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TRABOCCHI: ''MI HANNO ROVINATO'', CHIUDE ANCHE VENTO DI SCIROCCO A SAN VITO

Pubblicazione: 03 giugno 2019 alle ore 06:33

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SAN VITO CHIETINO - "Non sanno cosa significhi assumere lavoratori, non hanno idea di quanti soldi ho dovuto anticipare. Mi hanno rovinato".

Giuliana Bucco ha 50 anni e da cinque gestisce il trabocco Vento di Scirocco, a San Vito Chietino: questa mattina non andrà a lavoro, così come non ci andranno i suoi dipendenti, "cinque ragazzi che per me sono dei figli", come spiega ad AbruzzoWeb, e ad attendere gli avventori ci sarà un cartello che porta la data di oggi, 3 giugno 2019: "Trabocco Vento di Scirocco chiude per volontà dell'amministrazione comunale".

Al di là di come la si pensi sull'importanza del rispetto della sicurezza e sull'opportunità di ampliare o meno i trabocchi, la questione che si pone riguarda il rilascio delle autorizzazioni che fino a quest'anno non ha mai incontrato ostacoli,  per merito o demerito delle lacune normative che hanno di volta in volta permesso di apportare modifiche strutturali.

Prima che a Vento di Scirocco è successo circa un mese fa a Valle Grotte, sempre a San Vito, e poi a Pesce Palombo a Fossacesia e forse a breve toccherà anche agli altri trabocchi che sono stati raggiunti nei mesi scorsi dai controlli della capitaneria di porto che ha accertato diverse irregolarità relativamente all'ampliamento e alla destinazione d'uso dei trabocchi, trasformati da macchine da pesca in ristoranti, col beneplacito dei comuni, nonostante la vigente legge regionale non sia stata aggiornata arrivando quindi alla paradossale situazione attuale.

Si tratta di abuso edilizio, le ordinanze di sospensione immediata dell'attività di ristorazione inoltrate nei giorni scorsi dai Comuni della costa parlano chiaro, è vietato "qualunque intervento di trasformazione edilizia a meno che non sia strettamente necessario per la conservazione, l'ottimizzazione della funzionalità e il superamento delle barriere architettoniche".

A dire il vero, però, a Vento di Scirocco non è stato recapitato ancora alcun avviso, spiega Bucco: "Io sono stata avvertita verbalmente da un vigile urbano, non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale e, nonostante abbia passato le ultime settimane a implorare aiuto, nessuno al Comune, a cominciare dal sindaco, ha voluto ascoltarmi".

E appare poco plausibile che i rispettivi Comuni, nell'arco degli ultimi 20 anni, non si siano accorti di niente. Ma c'è di più, aggiunge Bucco: "I nostri amministratori sono stati avvisati a febbraio dei controlli, hanno avuto tutto il tempo di prepararci ad affrontare questo dramma ma non l'hanno fatto. Ci hanno tenuti all'oscuro fino all'ultimo e noi abbiamo anticipato soldi ai fornitori, rinnovato contratti e le caparre e il 20 maggio ci siamo visti arrivare i controlli".

Giuliana Bucco il trabocco lo ha in gestione da cinque anni ma non è di sua proprietà, paga un affitto stagionale che si aggira intorno ai 20 mila euro. Buona parte della somma è già stata anticipata, così come sono state anticipate tutte le altre spese.

"Questa amministrazione deve vergognarsi, anche a costo di continuare a rimetterci, andrò per vie legali.".

Intanto, dopo il parere favorevole espresso dalla Commissione territorio sul progetto di legge degli esponenti regionali della Lega, che fissa i parametri tecnici dimensionali dei trabocchi in 160 mq calpestabili e 50 mq per i servizi tecnici, con una presenza massima sulla struttura di 60 persone, la proposta arriverà in Consiglio regionale domani.

Se la legge dovesse passare così, almeno dal punto di vista delle dimensioni, per Vento di Scirocco ci sarebbe qualche speranza, visto che ospita 25 posti per un totale di 80 metriquadri.

"Ma la stagione è già inevitabilmente compromessa - osserva Bucco - Da quando abbiamo aperto, a Pasqua, il tempo non è stato quasi mai clemente e non abbiamo potuto mai lavorare a pieno regime. Ora dovremo aspettare che arrivi 'la sentenza' e intanto non so come andare avanti".

"Ho pianto quando hanno fatto chiudere Valle Grotte, ho provato a immaginare la disperazione di tante famiglie che vengono travolte all'improvviso da un uragano. Da solo, Pesce Palombo, dava da lavorare a 16 persone. Ad oggi, a rischio ci sono almeno 50 posti e potrebbe non finire qui, è una situazione vergognosa".

"Le leggi sono state interpretate, disattese e sfruttate per anni da molte Amministrazioni comunali - incalza Bucco - le stesse che oggi vengono a farci la lezione e ci mandano a casa a cuor leggero".

"Io, a 50 anni, non posso immaginare un altro futuro, perché non c'è. Posso solo restare e lottare e in qualche modo troverò la forza di farlo".



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