TERREMOTO: A CASTELLI A RISCHIO CERAMICA,
ECCELLENZA NEL MONDO, ALLARME SINDACO

Pubblicazione: 03 agosto 2017 alle ore 07:27

CASTELLI - "A Castelli abbiamo 15 fabbriche e altrettante botteghe del centro storico inagibili, a causa del terremoto del 2009, a cui si sono aggiunti gli ingenti danni degli eventi sismici del 2016 e 2017. Una situazione che penalizza inevitabilmente la scuola, nonostante l'altissimo livello dell'offerta formativa perché, ad esempio, ci sono problemi per garantire la residenzialità, la viabilità poi è scadente, il trasporto pubblico insufficiente".

A lanciare l'allarme è il sindaco di Castelli Rinaldo Seca.

È emblematico che il giovane primo cittadino, che guida una Giunta con ragazzi sotto i 30 anni, prenda posizione sulla situazione del centro montano alle pendici del Gran Sasso, a pochi giorni dall'apertura della mostra "La tradizione del futuro", inaugurata, domenica scorsa, per celebrare i 110 anni della Scuola d'Arte.

L'amministrazione e la comunità di Castelli puntano sull'arte della ceramica, che ha quattro secoli di storia ed è conosciuta in tutto il mondo, per attirare i riflettori e sconfiggere la paura e la crisi causate dai terremoti.

Una crisi che in particolare colpisce 15 delle 47 fabbriche e botteghe artigiane che animano l'economia.

Chiusa da oltre un anno anche la strada che collega Castelli agli altopiani del Gran Sasso e a Campo Imperatore che, ricorda il sindaco, "ha per noi una valenza strategica assoluta, perché intercetta importanti flussi turistici, e il nostro auspicio è che venga messa in sicurezza e riaperta il prima possibile".

"La situazione non è rosea, la congiuntura è difficile, e non dipende solo dai danni portati dal sisma - sottolinea la dirigente del liceo artistico Eleonora Magno - C'è una disattenzione che viene da più lontano, che ha che fare con lo spopolamento delle aree interne. Subiamo da anni, ad esempio, il problema della mancanza dei mezzi di trasporto pubblico. I nostri allievi, in particolare quelli che arrivano dalla costa abruzzese, hanno grosse difficoltà a raggiungerci. Basti pensare che l'ultimo autobus che può trovare coincidenze parte da qui intorno alle 17, quando noi dobbiamo fare nel pomeriggio molte attività di laboratorio".

Intanto, in questi giorni di agosto, l'arte della ceramica attira lo stesso visitatori e turisti: sono oltre 250 le opere di 80 autori, maestri e allievi a loro volta divenuti maestri della scuola d'arte di Castelli, fondata con regio decreto nel 1906, collocate in un percorso che si snoda nei laboratori, ripensati per l'occasione come suggestive sale espositive.

La mostra resterà aperta tutti i giorni, fino al 3 settembre, dalle 9 alle 19 con ingresso libero, nei locali del Liceo Artistico "F. Grue".

"Questa mostra - spiega l'ideatore Domenico Verdone - mette in evidenza le tante sfaccettature dell'arte ceramica. Ma c'è un filo rosso che rappresenta il passato e il futuro di Castelli: dall'artigianato di bottega tradizionale, che qui ha una storia secolare, alla fabbrica attrezzata e moderna, l'arte ceramica ha sempre avuto un rapporto diretto o mediato con la Scuola, una scuola che ha saputo tramandare le conoscenze e innovare tecniche e stili. Senza la scuola, l'artigianato di Castelli non sarebbe stato la stessa cosa, perché è stata determinante per la trasmissione del sapere ai giovani, che rappresentano il presente e il futuro non solo dell'arte ceramica, ma del nostro territorio, come quello di tutte le aree interne".

Castelli, spiega il curatore della mostra Carlo Fabrizio Carli, "aveva l'argilla delle sue montagne, l'acqua dei suoi fiumi e sorgenti, la legna dei boschi per alimentare i forni, aveva cioè le materie prime che hanno consentito di fare la ceramica. Ma un valore aggiunto di questa storia lunga quattro secoli, la ragione di un miracolo non scontato per il paese così isolato dai grandi flussi commerciali, è stato da sempre anche lo sbocco produttivo commerciale impresso all'arte ceramica, che qui ha creato una fiorente economia. Allo stesso modo il liceo artistico non si è mai limitato a fare teoria, ma a porre le basi per creare e innovare i prodotti artistici che avessero un interesse a livello commerciale".

"Quella della ceramica - conclude Carli - è una tecnica straordinariamente efficace e duttile che si presta alla plasticità di figure tridimensionali sia all'essere un supporto a livello pittorico".

Parlando dell'aspetto artistico, la prima stazione del viaggio attraverso le policromie e le forme frutto del talenti castellani, è il Terzo cielo, spettacolare opera figurativa degli artisti e docenti Guerrino Tramonti, Arrigo Visani e Serafino Mattucci: 285 tavelloni di maiolica realizzati nel 1954, fu presentato e premiato alla triennale dell'artigianato di Milano.

Un omaggio e una reinterpretazione in chiave contemporanea dello splendido soffitto maiolicato della piccola chiesa di San Donato di Castelli, che rappresenta uno dei più significativi apporti della cultura abruzzese del primo Seicento e definita dallo scrittore Carlo Levi la Cappella Sistina della Maiolica. 



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