NELL'ASSEMBLEA A FOSSA CHIESTE RISORSE ADEGUATE PER UFFICI SGUARNITI,
PRONTI EMENDAMENTI PER SOTTOSERVIZI E MESSA IN SICUREZZA DELLE SCUOLE

TERREMOTO: SINDACI, ''347 MILIONI NON SPESI NEL 2016 PER MANCANZA PERSONALE''

Pubblicazione: 09 marzo 2017 alle ore 18:17

L'AQUILA - Sono 500 mila euro i fondi mancanti per pagare gli stipendi degli addetti degli uffici sismici dei comuni fuori cratere sismico aquilano del 2009, che di conseguenza sono oggi chiusi. A cui si aggiungono 2 milioni per le spese di funzionamento di tutti gli uffici, e altri 2 milioni per compensare i mancati incassi fiscali e tributari dei comuni terremotati, che non hanno più risorse per fare anticipazioni. Il risultato di questa impasse è che sono quasi 1.000 le pratiche della ricostruzione arretrate e non esaminate, per circa 347 milioni che potevano diventare cantiere nel 2016, e che invece giacciono inutilizzati.

Questi i numeri che fotografano una situazione molto difficile, snocciolati da Sandro Ciacchi e Francesco Di Paolo, coordinatori dei sindaci dei comuni del cratere 2009, nel corso della riunione plenaria di tutte le 56 fasce tricolori che si è svolta della sede dell’ufficio speciale (Usrc) di Fossa (L’Aquila).

Un'occasione per fare il punto non solo sui problemi aperti e irrisolti, ma anche sugli emendamenti che dovranno essere presentati, in particolare a firma del deputato del Partito democratico Antonio Castricone al decreto legge sul terremoto 2016, che arriverà alla Camera a giorni, in particolare per ottenere risorse per rifare i sottoservizi, a prescindere dal nesso causale con i danni provocati dal sisma, e per poter mettere in sicurezza le scuole con procedure semplificate, senza applicare il nuovo Codice degli appalti.

Poi però in parallelo va appunto fatta pressione in tutti i modi sulla Struttura tecnica di missione del governo, per ottenere le risorse mancanti, come detto 4,5 milioni di euro complessivi, per non bloccare l'iter della ricostruzione, già previste nel decreto enti locali dell'agosto 2016, e in altri provvedimenti, che però ancora non sono stati trasferiti nelle casse dei Comuni o dell'Usrc. 

"Parto da una considerazione - spiega Ciacchi ad AbruzzoWeb - nel 2016 per la cronica carenza di personale negli uffici della ricostruzione, non siamo stati in grado di spendere 347 milioni di euro. Ed il rischio è che nelle prossime annualità il governo, con l'aria che tira, ridurrà le risorse destinate alla ricostruzione abruzzese, adducendo come giustificazione che tanto il tiraggio è minore. Ma questo è dovuto al fatto che siamo passati nei 9 uffici territoriali per la ricostruzione da 72 addetti a meno di 60, perché molti hanno vinto concorsi, e sono andati via, c'è poi chi si è messa in maternità, e per poterli sostituire può passare anche un anno. A ciò si aggiunge la chiusura degli uffici fuori cratere, dove gli addetti non erano pagati da mesi. Inevitabile dunque che aumentino le pratiche inevase. Non basta dunque aver ottenuto la proroga al dicembre 2018 delgi addetti degli uffici del cratere, e i fondi per pagarli. Serve più personale".

Una soluzione su cui si è ragionato in assemblea è quella di esternalizzare l'esame delle pratiche.

"L'Usrc - spiega infatti Di Paolo - ha 500 mila euro di fondi inutilizzati che erano astati accantonati per la vecchia filera dell'esame delle pratiche quella gestita dai consorzi Cineas e Reluis. Nulla vieta di poter usare quelle risorse per farci dare una mano, proprio dai tecnici di Cineas e Reluis, o anche da altri, per smaltire almeno tutte le pratiche arretrate". 

Altre risposte saranno attese nel decreto terremoto del cetro Italia del 2016, in cui saranno accolti anche emendamenti retavi al sisma del 2009.

"I due emendamenti a firma di Castricone che ci riguardano - illustra ancora Di Paolo - e che ritengo più importanti sono quelli sui sottoservizi e sulle scuole. Con il primo emendamento sarà possibile intervenire sui sottoservizi dei nostri paesi, fognature, impiantii elettrici da interrare, acquedotti e anche spazi pubblici. Anche se non c'è un nesso diretto con i danni del sisma. E si potranno utilizzare i fondi già stanziati dei Piani di ricostruzione già tutti approvati, anche apportando modifiche. Il sottosegretario Paola De Micheli ha ben accolto la proposta, dunque l'emendamento, che ha l'appoggio del governo, passerà tranne clamorose sorprese. Un altro emendamento prevede invece di andare in deroga al farraginoso nuovo codice degli appalti per intervenire con opere di messa in sicurezza degli edifici scolastici".

"I comuni del cratere hanno bisogno di certezze -  ha concluso il presidente della provincia dell'Aquila Antonio De Crescentiis - non è possibile che ogni anno bisogna far fronte ad imprevisti, negoziare con il governo, basterebbe poco per dotare finalmente gli uffici del personale necessario e sufficiente per far procedere la ricostruzione nel giusto ritmo". 
 



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