TASSE SISMA 2009: LOLLI, ''RESTITUZIONE E' GRAVE INGIUSTIZIA, AVVOCATI AL LAVORO''

Pubblicazione: 26 gennaio 2018 alle ore 07:00

Giovanni Lolli

L’AQUILA - “Sulla restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 2009 avevamo messo sul piatto soluzioni più che ragionevoli, pur ritenendo ingiusto considerare aiuto di Stato ciò che aiuto di Stato non è. Intanto, le avvocature della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila, enti che sono parti lese in questa vicenda perché hanno le loro società coinvolte, sono già al lavoro per reagire in via giudiziaria a una vera e propria ingiustizia”.

Sale la tensione nel territorio aquilano terremotato, dopo la notizia anticipata da AbruzzoWeb sul fallimento della trattativa tra il governo italiano e le istituzioni comunitarie sulla restituzione della tasse sospese dopo il terremoto del 2009 alle grandi imprese del territorio colpito, circa un centinaio per un totale di 80 milioni di euro che l’Italia dovrà restituire all’Europa.
Senza contare le somme, altrettanto salate, da restituire alla voce “sanzioni”.

La Commissione europea negli anni scorsi aveva aperto una procedura di infrazione contro il governo italiano: per Bruxelles, quella misura è da considerare a tutti gli effetti un aiuto di Stato illegittimo che va ad alterare le norme particolarmente stringenti di natura comunitaria sulla concorrenza. 

Sulla vicenda interviene Giovanni Lolli, vice presidente della Giunta regionale d’Abruzzo che ha preso parte all’ultimo, drammatico tavolo romano che ha sancito il fallimento della trattativa.
“Abbiamo provato ad essere ragionevoli - afferma Lolli a questo giornale - a mettere sul piatto una serie di proposte per attenuare l’impatto della restituzione delle tasse, pur ritenendo una grave ingiustizia considerare aiuto di stato ciò che aiuto di stato non è”.

“Di fronte ai risultati che ci ha prospettato il governo, però, quella linea della ragionevolezza si è rivelata impraticabile - prosegue - Quindi, come già abbiamo fatto altre volte, come ad esempio con il governo di Silvio Berlusconi e con il governo di Mario Monti, agiremo contro questo governo e contro qualunque altro governo successivo. Non soltanto con azioni di protesta, ma soprattutto con azioni giudiziarie”.

“Sia la Regione Abruzzo che il Comune dell’Aquila - dice ancora Lolli . sono parti lese in questa vicenda, perché ci sono le nostre società coinvolte e dunque abbiamo titolo per partecipare e difenderci sul piano legale. Le due avvocature sono già al lavoro. Il ‘messaggio’ politico a un passo dalle elezioni del 4 marzo? Quanto accaduto è grave di per sé, elezioni o non elezioni. Ecco perché apprezzo il fatto di poter lottare insieme al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi”.

“Sinceramente speravo si arrivasse a una soluzione ragionevole”, conclude il vice presidente della Giunta regionale d’Abruzzo. 



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