TORNA A MAGGIO ALL'AQUILA IL RADUNO DELLE FIAT 500,
''IL CINQUINO E' STILE DI VITA, PER ANNI MIA UNICA AUTO''

Pubblicazione: 21 aprile 2018 alle ore 08:00

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L’AQUILA – La Fiat 500 è uno stile di vita. Lo sanno bene i 21 mila appassionati e collezionisti iscritti al Fiat 500 Club d’Italia che girano la penisola sui loro variopinti “cinquini”, tra maniacale attenzione per i dettagli originali e più estreme elaborazioni che trasformano la superutilitaria della casa torinese, nata nel 1957 in pieno boom economico, in potenti prototipi in stile 500 miracolata guidata da Enrico Montesano in un noto film del 1981. 

In Abruzzo non si è da meno e a tenere vivo l’interesse per le quattroruote d’epoca, almeno per le sezioni del 500 Club di L’Aquila e Pescara, è Alessandro Marinangeli, di professione tecnico di montaggio per la Rai e innamorato fin da ragazzino delle Cinquecento.

In qualità di fiduciario del Club, si occupa dell’organizzazione del raduno, giunto all’edizione numero 8 che porta all’Aquila e dintorni ogni volta circa cento equipaggi e Fiat 500 in tutte le varianti di restauro ed elaborazione.

Per il 2018 la data fissata per l’evento è il 6 maggio, con partenza da piazza Duomo all’Aquila: un programma rilassante e piacevole che vedrà aprire le iscrizioni di guidatori e veicoli a partire dalle 8,30 fino alle 10,30 del mattino. Chiacchiere, scambi di opinione, confronti davanti a un caffè per una manifestazione che sarà dedicata anche alla memoria di Federico Martinelli, il giovane di Pizzoli (L’Aquila) scomparso quattro anni fa dopo una grave malattia.

Poi il via al giro, con il corteo che punterà dall’Aquila al vicino paese di Pizzoli. Quindi, al ritorno, passando per le frazioni aquilane di Preturo e Coppito, si farà sosta in quest’ultima per gustare un aperitivo offerto dalle Pro loco di Pizzoli e Coppito stessa, prima di ripartire alla volta del capoluogo, strombazzando lungo via XX Settembre, viale di Collemaggio, via Strinella in direzione del piccolo paesino montano di Collebrincioni, per il pranzo nella sede del locale circolo ricreativo.

Prima dei saluti e dell’appuntamento al prossimo anno, anche una lotteria il cui ricavato sarà devoluto per contribuire alla realizzazione del rifugio “Federico Martinelli” su Monte Marine, nel territorio del comune di Pizzoli.

“La 500 è stata la mia prima auto – racconta ad AbruzzoWeb Alessandro Marinangeli – appena presa la patente. Scovata in un pollaio sull’altipiano delle Rocche, il luogo dove io sono nato e cresciuto e cioè nei pressi di Rocca di Cambio, l’ho ripulita, sistemata, aggiustata, lucidata”.

Una passione che da allora non lo ha più abbandonato “tanto che per anni è stata la mia unica auto e anche quando ho dovuto prenderne un’altra, non l’ho mai abbandonata. Fino ad oggi che è tornata ad essere la vettura che uso principalmente”.

Per chi ha avuto la fortuna di conoscerla da vicino, negli anni in cui il tempo forse scorreva in modo diverso, e le distanze percorse con queste macchine, che non superavano i 100 chilometri orari, sembravano dilatarsi fino a rendere interminabile un viaggio per esempio tra Sulmona e Roma, è quasi impossibile dimenticare la semplicità e l’essenzialità della Cinquecento.

Pochi fronzoli, il tettino apribile di stoffa era un lusso delle versioni più costose ma trasformava una due posti più due in una cabrio da cui guardare il cielo mentre, in marcia, dalla prima alla tirata quarta, si sperava che il motore raffreddato ad aria non facesse i capricci.

E come scordare l’immancabile “doppietta” con le levette di fianco al sedile del guidatore, per l’avvio del motore.

“In ogni raduno c’è sempre qualcuno che rimane a piedi – spiega sorridendo ancora Marinangeli – ma non è un problema: c’è anche, sempre, almeno qualcun altro che ha con sé gli attrezzi e i ricambi per rimettere in moto il cinquino”.

Quanto alle preparazioni o elaborazioni delle auto “prevale sempre l’attenzione all’originalità e al restauro, cosa che io personalmente preferisco, ma non mancano le modifiche estreme che ben poco lasciano delle Cinquecento originali per fare spazio a veri prototipi dai motori potentissimi e dalle carrozzerie colorate e a sistemi tecnologici a bordo”.

Al raduno del 6 maggio prossimo parteciperanno anche i vespisti del Vespa Club L’Aquila, altro simbolo degli anni Cinquanta, in attesa del Raduno dell’Altipiano delle Rocche il 2 settembre 2018.



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