TEATRO STABILE: D'ALATRI DIFENDE LA DOMPE',
''ZERO SOLDI E TANTE RESPONSABILITA', SARA' DURA''

Pubblicazione: 02 novembre 2015 alle ore 11:57

Nathalie Dompe'
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L’AQUILA - “La presidenza del Teatro stabile d’Abruzzo è senza emolumenti e con responsabilità penali per la scelta del presidente rispetto alla scelta dell’ente. Non è certo la classica poltrona all’italiana. Nathalie Dompé, che è assolutamente all’altezza del ruolo e che sostituisce un eroico Ezio Rainaldi, va lasciata lavorare”.

Questo il pensiero sulla nuova presidenza di Alessandro D’Alatri, direttore artistico del Teatro stabile d’Abruzzo (Tsa), che venerdì scorso con uno spettacolo da tutto esaurito di Enrico Brignano all’auditorium della Scuola sottufficiali della Guardia di finanza dell’Aquila ha inaugurato la stagione teatrale 2015-2016.

Parole al miele, dunque, quelle di D’Alatri, per la Dompé, 28enne rampolla del gigante dell’industria farmaceutica, presente anche all’Aquila da vent’anni, e per il predecessore Ezio Rainaldi, imprenditore edile aquilano, da poco dimissionario a causa di pesanti dissapori con la Regione Abruzzo per la complessa questione dei fondi regionali da cui la sopravvivenza del Tsa stesso dipende.

Parole che vanno in direzione opposta alle polemiche piovute per la nomina della Dompé, ritenuta da alcuni non adatta alla carica e nominata per via del cognome “pesante”, sfociate, tra l’altro, in una petizione su Internet sulla piattaforma change.org.

“Se riuscissimo ad esportare le polemiche e i pregiudizi come un bene - ha detto D’Alatri ad AbruzzoWeb - il nostro Paese avrebbe un prodotto interno lordo altissimo”.

“Nathalie Dompé è giovane ed è donna e quest’ultimo particolare è un bel segnale, in un Paese prettamente maschile - ha aggiunto - È laureata alla Bocconi in Marketing e Management, ha una laurea in Teatro alla Saint Martins di Londra, una delle facoltà più importanti del mondo. E ha una passione sfrenata per questo mondo. Per lei parleranno i risultati. Quindi, non capisco le polemiche, mai fatte in passato, sulla sua nomina”.

Di elogi, D’Alatri ne ha avuti anche per Rainaldi. “Il mio amico Ezio ha fatto con noi un lavoro straordinario per il Tsa - le sue parole - un lavoro bellissimo. La scelta di dimettersi è stata eroica, di grande sacrificio, perché ha testimoniato la volontà di fare il bene della comunità”.

“Adesso godiamoci questa splendida stagione teatrale, che è per tutti i gusti, messa in piedi con non poche difficoltà che non solo nostre - ha concluso - In attesa di poter riaprire il Teatro comunale dell’Aquila nel 2017, quando, speriamo, saranno finiti i lavori di ricostruzione post-sisma, e di vedere la città, che sta rinascendo dal terremoto e che in cinque-sei anni sarà una perla di storia e di modernità, di nuovo nelle mani dei giovani per guardare al futuro insieme al resto d’Abruzzo”.



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