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TASSE POST-SISMA: TAVOLO CONVOCATO 18 SETTEMBRE IN REGIONE

Pubblicazione: 14 settembre 2019 alle ore 11:19

L'AQUILA - Proroga immediata per avere più tempo per poter lavorare alla soluzione definitiva del problema tasse ridotte e sospese dopo il sisma del 2009, e che L'Europa rivuole indietro, considerandoli aiuti di Stato.
Questo l'obiettivo del tavolo convocato per mercoledì 18 settembre alle ore 1 in Regione, il primo della Giunta Marsilio. A chiedere urgentemente la riattivazione del tavolo fermo ormai da mesi, alla luce della scadenza della proroga delle tasse fissata al 31 dicembre, le associazioni di categoria che si sono riunite ieri mattina nella sede di Confindustria. 

Presenti il direttore di Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno, Francesco De Bartolomeis, il delegato alla ricostruzione di Confindustria, Ezio Rainaldi e i vice presidenti, Antonio Angelini e Paolo Chiocca, il presidente provinciale dell'Ance, Adolfo Cicchetti, il direttore, Francesco Manni e il consigliere Pierluigi Frezza, il direttore Api, Massimiliano Mari Fiamma, il direttore Cna, Agostino Del Re, il presidente della Confesercenti dell'Aquila, Mario Antonelli, e il direttore, Carlo Rossi, oltre al segretario di Confagricoltura L'Aquila, Filippo Rubei.

La battaglia da combattere è sempre la stessa: evitare la restituzione delle tasse sospese e ridotte, dopo il terremoto del 2009 all'Aquila e nel Cratere, poi considerati aiuti di Stato da parte dell'Unione europea, e dunque da rimborsare integralmente.

Una partita che riguarda 124 aziende e un potenziale esborso di 76 milioni di euro, o anche di 100 milioni di euro, secondo calcoli più recenti e approfonditi. In ballo 1.000 posti di lavoro, il doppio calcolando anche l'indotto.

Il Senato ha approvato a giugno, in sede di conversione del decreto Sblocca Cantieri, l'emendamento presentato dalla maggioranza Lega-M5s, per prorogare al 31 dicembre 2019 la scadenza della restituzione, allorchè le imprese dovranno dimostrare il nesso tra perdita economica ed evento sismico. Ora tutto si gioca sui tavoli di Bruxelles, e il nuovo governo Pd M5s deve far capire alla Commissione europea che la sospensione e riduzione delle tasse dopo il sisma, non può essere considerato un aiuto di Stato, e nemmeno una distorsione della libera concorrenza.

La strategia è poi quella dell'innalzamento della soglia de minimis da 200 mila a 500 mila euro, oltre cui non scatta l'aiuto di Stato, così da tirare fuori dal novero delle imprese coinvolte nella restituzione delle tasse, il maggior numero di aziende.



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