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GEOMETRA DI PENNE AVEVA CHIESTO 130 MILA EURO PER NON DEPORRE NEL PROCESSO MARE E MONTI, DOVE EX PRESIDENTE, POI ASSOLTO, ERA IMPUTATO; RINVIATI A GIUDIZIO ANCHE MOGLIE, FIGLIA E IL MEDICO MARINI

TENTATA ESTORSIONE A D'ALFONSO PER NON TESTIMONIARE: CANTAGALLO A PROCESSO

Pubblicazione: 04 luglio 2019 alle ore 19:59

PESCARA - Finisce a processo Giuseppe Cantagallo, geometra di Penne (Pescara) accusato di tentata estorsione nei confronti dell'ex presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, ora senatore del Pd, nell'ambito del processo Mare-Monti, sulla mancata realizzazione della statale 81 nell'area Vestina, in cui D'Alfonso era imputato, e poi è stato assolto nel maggio 2018, dopo aver rinunciato alla prescrizione  

L'udienza è fissata al prossimo 26 novembre. Il gup Antonella Di Carlo ha rinviato a giudizio anche la moglie e la figlia di Cantagallo, accusate di falso per avere istigato il medico Carmine Marini, anche lui a processo, con l'accusa di favoreggiamento, a confezionare certificati medici dai quali emergeva che Cantagallo era in cura da lui, "benchè lo stesso - sostiene il pm Anna Rita Mantini - non l'avesse visitato da anni". 

Nel 2017 Cantagallo, poco prima di deporre come supertestimone dell'accusa nel processo Mare-monti  inviò una e-mail a D'Alfonso chiedendogli 130 mila euro in cambio del suo silenzio. 

L'allora governatore denunciò l'accaduto e Cantagallo fu indagato per tentata estorsione. 

Una volta scattata l'inchiesta, il geometra non si è presentato né all'interrogatorio di garanzia né in aula, presentando i certificati medici che hanno messo nei guai la moglie, la figlia e il medico Marini. 

In mattinata lo psichiatra Raffaele De Leonardis aveva illustrato le risultanze della perizia disposta dal giudice, dalla quale è emerso che nel 2017, all'epoca dei fatti, Cantagallo "risultava affetto da deterioramento cognitivo lieve-moderato, conseguenza di episodio ischemico cerebrale occorso il 2 aprile del 2000", ma che oggi nel complesso "ha capacità residue tali da consentirgli una utile e cosciente partecipazione al procedimento penale". 

Assieme a D'Alfonso è stato assolto nel processo Mare e Monti, l'imprenditore pescarese Carlo Toto, patron dell'omonimo gruppo industriale.

Il processo ha preso in esame la mancata realizzazione della Strada statale 81 nell'area Vestina, la cosiddetta Mare-Monti, e la perizia di variante approvata dalla Provincia di Pescara, dal 1995 al 1999 presieduta da D'Alfonso accusato di falso e truffa perché avrebbe favorito i Toto permettendo loro di realizzare la strada, senza le necessarie autorizzazioni, all'interno della Riserva naturale del lago di Penne (Pescara).



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