TELECOMUNICAZIONI: SIT-IN A PESCARA PER CHIEDERE RINNOVO CONTRATTO

Pubblicazione: 01 febbraio 2017 alle ore 13:10

PESCARA - Anche in Abruzzo come nel resto del Paese, questa mattina i lavoratori del settore delle telecomunicazioni hanno proclamato otto ore di sciopero per chiedere garanzie sul posto di lavoro e sul rinnovo del contratto.

A Pescara sit-in davanti il Palazzo della Prefettura prima di un incontro con il rappresentante del Governo sul territorio.

"Oggi siamo qui nel giorno di sciopero nazionale - ha spiegato Guido Cupido della Slc Cgil - perché il mondo delle telecomunicazioni, degli appalti e dei call center chiede anche al mondo delle istituzioni di essere al nostro fianco per il rinnovo del contratto in cui sono scritte le regole che disciplinano il settore che vive ormai da tempo profonde crisi con continui tavoli per l'apertura da parte delle aziende di procedure di licenziamento oppure per il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Abbiamo bisogno di contrattare con le aziende nuove regole per impedire quelli che sono i veri problemi di questo settore quali la delocalizzazione selvaggia verso l'estero e soprattutto le gare a massimo ribasso degli appalti".

Il rappresentante della Uilcom Piero Francazio ha detto che "parliamo di migliaia di lavoratori che con queste otto ore di sciopero vogliono rispondere alle controproposte di chi non vuole rinnovare il contratto delle telecomunicazioni, se non alle loro condizioni con il dimensionamento, il controllo ad personam, il trasferimento dalle sedi, e il non pagamento della quota economica. Si tratta di creare di fatto maggiore precarietà nel settore e frantumare i diritti sia normativi che economici nei confronti dei lavoratori. Una situazione inaccettabile che vede oggi le prime otto ore di sciopero, fino a quando la controparte non ritirerà dal tavolo le sue proposte, per arrivare ad un tavolo per un confronto fra le parti in causa, sindacati, lavoratori e rappresentanti delle aziende".

Il rappresentante del Prefetto di Pescara ha detto, ad una rappresentanza di lavoratori, ricevuta in mattinata, che si farà portavoce delle richieste e delle rivendicazioni delle maestranze.

La protesta in Abruzzo riguarda oltre 5mila addetti delle varie compagnie telefoniche e dei call center.



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