto quello che l'esecutivo Gentiloni ha scansato inserendo nel decreto e con appositi emendamenti le soluzioni necessarie a dare una risposta ai problemi delle centinaia di migliaia di cittadini vittime del sisma e di una ricostruzione tanto lenta quanto inefficiente. Il senatore D’Alfonso e l'onorevole Pezzopane, per esempio, sanno benissimo che il decreto presentato dal Governo Pd a firma Gentiloni era carente dal punto di vista normativo e che gli emendamenti proposti sul tema degli sgravi statali erano incompatibili con la legislazione europea. Ciononostante continuano a raccontare frottole prendendo in giro gli abruzzesi e le aziende aquilane chiamate, anche a causa dei loro silenzi passati sul tema, a restituire gli aiuti ricevuti”.

A dirlo è il senatore Primo di Nicola del M5s che continua: “Sul tema del “de minimis”, di esclusiva competenza di Bruxelles, il commissario agli aiuti di Stato europeo sta facendo delle verifiche in merito agli sconti fiscali erogati alle imprese abruzzesi all'epoca della ricostruzione post-sisma. A fine luglio ci saranno i risultati di queste verifiche per capire quali misure vengono considerate aiuto di Stato e quali no. Per questo il Governo non ha dato parere favorevole agli emendamenti al Decreto Terremoto, presentati nell'aula del Senato, per aumentare il de minimis a 500mila euro (dai 200mila attuali). Gli abruzzesi devono sapere la verità. Se avessimo approvato gli sconclusionati e bugiardi emendamenti proposti dal Pd avremmo esposto l'Italia e gli imprenditori de L'Aquila ad un'altra infrazione europea. Con tutti i danni ulteriori che ne sarebbero conseguiti. Ma questo Governo, a differenza dei suoi predecessori, non ha lo scopo di mettere pezze qua e là al solo fine di guadagnare voti in vista delle prossime elezioni. Noi siamo al fianco dei cittadini e i loro problemi li vogliano risolvere davvero”, incalza Di Nicola.

“Per questo, il governo già nelle prossime settimane presenterà una soluzione definitiva e coerente con la normativa europea che avrà lo scopo di sanare tutto ciò che il Pd ed i suoi predecessori non sono stati capaci di fare prima. E lo farà attraverso le misure necessarie con il quale tutte le aziende coinvolte nella vicenda, e ripeto tutte, saranno davvero tolte dall'imbarazzo della richiesta di restituzione degli aiuti statali ricevuti”.

ALBANO: "UNO SCANDALO, CHIEDIAMO CONVOCAZIONE URGENTE CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO"

"Innalzando la soglia del de minimis, l'approvazione avrebbe permesso di ridurre di molto le imprese coinvolte e gli importi ingiustamente richiesti nell’ambito della procedura di restituzione degli aiuti fiscali. Il governo e la maggioranza del cambiamento e della lotta all'Europa, nonostante i proclami della campagna elettorale, al primo vero banco di prova mostrano di non considerare minimamente le istanze dell’Aquila e degli aquilani e non osano contraddire l’Unione europea che richiede indietro le risorse", dichiara il segretario del Partito democratico aquilano e consigliere comunale, Stefano Albano, che ritiene la vicenda "un vero e proprio scandalo". 

"Per questo abbiamo depositato la richiesta di convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio comunale aperto incentrata proprio sulla vicenda della restituzione degli aiuti fiscali richiesta alle imprese del territorio aquilano, che ho rivolto ieri al presidente Roberto Tinari assieme ai colleghi Stefano Palumbo, Antonio Nardantonio, Emanuela Iorio, Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco, Lelio De Santis, Angelo Mancini, Paolo Romano ed Elia Serpetti, che ringrazio per avere deciso di sottoscriverla", aggiunge Albano.

"È una questione che rischia di annullare tutti gli sforzi fatti in oltre nove di anni ricostruzione, di battaglie. A che serve ottenere le risorse, prevederne una parte consistente per la rinascita economica se poi per una serie di errori procedurali e timori politici il sistema economico del nostro territorio deve corrispondere in un solo colpo decine di milioni di euro? Ancora di più alla luce di quanto accaduto oggi in Senato il Consiglio comunale deve potersi esprimere a tutela dell’Aquila. Abbiamo proposto che a tale Consiglio comunale vengano invitati i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati, nonché tutti i parlamentari eletti in Abruzzo. Serve un confronto serrato su questo affinché dal nostro territorio si levi una voce forte, autorevole", spiega.

"I firmatari propongono nel corso della medesima seduta l’approvazione di un ordine del giorno che impegnerebbe il sindaco a vigilare e a farsi portavoce presso il Governo per ottenere la predisposizione” delle misure già contenute nell’emendamento non approvato al Senato su indicazione dello stesso esecutivo, tra cui l’innalzamento della soglia del de minimis da 200mila a 500mila euro visto che quanto disposto finora su impulso del governo di Lega e Cinque stelle è del tutto insufficiente per le esigenze, i bisogni, i diritti della città dell’Aquila".

Nella lettera di richiesta della seduta straordinaria si legge: "La questione occupa il dibattito da tempo, da quando il 14 agosto 2015 a seguito di una decisione della Commissione europea sono state avviate le procedure preliminari per il recupero degli aiuti fiscali nell’area del cratere 2009 a causa di una mancata notifica da parte delle autorità italiane tra il 2009 e il 2011".

"Gli ultimi sviluppi in Parlamento l’hanno resa una questione drammatica visto che la proposta bocciata risparmierebbe una ingiusta e insopportabile punizione a gran parte delle centinaia di imprese e cittadini coinvolti, e alleviato sensibilmente per il sistema economico del nostro territorio il peso di decine di milioni da corrispondere. Lega e 5stelle, limitandosi all’approvazione di una proroga dei termini delle procedure di consegna della documentazione da parte delle imprese e dei cittadini coinvolti come sono orientati a fare, consegnerebbero l’economia del cratere aquilano a una situazione di grave incertezza e preoccupazione, e con essa gli imprenditori, i lavoratori, i cittadini, che non possono permettersi una mazzata che rischierebbe di mettere definitivamente in ginocchio un territorio ancora alle prese con le conseguenze distruttive del terremoto del 2009 e di una crisi economica senza precedenti. Va da sé che il Consiglio comunale dovrebbe avere l’opportunità di esprimersi, e di formulare legittime e necessarie proposte di azioni a tutela dell’Aquila", conclude il Partito democratico.

QUAGLIARIELLO: "COMPORTAMENTO GOVERNO AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE"

“Sul tema della restituzione delle tasse per il terremoto dell’Aquila il comportamento del governo è stato al di sotto di quanto ci si sarebbe atteso, vista peraltro la volontà trasversale del Senato di utilizzare il decreto in discussione per riparare una ingiustizia grave e devastante”. 

Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’ iscritto al gruppo parlamentare di Forza Italia.

“Il problema, che evidentemente il governo deve risolvere al proprio interno - prosegue Quagliariello -, deriva da un errore concettuale. L’esecutivo ha infatti collegato il tema della soglia del de minimis, che è questione di interpretazione normativa e temporale, alla contestazione degli aiuti di Stato da parte della Ue, contestazione assurda ma che rispetto al de minimis  non è mai stata sollevata, come dimostra peraltro la lettera inviata dal commissario europeo alla concorrenza al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Se crediamo nella sovranità, è evidente che l’interpretazione della nostre norme spetta alle istituzioni italiane, ed è questo che il governo avrebbe dovuto fare chiarendo che per gli sconti fiscali agli aquilani si applica la franchigia vigente nel 2011, ovvero 500mila euro. Quanto accaduto in Senato non fa ben sperare. La battaglia comunque continuerà alla Camera: il nostro problema non è speculare politicamente su questa deludente vicenda ma raggiungere l’obiettivo nell’interesse dell’Aquila e degli aquilani. Per questo abbiamo votato a favore dell’ordine del giorno del senatore Arrigoni, e siamo pronti a cogliere qualsiasi apertura o resipiscenza che dovesse venire anche dal governo e dalla maggioranza. Questo decreto è la strada maestra per affrontare il problema - conclude Quagliariello -, lotteremo fino alla fine perché venga percorsa”.

VACCA: "NO A EMENDAMENTI PER CARENZA NORME"

"Il 'no' della Commissione è motivato da una carenza dal punto di vista normativo agli emendamenti presentati, ci sarà una proposta da parte del governo in linea con le norme europee e ovviamente con una risposta certa".

Così il sottosegretario ai beni culturali e al turismo, il pentastellato abruzzese Gianluca Vacca, commentando la bocciatura nella commissione speciale del senato degli emendamenti sulla vicenda delle tasse sospese dopo il sisma a imprese e professionisti e richieste dalla commissione europea, al termine della visita nel centro storico dell'Aquila, la prima istituzionale dopo la nomina come uomo di governo, unico rappresentante abruzzese. La vicenda sta provocando polemiche e preoccupazioni tra gli imprenditori e le partite iva, circa 350, chiamati a restituire circa 100 milioni di euro attraverso cartelle esattoriali notificate e per ora prorogate a dopo l'estate.

"C'è un impegno del governo ad affrontare la problematica a breve, dando delle risposte compatibili con la normativa europea e c'è l'impegno ad elaborare una risposta nell'immediato, ricordo che questo decreto nasce dal precedente governo, è un decreto molto sintetico che noi abbiamo deciso di ampliare per dare alcune risposte", conclude Vacca. 

D'ERAMO, "E' IN ATTO UNA MALDESTRA OPERAZIONE DI SCIACALLAGGIO POLITICO"

"Sulla vicenda tasse è in atto una maldestra operazione di sciacallaggio politico". Lo dice il deputato aquilano della Lega, Luigi D’Eramo, che qualche giorno fa ha ricevuto il mandato dal tavolo della Regione Abruzzo per un incontro ufficiale a Roma, alla luce della bocciatura in aula, al Senato, degli emendamenti che avrebbero innalzato la soglia del de minimis da 200 a 500 mila euro, consentendo di ridurre la platea delle imprese potenzialmente a rischio restituzione.

"In realtà - spiega D’Eramo - non è accaduto nulla di diverso rispetto a quanto già successo in Commissione Atti urgenti. La linea è ormai tracciata: l’interlocuzione con il governo, a cui il sottoscritto e la componente parlamentare della Lega stanno lavorando alacremente, precederà quella con l’Europa, così come sancito anche dal tavolo tecnico presieduto dal sindaco Pierluigi Biondi e dal vice presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli. Su iniziativa della Lega sono stati approvati all’unanimità la proroga di ulteriori 60 giorni per la consegna della documentazione da parte delle imprese e un ordine del giorno che vincola il governo all’interlocuzione con l’Europa. A fronte di questo, non si comprendono le dichiarazioni di alcuni esponenti politici che oggi attaccano il governo per la mancata approvazione di atti su cui si è già ampiamente dibattuto in Commissione". 

"Mi riferisco in particolare a Nazario Pagano, che mai ha partecipato a una sola riunione del tavolo tecnico pur essendo regolarmente invitato o al governatore Luciano D’Alfonso, che nonostante ricopra ancora, ingiustificatamente, un doppio ruolo istituzionale, ha disertato regolarmente il tavolo e ora tenta un maldestro recupero spostando l’attenzione dalle spoliazioni perpetrate ai danni dell’Aquila a una vicenda di cui conosce poco e niente. E, infine, mi riferisco a Stefania Pezzopane, la quale è stata informata pedissequamente dal sottoscritto sui modi e sui tempi dell’incontro con il governo, essendo la stessa parte integrante della delegazione, insieme al sindaco Biondi, a Lolli e all’avvocato Robeto Colagrande, ma nonostante questo preferisce abbandonarsi a dichiarazioni di stampo politico del tutto fuorvianti. Una nota a parte merita il Pd, che oggi chiede addirittura un Consiglio comunale straordinario sull’argomento, dimenticando i lunghi anni in cui è stato al governo del Paese e della città e in cui nulla ha fatto per arrivare a una soluzione radicale del problema. La Lega e il sottoscritto proseguiranno in maniera costante a lavorare per evitare che sulle imprese giunga una mazzata economica ingiustificabile. L’interlocuzione con il governo è costante e proficua", conclude. 



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