TERREMOTO: SECONDO L'INGV LE SCOSSE
IN ALTA VALLE ATERNO DESTINATE A DURARE

Pubblicazione: 09 gennaio 2017 alle ore 13:00

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L'AQUILA - "L'evoluzione dello sciame sismico sarà ancor più lunga di quella post-terremoto del 2009, quando la fase sismica si esaurì a settembre, cioè cinque mesi dopo il forte evento".

Per il sismologo del Centro nazionale terremoti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Gaetano De Luca, questa è "una delle poche certezze" su quanto sta accadendo nell'Alta Valle dell'Aterno, da settimane interessata da eventi tellurici che destano apprensione tra la popolazione.

Come conferma lo stesso sindaco di Pizzoli, epicentro dell'ultima scossa più forte, quella di magnitudo 3.4 registrata nella notte.

"Ritengo che chi non ritiene sicura la casa in cui abita dovrebbe preoccuparsi di trovare una soluzione - dice Gianni Anastasio - le scosse putroppo si sentono tutte e abbiamo la palestra della scuola già adibita a dormitorio dal 30 ottobre scorso, ma non abbiamo richieste di pernotto". 

De Luca è cauto sull'intensificarsi degli eventi - "concetto sempre relativo" - ma spiega che "quello che sta succedendo è qualcosa anche un po' collegato al 2009, quando un po' di giorni dopo il 6 aprile abbiamo avuto una sequenza bella massiccia a Campotosto".

Per il sismologo "c'è una zona tra i terremoti del 6-7 aprile 2009 e quelli di Campotosto del 9 aprile dello stesso anno, in cui non ci sono stati eventi e che grossomodo corrisponde alla fascia dove stanno avvenendo oggi".

Questo, "da un lato potrebbe essere fisiologico - dice De Luca - dall'altro non abbiamo la sfera di cristallo", di certo, "è un pò come l'evento di magnitudo 4.2 registrato a Spoleto il 2 gennaio, che sta ai margini dell'area di Norcia".

"Negli ultimi 100 anni - spiega - la sequenza che sta interessando il centro Italia è la seconda dopo quella dell'Irpinia, è quindi fisiologico avere eventi ai 'bordi' dell'area interessata".

"Nessuno può prevedere cosa accadrà - ricorda - ma siamo ad appena due mesi da un 6.5 (quello del 30 ottobrea Norcia, ndr), quindi pensare di dire che stiamo davanti ad una sequenza che sta finendo è prematuro, devono passare mesi prima di poter dire che siamo fuori da quella situazione".

Una considerazione fatta "trascurando che la scossa è stata più forte di quella dell'Aquila, quindi che la 'decantazione' sarà ancora più lunga è una delle poche certezze".



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