TASSE POST-SISMA: PD CHIEDE SEDUTA STRAORDINARIA CONSIGLIO COMUNALE

Pubblicazione: 02 luglio 2018 alle ore 13:03

L'AQUILA - “Siamo preoccupati perché è una vicenda delicata che richiede una soluzione. Negli anni passati abbiamo messo al primo posto la città rispetto agli interessi del partito, ci aspettiamo lo stesso atteggiamento dalle forze che sono al governo”.

Lo ha detto il segretario del Partito democratico dell’Aquila e consigliere comunale Stefano Albano sulla vicenda della restituzione degli aiuti fiscali richiesti alle imprese del cratere, sulla quale nei giorni scorsi si è registrata la bocciatura al Senato di un emendamento, che prevedeva l’innalzamento della soglia del de minimis, presentato dal Pd e anche da altre forze politiche.

Albano ha richiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio comunale sul tema, assieme ai consiglieri del centrosinistra Stefano Palumbo, Antonio Nardantonio, Emanuela Iorio, Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco, Lelio De Santis, Angelo Mancini, Paolo Romano ed Elia Serpetti.

Oggi assieme al segretario del circolo L'Aquila Centro Maurizio Capri, a Tommaso Ciancarella della segreteria comunale, e alla deputata Stefania Pezzopane, il segretario cittadino del Pd ha tenuto una conferenza stampa, nel corso della quale ha anche sottolineato che “la vicenda deve vedere la massima mobilitazione: Lega e Cinque Stelle hanno costruito la campagna elettorale contro l’Unione europea ma al primo banco di prova si comportano ben diversamente. Serve l’impegno del governo”.

Albano ha anche definito “difensivo” l’atteggiamento del deputato della Lega Luigi D’Eramo: “Non facciamo sciacallaggio, tutt’altro. La richiesta di convocazione del Consiglio comunale nasce dalla convinzione che la mobilitazione del territorio deve essere massima, ed è quindi fondamentale che la questione passi per l’assise cittadina, in maniera che questa abbia l’opportunità di decidere eventuali azioni a tutela del territorio”.

Per la deputata Pezzopane la “battaglia al Senato non è stata coronata dal successo che ci aspettavamo, il mio rammarico è enorme, perché l’emendamento, anzi gli emendamenti, li abbiamo elaborati assieme alle altre forze politiche e alle forze sociali del territorio, al tavolo presieduto da Giovanni Lolli. Quando sento le perplessità e le obiezioni che sono state sollevate per giustificare la bocciatura avverto la sensazione che si sia trovata la soluzione ma che la si voglia scippare al Parlamento, al territorio, alle forze politiche e sociali per dimostrare non so quali capacità”.

“Non ci importa, ci interessa che il problema si risolva, se il governo ha una sua proposta la metta sul tavolo, noi la asseconderemo: non ci siamo mai innamorati degli emendamenti, ma non si prendano scuse - ha continuato la Pezzopane - A quel tavolo ci sono giuristi a tecnici, che sono dentro al tema. Se il problema era l’emendamento il governo poteva fare un proprio testo”.

La deputata ha confermato che alla Camera saranno ripresentate le stesse misure e che “l’azione parlamentare verrà fatta fino in fondo ma la soluzione era a portata di mano, tanto che in Aula l’emendamento non è stato contestato dal punto di vista tecnico. Il nodo è politico, si dica piuttosto che non ci sono le coperture e che vanno trovate”.

Nel dettaglio della vicenda, Pezzopane ha avanzato “perplessità” sulla linea portata avanti: “È necessario trattare prima con l’Unione europea, visto che la proposta riguarda l’interpretazione di una norma italiana e quindi la competenza è chiaramente dello Stato, mentre il tema dell’aiuto di Stato è di contrattazione europea. Comunque sono ottimista perché il Parlamento ha le competenze per attestarsi sulla questione de minimis”.

La questione quindi ora passa alla Camera dei deputati, domani iniziano i lavori in Commissione e il decreto verrà incardinato probabilmente mercoledì.

“Non è giusto accusare chi sta lavorando per il territorio di speculazione - ha detto la deputata - su questi temi ci siamo sempre battuti mettendo al primo posto il territorio e i suoi diritti alla ricostruzione. Di certo ulteriori proroghe sarebbero insensate, le aziende devono redigere i loro bilanci e la misura va fatta nell’ambito della conversione di questo decreto perché è quello che tratta le materie e le misure attinenti al terremoto e alla ricostruzione”.



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