TERREMOTO: IL SISMOLOGO, ''LA SEQUENZA
NON E' FINITA, MAPPE RISCHIO DA RIVEDERE''

Pubblicazione: 01 novembre 2016 alle ore 12:45

Il sismologo dell'Ingv Gaetano De Luca
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L'AQUILA - "Non si può riprodurre la storia, le mappe del rischio sismico ci indicano che la massima pericolosità è da L'Aquila in giù, ma oggi abbiamo visto che il terzo terremoto più forte dell'ultimo secolo, dopo quello di Avezzano e dell'Irpinia, è avvenuto a nord".

Secondo il sismologo del Centro nazionale terremoti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Gaetano De Luca, "la mappa è legata ai terremoti degli ultimi duemila anni e la storia ci ha detto che gli eventi più forti sono nella parte meridionale dell'Appennino, ma è evidente che questa mappa va continuamente aggiornata", per questo non è opportuno azzardare previsioni sulla base della ciclicità degli eventi, come ad esempio si tende spesso a fare pensando ai terremoti che all'inizio del 1700 colpirono prima L'Aquila e poi Sulmona.

A proposito dei forti terremoti che stanno avvenendo tra Marche, Umbria e Lazio, De Luca spiega che "è in atto una violenta sequenza sismica che è partita il 24 agosto dalla zona di Amatrice fino a nord di Norcia, e abbiamo avuto cinque scosse violente tra cui quella 6.5, la più forte degli ultimi cinquant'anni", e che "la sequenza è in atto, non è assolutamente finita".

Dopo un evento delle dimensioni di quello avuto il 30 ottobre, "ci si può aspettare di tutto e quelle zone balleranno per mesi, come successo all'Aquila, dire che ora è finita non esiste proprio".

"Nell'Appennino centrale ma anche in quello meridionale i terremoti sono dovuti a giganteschi sprofondamenti, anche di un metro come avvenuto stavolta, è una cosa mostruosa - spiega il sismologo - quando hai faglie allineate in direzione appenninica e un blocco va giù, ne risente sia il nord-ovest che il sud-est, dire che la migrazione della sismicità va verso nord è indicatore del momento ma non del futuro".

E De Luca fa l'esempio del terremoto dell'Aquila, quando nel 2009 "la sismicità è migrata prima verso sud, con delle scosse nei pressi di Paganica, e poi verso nord, con degli eventi a Campotosto".

"Quindi la migrazione è legata a qualcosa che sta avvenendo in questo momento, cosa accade dopo nessuno lo sa", aggiunge De Luca.

"Attualmente non siamo in grado di prevedere terremoti - ricorda - tutto quello che si dice sono chiacchiere inutili, solo speculazioni, abbiamo avuto un 6.5 e l'unica certezza è che dovrebbe portare a effetti importanti come aftershocks (repliche, ndr)".

Ci si prepara insomma ad aggiornare la carta di pericolosità sismica, anche perché "basta un terremoto per cambiare la mappa", ma resta importante "mettere in sicurezza il territorio il prima possibile, non possiamo correre dietro alle mappe se non facciamo nulla", conclude De Luca.



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