TEATRO MARRUCINO: AL VIA IL BICENTENARIO CON LA
CENERENTOLA DI ROSSINI RIVISITATA DA MIRABELLA

Pubblicazione: 30 ottobre 2017 alle ore 10:54

Michele Mirabella e la sua Cenerentola
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CHIETI - Applausi a scena aperta per la prima nazionale d’eccezione che ha inaugurato le celebrazioni del bicentenario del teatro Marrucino di Chieti, il dramma giocoso della Cenerentola di Gioacchino Rossini per la regia di Michele Mirabella, opera che torna dopo due secoli lì dove aveva cominciato.

Infatti, La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo fu scritta da Rossini e rappresentata per la prima volta il 25 gennaio 1817 al Teatro Valle di Roma, ma secondo quanto è stato tramandato oralmente, il 14 gennaio dell’anno successivo fu eseguita per l’inaugurazione proprio del Marrucino, allora denominato “Real Teatro San Ferdinando”.

“Cenerentola fu composta da un giovane Rossini, appena 25enne - spiega ad AbruzzoWeb Cristiano Sicari, presidente del Teatro Marrucino - Una giovinezza intesa come elemento significativo e appunto troviamo un Rossini rappresentato con un’immagine giovane nei medaglioni del soffitto del Teatro”.

“Un’opera giovanile in un teatro appena nato ed è simbolico per noi vederla in scena oggi nella celebrazione del Bicentenario perché il nostro teatro è ancora giovane e aperto a un radioso futuro”, aggiunge.

La regia è di Michele Mirabella, attore e divulgatore, storico volto di Elisir, non nuovo comunque al mondo teatrale.

A Bari nasce come attore e regista di spettacoli di opere di Brecht, Shakespeare, Ruzante, Goldoni, Beckett e Buchner presso il Centro universitario teatrale. Nel 1970 entra nel teatro professionista, scritturato e socio nella compagnia del “Teatro Insieme” e da allora prende avvio una fitta carriera tra i teatri d’Italia.

Nel bicentenario dell’allestimento della Cenerentola che inaugurò i fastidi del Marrucino, Mirabella ha voluto aggiungere un suo tocco personale. “Voglio che traspaia il rispetto dell’opera d’arte e l’arte dell’opera - spiega a questo giornale - e nell’opera di Rossini si respiri allegria, ironia e divertimento”.

Il soggetto della Cenerentola è tratto dalla celebre fiaba di Charles Perrault, ma il testo del romano Jacopo Ferretti si ispira soprattutto ad altri due libretti d’opera: Cendrillon di Charles Guillaume Etienne, musicata da Nicolò Isouard (1810), e Agatina, o la virtù premiata di Stefano Pavesi, musicata da Francesco Fiorini (1814).

Il debutto, pur non provocando uno scandalo paragonabile a quello del Barbiere, fu un insuccesso, ma dopo poche recite, l’opera divenne popolarissima e fu ripresa in Italia e all’estero.

”C’è voglia e volontà di rendere grande il teatro, importante come patrimonio culturale per l’Abruzzo tutto e non abbiamo che aspettarci grandi cose - assicura il presidente - Le cose belle non invecchiano e tramandano a lungo e in maniera crescente i propri valori di bellezza”.

“La bellezza è un valore e se a noi sta il dovere di mantenerla a tutti i cittadini sta il dovere di goderla”, conclude.



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