TERREMOTO MAGNITUDO 7.1
IN MESSICO, MORTI E FERITI
ANCHE SOTTO SCUOLA CROLLATA

Pubblicazione: 20 settembre 2017 alle ore 09:55

Terremoto in Messico

MESSICO - Un terremoto di magnitudo 7.1 ha scosso il Messico: il coordinatore nazionale della Protezione civile messicana, Luis Felipe Puente, ha rivisto al ribasso, da 248 a 217,  il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Paese ieri sera.

Di queste, ha scritto in un tweet, 86 si contano a Città del Messico, 71 nello Stato di Morelos, 43 in quello di Puebla, 12 nello Stato del Messico, 4 in quello di Guerrero e una in quello di Oaxaca.

I commenti di tutti in città sono soprattutto due e mettono in luce i tratti fondamentali della scossa: ieri, la terra ha tremato in modo ancora più violento sia del devastante sisma del 1985 (10mila morti, anche questo un 19 settembre) sia di quello dello scorso 7 settembre, che ha avuto un'intensità maggiore (8,2) e nel quale hanno perso la vita 100 persone.

Ed è salito a 26 bambini morti il bilancio del crollo della scuola 'Enrique Rebsamen' di Città del Messico: lo scrive il quotidiano El Universal online.

Tra le vittime anche quattro adulti. Il precedente bilancio fornito dal presidente messicano Enrique Pena Nieto era di venti bambini e due adulti morti e trenta bambini e otto adulti dispersi.

Una capitale, e un intero Paese, sotto shock. Nella prima notte dopo il fortissimo terremoto, Città del Messico conta i morti, mentre i soccorsi cercano disperatamente di salvare chi è rimasto sotto le macerie. 

Il bilancio della mega-scossa di magnitudo 7.1 è tragico e nel corso della notte non ha mai smesso di aggravarsi. Di ora in ora, gli aggiornamenti sono statI costanti: la maggior parte dei morti sono nello stato di Morelas e a Città del Messico, oltre che a Puebla e negli stati del Messico e di Guererro.

Sui tanti fronti dell'emergenza, l'aspetto centrale è quello di salvare chi è rimasto sotto i detriti dei tanti crolli in città: una quarantina, ha precisato il presidente Enrique Pena Nieto, tra i quali quello nella scuola 'Enrique Rebasamen' dove sono rimasti intrappolati anche dei bambini. Venti di loro sono morti insieme ad una maestra del collegio dal quale, riferiscono i media locali, una piccola di sei anni ancora intrappolata è riuscita a entrare in contatto via Whatsapp con i soccorritori.

A sottolineare la lotta contro il tempo per scavare tra i detriti alla ricerca dei sopravvissuti è stato tra gli altri il sindaco Miguel Angel Mancera, che ha disposto lo stato d'emergenza in tutta la città.

Oltre agli uomini delle forze di sicurezza, tra i quali 3 mila miliar,  tantissimi volontari hanno preso parte alle operazioni di soccorso fin da subito dopo la mega-scossa di ieri alle 13,14 (ora locale).

Il rientro a casa di migliaia e migliaia di persone si è svolto in mezzo a numerose difficoltà e un clima caotico, tra l'altro per le fughe di gas e strade chiuse, molte delle quali senza semafori a causa dei black out, soprattutto nell'area del centro e del sud della capitale: in totale, circa 3,8 milioni di persone sono rimaste senza elettricità, 2 milioni a Città del Messico.

"Ero in un bar prendendo un caffè nella zona di Prados de Coyoacan, è arrivata la scossa e sono stato letteralmente scaraventato fuori. In genere sono io a mantenere i nervi saldi, ma questa volta ho avuto tanta paura, sono stato confortato da chi mi stava vicino per strada", ha raccontato all'Ansa Marcos Martinez.



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