TASSE POST-SISMA: NUOVO ALLARME DEGLI IMPRENDITORI, ''POLITICA SCOMPARSA''

Pubblicazione: 09 luglio 2018 alle ore 11:07

L'AQUILA - Scatta di nuovo l’allarme sulla questione della restituzione delle tasse sospese a imprese e profesionisti per 18 mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009 richieste dalla Commissione europea che considera i circa 100 milioni di euro aiuti di Stato.

Un gruppo di imprenditori suona la sveglia nell’imminenza del 20 luglio, scadenza dei termini per presentare all’Agenzia delle entrate le perizie sui danni subiti, tese a stabilire le somme da scalare nel totale della restituzione chiesta ufficialmente con cartelle esattoriali inviate dal commissario nominato nei mesi scorsi dal governo nazionale.

Con l’allarme tornano le critiche, forti, alla classe politica comunale, regionale e nazionale - “nessuno risponde più al telefono” - da parte di imprenditori molto preoccupati per la piega che ha preso la vicenda e delusi per il fallimento delle varie azioni attivate verso il precedente governo nazionale e, quelle finora improduttive, verso l’attuale governo giallo-verde.

È recente la bocciatura in seno alla commissione speciale del Senato di emendamenti sull’innalzamento del de minimis da 200mila a 500mila euro, il che escluderebbe dal pericolo restituzione gran parte delle imprese coinvolte e sulla proroga dei termini delle caretelle esattoriali.

Il gruppo di operatori non sia fida della promesse fatte dagli esponenti della Lega e del Movimento cinque stelle su una questione, in verità, sul tappeto da anni sulla quale la soluzione, promessa, latita da tempo, come anche la interlocuzione con la Commissione europea sa parte dei governi, unici interlocutori con Ue, che avrebbero dovuto accollarsi le somme oppure farle annullare spiegando che si abbattono su un territorio colpito duramente da calamità naturali nel quale parlare di aiuti di Stato è anacronistico.

Secondo i “silenziosi” imprenditori, che non vogliono comparire perché hanno anche paura di ritorsioni, “la restituzione farebbe fallire economicamente e socialmente un un intero territorio”.

Infatti, il pagamento delle suomme causerebbe la chiusura, la drastica riduzione di personale e anche  la delocalizzazione. Il gruppo di imprenditori è pronto a “parlare” tornando in piazza dopo la manifestazione del 16 aprile quando all’Aquila per le vie del centro storico hanno sfilato circa 5mila persone.

Ni giorni scorsi, nell’ultima riunione del tavolo istituito dal vice presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli e dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, è stato dato mandato al deputato aquilano della Lega Luigi D’Eramo di fissare un appuntamento con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti per cercare una soluzione alla vicenda.

D’eramo nei giorni scorsi nel sottolineare l’imminenza del summit ha spiegato che nell’uffcio di Giorgetti si è già a lavoro. 

LA REPLICA DI BIONDI, ''MIO TELEFONO SEMPRE ACCESO''

“Il mio telefono è sempre stato acceso, sia per i singoli imprenditori sia per le associazioni di categoria. Il mio impegno, così come quello dell’amministrazione comunale, sulla questione tasse, è sotto gli occhi di tutti”.

Risponde così il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi al gruppo di professionisti che ha oggi fatto scattare di nuovo l’allarme sulla questione della restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti.

“Proprio una mia lettera inviata alla commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestagher, e la sua successiva risposta, ha riaperto la partita relativa all’innalzamento del limite del de minimis da 200 a 500mila euro”, ricorda innanzitutto Biondi, e assicura: “Noi continuiamo a pensare che le misure adottate dopo il terremoto di nove anni fa non rappresentino aiuti di Stato ma, anzi, siano state una sacrosanta misura di salvaguardia di un territorio che rischiava di morire. In ogni caso, l’innalzamento della soglia rappresenta una fase intermedia che ci soddisferebbe”.
“Il problema non è tanto della politica nazionale, che dopo un naturale e legittimo periodo di assestamento deve però cominciare a focalizzare l’attenzione sull’Aquila e cercare di capire quale percorso intraprendere, quanto di una burocrazia che pare inamovibile e che sembra aver dichiarato guerra all’Italia e ad alcuni territori visto che continua a sostenere le posizioni dell’Europa rispetto a quelle di una nazione sovrana come la nostra”, conclude il sindaco dell’Aquila.

 



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