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ALLARME IMPRENDITORI E ASSOCIAZIONI CATEGORIA IN CONSIGLIO COMUNALE L'AQUILA IN SEDUTA STRAORDINARIA PER DISCUTERE VICENDA RESTITUZIONE

TASSE POST-SISMA: ''PROROGA PER UN ANNO E POI SOLUZIONE DEFINITIVA, RISCHIO COLLASSO''

Pubblicazione: 18 dicembre 2018 alle ore 14:38

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L'AQUILA - La proroga per un altro anno, per l'intero 2019, dei termini per la restituzione delle tasse sospese per 18 mesi dopo il sisma a imprese e partite iva nel cratere del terremoto del 2009 e conseguentemente attivare una interlocuzione con la Commissione europea per chiarire che la sospensione non è da considerare aiuto di Stato.

È quanto prevede l'ordine del giorno approvato all'unanimità del Consiglio comunale dell'Aquila, riunito in seduta straordinaria, alla presenza dei deputati, Stefania Pezzopane, del Pd e Luigi D’Eramo, della Lega, quest’ultimo anche in veste di assessore comunale, e rappresentanti sindacali e di categoria.

L'Assemblea ha conferito al sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, e alla Giunta l'impegno a farsi carico di questa azione nei confronti del Governo nazionale.

Il documento, frutto di un'intesa bipartisan, verrà inviato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al ministro agli Affari europei, al presidente del Parlamento europeo, alla delegazione parlamentare italiana presso lo stesso e, per condivisione, alla Regione Abruzzo e ai sindaci dei Comuni ricompresi nel cratere sismico 2009.

Una questione “di vitale importanza per l'economia di un intero territorio, che rischia il collasso” per la vicenda relativa alla restituzione delle tasse sospese a circa 350 imprese e professionisti dopo il sisma del 6 aprile 2009 dell'Aquila e richieste dalla Commissione europea, con cartelle esattoriali per circa 100 milioni di euro, perché le ingenti somme sono state considerate aiuti di Stato.

La questione tasse ha causato la mobilitazione del territorio, sceso in piazza per evitare un altro terremoto.

“La mancata notifica del provvedimento di sospensione dei tributi che ha portato l’Europa a considerare tali misure come aiuti di Stato, in realtà, si è verificata anche in altri casi analoghi, quando, sempre in conseguenza di calamità naturali, sono state adottate disposizioni identiche. Il punto fondamentale della questione è dunque legato proprio alla necessità di ridiscutere con il Parlamento europeo l’intera vicenda. Già nel mese di marzo ho inviato una nota alla commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager e al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, per investirli del problema, ricevendone un riscontro positivo. Ricordo che la vicenda riguarda ben 320 aziende, con oltre 75 milioni di euro complessivi da restituire”, ha detto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nel suo intervento in aula. 

A seguito della proposta del sindaco Biondi il Consiglio è stato sospeso per consentire lo svolgimento di una riunione dei capigruppo, nella quale elaborare un documento condiviso, contenente tali punti programmatici, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea. 

Il Consiglio comunale, alla ripresa dei lavori, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, predisposto in sede di conferenza dei capigruppo.  

Sulla base del documento si impegnano il sindaco e la Giunta a “proporre al Governo il sostegno agli emendamenti che differiscono al 31 dicembre 2019 le attività di recupero delle agevolazioni, di cui al comma 28 dell’articolo 33 della legge 183/2011”, facendosi altresì “portavoce, presso il Governo, affinché sia portata all’attenzione della Commissione europea la rivisitazione della decisione del 14 agosto 2015, nella parte in cui si stabilisce che le agevolazioni di cui sopra costituiscono aiuti di Stato” e a “istituire un tavolo tecnico con il Ministero dell’Economia e delle finanze e con l’Agenzia delle entrate per l’adeguamento procedurale  dell’eventuale restituzione delle agevolazioni”.

L’ordine del giorno verrà inviato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al ministro agli Affari europei, al presidente del Parlamento europeo, alla delegazione parlamentare italiana presso lo stesso e, per condivisione, alla Regione Abruzzo e ai sindaci dei Comuni ricompresi nel cratere sismico 2009.

“Il nostro obiettivo principale è chiarire che la sospensione dei versamenti non ledeva affatto il principio di libera concorrenza tra Stati membri, poiché coinvolgeva aziende che avevano subito pesantissimi danni dal sisma. Nonostante anche un innalzamento della soglia de minimis, da 200mila a 500mila euro, porterebbe ad una riduzione dell’80 per cento delle attività produttive interessate dalla misura, ritengo che da questo Consiglio comunale, debba uscire un documento unitario con il quale sostenere quella che, per questo territorio, è la madre di tutte le battaglie. Dobbiamo rivolgere due precise richieste al Governo. La prima è quella di sostenere gli emendamenti alla legge di bilancio, presentati dai nostri parlamentari, con i quali si stabilisce la proroga di un anno, fino cioè al dicembre 2019, dei termini per presentare la documentazione. La seconda è di riaprire un’interlocuzione con l’Ue per ridiscutere e chiarire l’intera vicenda”, ha concluso il primo cittadino.

“Questo consiglio comunale è molto importante anche se, come aveva richiesto il Partito democratico, sarebbe stato opportuno convocarlo per tempo, ovvero a giugno: ora ci troviamo di fronte a una situazione di gravissima emergenza, è stato lanciato un appello ai parlamentari, dove sono?”, ha dichiarato l’onorevole Pezzopane ad AbruzzoWeb, durante la diretta video.

Il fatto che soltanto due deputati abbiano risposto all'appello è “un segno di grave disattenzione”, secondo la deputata dem, che ha aggiunto: “Per salvare le aziende aquilane bisogna che il Parlamento legiferi, io ho presentato un emendamento alla Camera dei deputati, dopo averlo presentato già nell'altro decreto, e in entrambi i casi è stato bocciato. Questo Consiglio comunale giunge in un momento delicatissimo: il Governo nazionale si è impegnato a risolvere, ma per farlo deve far approvare un emendamento al Senato, ma ad oggi la legge di Bilancio è bloccata al Senato e noi stiamo rischiando tutto, perché oltre la partita delle tasse c'è quella dei bilanci dei Comuni e già lo scorso anno a giugno le poste per mancate entrate e maggiore spesa erano state destinate, oggi no. Quindi il 31 dicembre diventa una mannaia per il territorio e l'inizio dell'anno rischia di essere drammatico, mi auguro che la voce del Consiglio comunale sia forte ed unanime e che si trovi in Parlamento la forza di fare quello che abbiamo fatto in passato, senza tutti questi traumi. Il sottosegretario Vito Crimi si è impegnato a risolvere queste problematiche, il sottosegretario Gianluca Vacca, nelle sue molteplici passeggiate all'Aquila, durante le quali non si è mai confrontato con il territorio, ha sempre parlato di soluzioni, ma siamo a ridosso del 31 dicembre e ancora non è stato risolto. Il mio emendamento è stato bocciato, benissimo lo facciano loro, visto che approvare un ‘emendamento Pezzopane’ gli crea mal di pancia, lo approvino con il loro nome, ma lo faccia”, ha concluso la deputata.

“Il Governo ha più volte annunciato la volontà di presentare un pacchetto di emendamenti che riguarda tutte le questioni relative al terremoto sia del 2009 che del 2016-2017, all'interno del quale, così come si sono impegnati ufficialmente i sottosegretario Crimi e Vacca, sarà presentato un emendamento del Governo che prevede una proroga di un anno rispetto alla scedenza del 31 dicembre, che prevede la restituzione della restante percentuale delle tasse non pagate dagli imprenditori nel 2009, così come previsto tra l'altro da una legge dello Stato italiano, poi contestata dall'Europa. Questo anno sarà necessario per aprire definitivamente un confronto con l'Europa, anche duro se dovesse essere necessario e far comprendere che non c'è alcuna ipotesi di aiuti di Stato nei confronti dell'imprenditoria aquilana, siamo fiduciosi anche in vista delle elezioni europee che si terranno a maggio, speriamo che possa cambiare, attraverso una maggioranza diversa che si insedierà nel Parlamento europeo, anche l'atteggiamento di un'Europa che invece di essere madre assume sempre di più il ruolo di matrigna. La partita è aperta noi ci batteremo fino in fondo a difesa delle istanze delle questioni relative al sisma”, ha aggiunto D’Eramo.



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