TEATRO STABILE: EX ASSESSORE, ''NESSUN PREGIUDIZIO CONTRO D'ALATRI''

Pubblicazione: 15 luglio 2017 alle ore 16:33

Betty Leone

L’AQUILA - Fanno ancora discutere le dimissioni da direttore del Teatro stabile d’Abruzzo di Alessandro D’Alatri, anticipate da AbruzzoWeb e confermate con un’intervista polemica dall’interessato.

L’addio anticipato di qualche mese è stato motivato dalla bocciatura del progetto del Tsa di rappresentare un testo quasi inedito di Luigi Pirandello ai Cantieri dell’immaginario, rassegna estiva partita in questi giorni, e dal blocco dei fondi per la sopravvivenza dell’ente.

D’Alatri ha accusato in modo palese il direttore artistico dei Cantieri, Antonio Massena, che a questo giornale ha replicato stizzito.

Ora arriva anche la posizione dell’ex assessore comunale alla Cultura di centrosinistra, Betty Leone, che dice la sua su una bega di cui dovrà occuparsi anche il suo successore della nuova Giunta di centrodestra, Sabrina Di Cosimo.

La Leone ribadisce che la stessa commissione che quest’anno ha bocciato lo Stabile, “l’anno scorso aveva attribuito al progetto del Tsa un punteggio molto alto, a riprova che non esiste alcun pregiudizio verso questa istituzione”.

Quanto ai fondi, come Massena l’ex assessore ricorda che “non è possibile erogare fondi pubblici senza rendicontazione” e quindi “il Comune non ha potuto chiedere alla struttura tecnica di missione il trasferimento” dei quattrini.

LA NOTA COMPLETA

Nell’intervista ad AbruzzoWeb, Alessandro D’Alatri, in relazione alle sue dimissioni da direttore del Tsa, sostiene: 1. che il progetto Tsa per i Cantieri dell’Immaginario 2017 è stato bocciato “qualitativamente” dal “consigliere finanziario-culturale” del Comune; 2. che il Comune ha bloccato i fondi Cipe per le istituzioni culturali per una arbitraria interpretazione della legge, “da parte di figure che gravitano e decidono per conto dello Stabile”.

Per quanto al punto 1. Il progetto Tsa per i Cantieri dell’Immaginario è stato esaminato da una commissione (composta da tre esperti esterni al Comune oltre che dalla dirigente del settore Cultura del Comune e del direttore artistico dei Cantieri dell’Immaginario), avendo una valutazione che avrebbe permesso un co-finanziamento di circa 36 mila euro.

La stessa commissione l’anno scorso aveva attribuito al progetto del Tsa un punteggio molto alto, a riprova che non esiste alcun pregiudizio verso questa istituzione.

Il Tsa ha quindi deciso di non partecipare alla programmazione dei Cantieri dell’Immaginario, lamentando il ritardo dell’erogazione dei fondi Cipe.

Per quanto al punto 2. Come è noto, la delibera Cipe dei fondi 2016 è stata pubblicata a febbraio 2017. Il Comune ha predisposto immediatamente le linee guida per l’assegnazione e la rendicontazione delle risorse stanziate, in accordo con l’ufficio regionale del vice presidente Lolli e con la struttura tecnica di missione, come prova la corrispondenza intercorsa tra gli uffici.

Il Tsa insieme con le altre istituzioni culturali cittadine ha contestato le schede di rendicontazione e ha rivolto al Comune un’istanza di modifica: nelle more, poiché non è possibile erogare fondi pubblici senza rendicontazione, il Comune non ha potuto chiedere alla struttura tecnica di missione il trasferimento dei fondi.

Come si vede le responsabilità della mancata erogazione dei fondi sono molteplici e sicuramente non ascrivibili al Comune.

La passata amministrazione ha sempre ritenuto le istituzioni culturali una risorsa importante della città e della sua rinascita; per questo ne ha salvaguardato l’attività sia mantenendo invariati i propri contributi diretti, a differenza della Regione e nonostante le note difficoltà di bilancio, sia sostenendo l’attribuzione anche alla cultura dei finanziamenti per la ricostruzione della città.



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