TERREMOTO L'AQUILA: CONVEGNO CON EX MINISTRO BARCA AL GSSI, ''COME FORMARE LAVORO IN RICOSTRUZIONE''

Pubblicazione: 05 febbraio 2019 alle ore 20:06

Convegno al Gssi su forza lavoro della ricostruzione dell'Aquila
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L'AQUILA - "Un terremoto mette a dura prova la società due volte; nell’immediato mette a nudo le capacità per prepararsi a un evento di questa portata e poi cosa è in grado di fare la società per affrontare la situazione; il 6 aprile 2009 gli aquilani non erano attrezzati nell'immediato, ma hanno avuto una grande capacità di reazione!".

Queste le parole di Fabrizio Barca già ministro per la Coesione territoriale del governo Monti, intervistato da AbruzzoWeb, durante l'incontro dal titolo "Il lavoro della ricostruzione", che si è tenuto questo pomeriggio all'Aquila, nella sede del Gssi in via Crispi, per fare luce, "su ciò che c'è dietro il cantiere più grande d'Europa, le impalcature e i puntellamenti: i lavoratori delle imprese edili impegnate nella ricostruzione".

Il totale delle imprese capofila nella ricostruzione privata sono a oggi 3.248, il numero medio mensile di lavoratori per ogni azienda sono 5, sono 4 invece i lavoratori medi per cantiere.

A 10 anni dal sisma del 2009 insomma, Il Gssi in collaborazione con i sindacati, il Forum delle disuguaglianze e il Festival della Partecipazione presenta i nuovi dati dell’Osservatorio Manodopera Ricostruzione, costituitosi presso la Prefettura dell’Aquila per il monitoraggio dei flussi di manodopera, tutte queste informazioni andranno a completare il patrimonio di informazioni già inserite e pubblicate dal progetto Gssi Open Data Ricostruzione (http://opendataricostruzione.gssi.it/).

La finalità dell'evento di oggi è stata quella di portare avanti la discussione avviata durante il Festival della Partecipazione, con il contributo dei principali soggetti coinvolti nei lavori di ricostruzione, offrendo una prospettiva nuova su un tema centrale per il Paese: "come organizzare e formare il lavoro che periodicamente viene chiamato ad affrontare le ricostruzioni post-sisma".

Durante il convegno è stato anche proiettato un video che dà un'idea sulla vita di queste persone, intorno a loro lo "spettro" del lavoro nero e delle irregolarità.

"Dietro le impalcature e i pannelli dei cantieri della ricostruzione aquilana, come di ogni altra ricostruzione post-sisma, ci sono i lavoratori. Durante lo scorso Festival della Partecipazione, con un gruppo di edili, sono state discusse schede informative sui temi del loro lavoro: regolarità e precarietà, illegalità, sicurezza, reddito e prospettive future, ruolo del sindacato, partecipazione alle decisioni di impresa", ha chiarito Barca.

"Volevamo che venisse riconosciuto il valore di questi personaggi, il terremoto all'Aquila ha trovato una società impreparata, come accade da tutte le parti, perché non siamo attrezzati per affrontare in maniera permanente questi episodi. Non dobbiamo comunque dimenticare che è stato colpito un territorio molto vasto, con un centro storico difficile, paragonabile nella storia di questi eventi a Messina", ha aggiunto.

"Da questi dati dobbiamo partire per andare avanti - ha spiegato - per ridurre o annullare gli errori è necessario che da questa iniziativa nasca una sollecitazione in questa direzione".

L'ex ministro è intervenuto anche sul documento unico di regolarità contributiva (Durc), che per il cratere del 2009 non c'è più, "Il fatto che l'obbligatorietà del Durc sia stata tolta è incomprensibile, si tratta di uno strumento che consente di avere maggiore tranquillità. Il Durc va a vedere l'indice giusto di manodopera in quel singolo cantiere, consente agli ispettorati di monitorare meglio, è stato tolto con idea di base di velocizzare il settore edile introducendo un meccanismo online che certifica regolarità impresa e non l’attività nei vari cantieri", ha chiarito Barca.

"Dobbiamo ascoltare le voci di tutti, per far diventare questo posto una città/laboratorio dell'interculturalità; pensavamo allora che si dovessero creare le condizioni affinchè chi lavora all’Aquila possa integrarsi con il territorio. Cosa fanno dopo il lavoro? Inoltre è necessaria una legge quadro nazionale che ci permetta in ogni catastrofe di agire allo stesso modo", ha detto Rita Innocenzi, della segreteria abruzzese della Cgil.

Non c'era al tavolo della discussione nessun rappresentante dell'Ance, era presente invece Luigi Di Donato, vice presidente Ente scuola edile che si è detto, "soddisfatto per questo incontro, è un ottimo risultato, abbiamo cercato di tenere in mano il meccanismo che ha portato a un 'non controllo' e allo spettro del lavoro in nero. Una forbice che si sta allargando sempre di più, tutti sanno che i lavoratori vengono spesso anche minacciati di essere cacciati e la morsa della crisi non aiuta: diamo continuità a questo tavolo a livello legislativo".

"Contiamo di migliorare la qualità di questi dati, uno stimolo perchè siano raccolti in modo accurato e diligente, per capire meglio le dinamiche e correggere qualcosa, un'occasione per incitare tutti quelli che partecipano a farlo in modo preciso", è stato il commento di Roberto Aloisio, docente presso il Gssi.

 



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