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TERREMOTO: UN AQUILANO GUIDA L'UNITA'
DI CRISI ENEL, ''LA PRIORITA' E' LA GENTE''

Pubblicazione: 02 settembre 2016 alle ore 08:03

Franco Gizzi
di

L’AQUILA - C’è un aquilano, Franco Gizzi, 58 anni, a capo dell’unità di crisi nazionale dell’Enel dedicata ai rapporti con la Protezione civile che, dalle prime ore del 24 agosto, si sta dando un gran daffare per non far mancare l’energia ad Amatrice e alle altre zone terremotate.

Una struttura che, ormai da anni, opera in tutte le situazioni difficili del Paese: dal sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009 a quello di pochi giorni fa, dall’alluvione in Sardegna alla gestione delle tempeste di neve in Abruzzo e in Veneto, e passa con disinvoltura dalla gestione di interventi di grandissima portata fino ai casi più piccoli.

Un ruolo che Gizzi, colpito in prima persona dalla tragedia di sette anni fa, può svolgere con una sensibilità in più tutta particolare, specialmente in questi giorni convulsi che lo vedono presente anche presso la Direzione di comando e controllo (Dicomac) della Protezione civile attivata a Rieti, uno dei pochi abruzzesi eccetto i componenti della struttura della Regione.

Laureato in Scienze politiche e specializzato in cooperazione civile e militare, dopo anni in prima linea nel giornalismo con il quotidiano Il Tempo e l’agenzia Ansa, da circa vent’anni riveste ruoli di responsabilità in Enel nell’ambito della gestione dei rapporti con le istituzioni e il territorio.

La sua struttura, spiega, risulta determinante per il funzionamento della macchina dei soccorsi, dal momento che raccoglie e coordina tutte le necessità relative alla produzione, distribuzione e commercializzazione dell’energia.

“Siamo presenti innanzitutto per aiutare, per dare la luce dove possibile - racconta ad AbruzzoWeb - Ci premuriamo di fornire gruppi elettrogeni e torri faro, coordinare  gli spostamenti di uomini e mezzi su strade davvero precarie, nonché offrire supporto al controllo di dighe e impianti idroelettrici”.

“Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza aquilana e negli anni abbiamo affinato il sistema di gestione delle emergenze, anche con percorsi formativi ed esercitazioni periodiche, fino ad arrivare alla creazione di una vera e propria unità di crisi che ci ha permesso di gestire l’emergenza in maniera integrata con tutte le società del gruppo”, afferma ancora.

“Proprio all’Aquila è stato sottoscritto un protocollo nel giugno del 2014 che ci pone all’avanguardia - evidenzia - anche perché a livello europeo le protezioni civili non sono organizzate come noi”.

In fondo, sottolinea, “faccio da sempre lo stesso lavoro e vado dove ci sono problemi e cerco di dare una mano. Per noi la priorità è la gente - prosegue - Questo principio vale sempre, figuriamoci quando c’è un’emergenza! Siamo ormai da anni all’interno di tutti i comitati operativi del dipartimento di Protezione civile, lavoriamo fianco a fianco con tutte le istituzioni”.

Per quanto riguarda l’impegno nei territori del sisma del 24 agosto, “stiamo lavorando con una task force di oltre 300 persone e 140 mezzi operativi sulle aree colpite per garantire energia ai centri di accoglienza. In servizio ci sono 20 gruppi elettrogeni da 5 a 250 kilovoltampere. Andiamo dalle grandi tendopoli ai piccoli interventi - ribadisce Gizzi - abbiamo installato un gruppo elettrogeno per una roulotte a Collemoresco di Amatrice, dentro c’è una coppia di anziani assistita dai servizi sociali”.

Un supporto che continua “non solo nei giorni della tragedia, ma soprattutto quando per gli altri sembra che nulla accada. Invece è proprio nei giorni che altri ritengono ordinari che si lavora con corsi di formazione, simulazioni, aggiornamenti, ricerche”.

L’emergenza vissuta “in casa”, quella sismica del 2009, non è stata come tutte le altre. “Ci sono dolori che colpiscono nel cuore - ammette - Bisogna prenderne atto e andare avanti, con un sacro rispetto per le vittime e per chi soffre. All’Aquila la situazione era obiettivamente più complicata per le dimensioni, con una enorme quantità di energia necessaria per alimentare le tantissime tendopoli che c’erano”.

Nel terremoto di Amatrice Enel era già in campo da subito. “Il contatto con la Protezione civile è stato immediato, massima è stata anche la sinergia con le prefetture - ricorda il responsabile - I nostri colleghi sul campo, poi, hanno un addestramento sempre più specifico e comprendono sempre meglio le esigenze della popolazione e i ruoli delle istituzioni”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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