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TERAMO: MOSAICO DEL LEONE, INTESA PER RECUPERO E VALORIZZAZIONE

Pubblicazione: 06 agosto 2019 alle ore 14:54

TERAMO - E’ stato sottoscritto ieri il “Protocollo d’Intesa per il restauro e la valorizzazione della "Domus del Leone”, tra il Comune di Teramo, la Soprintendenza Archeologia belle Arti e Paesaggi dell’Abruzzo, il proprietario Bernardo Savini e la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo.

L’atto è sancisce l’avvio di una collaborazione pubblico/privato per mezzo della quale sarà avviato l’intervento di restauro dell’antica opera d’arte, al fine di consentirne la fruibilità turistica e culturale.

Alla luce di questo obiettivo, il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore Luigi Ponziani avevano intrapreso nei mesi scorsi una intensa attività di concertazione con la Soprintendenza e la Fondazione Tercas, che ha portato all’intesa sancita con la famiglia Savini e che apre importanti prospettive per le implicazioni turistiche e culturali che ne derivano.  Va ricordato che tra le finalità del’amministrazione comunale, vi è quella di valorizzare il patrimonio culturale della città in tutte le sue forme, di favorire iniziative fondate sulla tradizione  storica locale, di promuovere, nel rispetto delle reciproche autonomie, la più ampia collaborazione con le istituzioni culturali; di sostenere le attività di supporto al turismo.

L’intesa fa seguito ad una serie di contatti tra le parti e di sopralluoghi sul sito stesso, da cui è emerso che il mosaico e gli ambienti della Domus necessitano di urgenti interventi di restauro e bonifica; a tal fine si è convenuto di attuare congiuntamente una serie di azioni: restaurare e recuperare il mosaico e gli ambienti della Domus del Leone; garantire la tutela e la conservazione del suddetto sito archeologico e la salubrità degli ambienti in cui esso insiste; garantirne la fruizione attraverso un'apertura al pubblico dei locali e/o altre forme di valorizzazione.

L’intesa specifica le attività di competenza di ciascun attore. La Soprintendenza garantirà l’attività di progettazione di un intervento di restauro e la sorveglianza scientifica dell’opera; il Proprietario si impegna a concedere alla Fondazione il comodato della Domus e degli ambienti che la ospitano per un periodo di almeno venti anni autorizzando la realizzazione dei lavori da farsi, previa condivisione del relativo progetto, ed al fine di consentirne la fruizione pubblica; il Comune si impegna a realizzare ogni opera ritenuta necessaria dalla Soprintendenza al fine di garantire la tutela e la conservazione della Domus e la salubrità degli ambienti in cui la stessa è collocata; inoltre, il Comune si impegna a promuovere la fruibilità e la valorizzazione della Domus garantendone l’accesso al pubblico nell’ambito di uno specifico percorso archeologico, conformemente ad un progetto di gestione condiviso tra le parti; la Fondazione, si impegna a far realizzare le opere nonché a far progettare e a far realizzare ogni altro intervento presso i locali che ospitano la Domus, ritenuto necessario dalla Soprintendenza per la valorizzazione, la conservazione e la tutela del sito.

L’archeologo e storico Francesco Savini, alla scoperta casuale della Domus del Leone, avvenuta all’interno del suo Palazzo, definì il pavimento musivo come un “bellissimo leone in mosaico policromo che ci destò subito l’idea di un notabile edifizio … (e) l’arditezza e l’energia dello scorcio, la vivezza delle movenze e il fuoco degli occhi sono così efficaci che questo lavoro pare davvero uno di quelli che sappiamo eseguissero gli artisti greci, di ciò peritissimi in Roma e per l’Italia”. 

Al centro del tablinum della domus, con  pavimento in opus tesselatum policromo con il motivo decorativo dominante del soffitto piano a cassettoni entro i quali sono rappresentati motivi naturalistici, vi è l’emblema che raffigura un leone in lotta con un serpente con dietro uno sfondo paesaggistico, contornato da una treccia a due capi, il cui confronto più pertinente è quello proveniente da una villa sulla via Ardeatina, smontato e ricomposto nei Musei Vaticani; altri confronti possono essere trovati sulla soglia a cassettoni del triclinio della Domus dell’emblema figurato a Privernum e nella villa rustica di San Basilio a Roma; ulteriori esempi dell’emblema del leone si trovano nella casa VII, 2, 34 di Pompei, il cui emblema oggi è conservato presso il Museo Archeologico di Napoli, e nel vano 42 della Casa del Fauno; il soggetto è molto noto nella pittura alessandrina e in quella asiatica. Inoltre, la storia stessa del Palazzo dove insiste la Domus è molto importante, in quanto sorge tra Largo Melatini, Corso Cerulli e via dell’Antica cattedrale, zona centrale sia durante l’epoca romana che in quella medioevale, visto tra l’altro la vicinanza con l’antica Cattedrale di Santa Maria Aprutiensis, con l’annessa Domus di Largo Sant’Anna.

 



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