TERAPIA INTENSIVA NEONATALE DELL'AQUILA
DA ECCELLENZA REGIONALE RISCHIA CHIUSURA

Pubblicazione: 03 ottobre 2017 alle ore 18:52

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L’AQUILA - Il reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila è a rischio chiusura. Anzi, "se non verranno risolti subito i numerosi problemi presenti, il destino è già segnato".

È il grido d'allarme lanciato ad AbruzzoWeb, a seguito di numerose segnalazioni, dal responsabile Cisl dell’Aquila, Gianfranco Giorgi

Con un organico dimezzato e turni raddoppiati, medici e infermieri del reparto si trovano a dover fronteggiare l’ennesima crisi nel settore della sanità pubblica e, intanto, quello che viene considerato uno tra i più delicati reparti d’eccellenza a livello regionale è in serio pericolo.

Gli operatori sanitari, medici e infermieri della Tin preferiscono non rilasciare alcuna dichiarazione a questo giornale, nonostante le difficoltà quotidiane, note già da tempo: un silenzio destinato, comunque, prima o poi a rompersi.

Difficoltà ben note alla Asl provinciale numero 1 e al suo direttore generale, Rinaldo Tordera, come conferma Giorgi. 

“Parliamo di un reparto dove i ricoveri sono sempre molto alti", sottolinea, elencando che, al momento, ci sono solo 4 medici in totale; 21 infermieri, di cui 3 che non possono sostenere turni, e 14 posti letto, che spesso non sono sufficienti.

"È un reparto di eccellenza che ospita bambini da ogni parte della regione e, a volte, anche da fuori - prosegue - Ci sarebbe bisogno almeno di 8 medici, tanto che un medico di quel reparto, in prepensionamento, è stato richiamato per fare dei turni, perché altrimenti non si riusciva a coprire tutte le esigenze dei pazienti”.

Gli operatori sanitari si trovano, così, a dover lavorare giorno e notte, spesso vengono chiamati in altri reparti, per esempio in sala parto, perché “anche lì la situazione non è delle migliori. E poi non dimentichiamo che l’utenza in questione non è un’utenza qualsiasi - continua il sindacalista - ci sono bambini nati prematuri o con gravi patologie, sono bambini piccolissimi che richiedono sensibilità, cura del dettaglio, lucidità estrema e una grande manualità dei medici, che non possono permettersi di essere stanchi a causa dei turni”.

I bimbi nati con asfissia negli ospedali privi dell’ipotermia, infatti, devono essere trasferiti e trattati, entro le 6 ore successive alla nascita, in ospedali attrezzati, come appunto il San Salvatore aquilano, il cui reparto specializzato in terapia intensiva neonatale è stato considerato per anni un punto di riferimento per l’intero territorio abruzzese.

La situazione attuale potrebbe cambiare tutto questo. Inoltre, da quanto appreso, l’intera vicenda è stata portata a conoscenza  dell’amministrazione della Asl più volte, sia da parte dei medici interessati, sia da parte dei sindacati, ma per ora tutto tace.

“Se non si trova una soluzione il reparto dovrà chiudere - tuona il responsabile Cisl - è un processo che va fermato subito, prima che sia troppo tardi, la Asl dovrà provvedere, con decisione e con una soluzione che sia duratura, non si può continuare a stare sul filo del rasoio in un settore importante e delicato come la sanità e per un reparto come terapia intensiva neonatale”.



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