TERREMOTO: GEOLOGO, ''COLLEGATO CON AMATRICE, RISCHI INNESCO ALTRE FAGLIE''

Pubblicazione: 27 ottobre 2016 alle ore 12:45

Antonio Moretti
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L'AQUILA - "Tutti gli eventi sono collegati tra di loro, in questo caso il sisma è sulla stessa struttura di quello del 24 agosto. Si tratta di volumi di sottosuolo, nessuno di noi è mai andato a 10 chilometri di profondità a vedere cosa c'è, ma i due terremoti hanno lo stesso allineamento".

Lo dice il geologo Antonio Moretti dell'Università dell'Aquila, il quale, parlando di quanto avvenuto in Valnerina spiega come "quando c'è un movimento della terra c'è una parte che spinge, una perturbazione di sforzi sotterranei e più è forte il terremoto, maggiore è lo spostamento".

Moretti sostiene poi che un evento tellurico, trattandosi di spostamento di placche terrestri, può eccome innescarne degli altri: "Più prima che poi si rimetteranno in moto le strutture tra L'Aquila e l'Irpinia, quindi le faglie del Morrone, Campobasso e Benevento".

In Valle Peligna, dunque, "è bene che si preparino, non possono mettere la testa sotto terra".

D'altra parte le date "non sono coincidenze casuali", afferma, ricordando come queste tre località sono state interessate da eventi a distanza di pochi anni l'una dall'altra, tra il 1702 e il 1706.

"Il campo di sforzi del terremoto dell'Aquila del 2009 - dice - è andarto a spingere le strutture sismogenetiche più a sud, dove ci sono strutture che da secoli non liberano energia".

Per Moretti i movimenti terrestri che generano i terremoti sono come la stoffa di un pantalone che si strappa, "inizia da un piccolo strappo e man mano lo squarcio si allunga".

"I movimenti della crosta terrestre sono abbastanza continui, l'Italia si sposta ogni anno di 1 o 2 centimetri verso i Balcani - spiega - ma il fatto che ci siano terremoti continui più di tanto non dovrebbe succedere. Quelli avuti fino ad ora sono eventi di media intensità considerando che in Appennino si può arrivare ad una magnitudo di 7, 7,2, che vuol dire energia cento volte superiore".

Secondo Moretti, poi, "la quantità di energia che viene liberata da un terremoto è proporzionale allo spostamento della terra, più che alla durata o all'intensità della scossa".

"Un grosso terremoto può muovere fino a 100-150 chilometri di struttura sismogenetica, in Irpinia se ne mossero 60, all'Aquila 20-25", si è trattato quindi di "segmenti relativamente piccoli".

Eventi che se si fossero verificati tutti insieme, spiega Moretti, "avremmo avuto un unico terremoto di magnitudo più grande e che srebbe durato di più, quello dell'Aquila è stato avvertito per 20 secondi, la rottura reale che è partita da nord e si è diretta verso sud è durata 2 secondi e poi altri 3, lo sforzo che si propaga è durato quindi 4 o 5 secondi. Per dare un'idea in Irpuinia è stato più di un minuto".

"Il danno e la magnitudo sono proporzionali alla grandezza della superficie che si mette in movimento", chiosa Moretti, secondo il quale "bisogna approfittare del tempo che intercorre tra un evento e l'altro per prepararci rinforzando almeno gli edifici strategici, che non possono crollare come successo all'Aquila, è un problema che deve diventare europeo perché un piccolo Paese come l'Italia non ce la fa ad affrontare un tema così grosso!".



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