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A24-A25: ASSESSORE AREE INTERNE, ''SOCIETA' POCO COLLABORATIVA, DA PARTE SUA PROVOCAZIONE SCOMPOSTA, CHE SIA OCASIONE PER MESSA IN SICUREZZA''

TRAFORO GRAN SASSO: LIRIS VS SDP, ''MINACCIA CHIUSURA DI UNA GRAVITA' INIMMAGINABILE''

Pubblicazione: 25 aprile 2019 alle ore 08:00

L'AQUILA - "Da Strada dei Parchi registriamo un atteggiamento poco collaborativo, e la sua minaccia di voler chiuderemo il traforo del Gran Sasso, vogliamo considerarla una provocazione scomposta: sarebbe talmente grave, che non è neanche immaginabile e ipotizzabile!"

Rompe la consegna del silenzio e del basso profilo, l'assessore regionale Guido Quintino Liris, Fratelli d'Italia, e vibra bordate contro Strada dei Parchi, società che gestisce le autostrade A24 e A25, che ha annunciato la chiusura dalla mezzanotte di domenica 19 maggio, del traforo del Gran Sasso, tra gli svincoli di Assergi nel versante aquilano, e Colledara-San Gabriele sul versante teramano, in entrambe le direzioni di marcia, e a tempo indeterminato.

L'incredibile ultimatum trae origine dal fatto che la società della holding del pescarese Carlo Toto, ha i suoi vertici, assieme a quelli dei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso e della Ruzzo Reti, sotto inchiesta dalla Procura di Teramo, per gli sversamenti di sostanze pericolose avvenute sotto il traforo, e la società dice di volere "evitare la reiterazione del reato".  Si è in attesa dell'udienza che dovrà decidere sul rinvio a giudizio per Cesare Ramadori, amministratore delegato di Sdp dal 30 maggio del 2011, Lelio Scopa, presidente del consiglio di amministrazione e Igino Lai, direttore generale con compiti in materia di tutela dell'ambiente dal 2011. La Regione sarà parte civile nel'eventuale processo. La società poi non vuole in alcun modo farsi carico degli ingenti costi di messa in sicurezza, previsti in un piano da 104 milioni messo a punto nell'ultimo scampolo della legislatura del centrosinistra.

In queste ore la giunta regionale, con in testa il presidente della Regione Marco Masilio, Fdi, e il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, della Lega, stanno predisponendo gli atti necessari per richiedere lo stato di emergenza, e l'arrivo di un commissario governativo.

Che è poi la soluzione perorata da Strada dei Parchi, e considerata come ipotesi percorribile anche dal governo.

Resta il fatto, protesta Liris, che oltre al Bilancio e al Personale ha anche la delega alle Aree interne e del Cratere sismico, la gravità di minacciare la chiusura di un' arteria vitale per tutto l'Abruzzo, per di più di proprietà statale, costruita con le tasse dei cittadini italiani.

"Da parte della società si è attuata una modalità scomposta per portare all'attenzione un problema che va sicuramente affrontato e risolto - va all'attacco l'assessore -. Abbiamo avuto modo di esaminare la questione, parlando in giunta con il presidente Marsilio, che è un po'  l'interlocutore di Strada dei Parchi,  del ministero delle Infrastrutture e di tutto quello che concerne ambito della Protezione civile. C'è anche un impegno da parte dell'assessore Imprudente di voler percorrere la strada della dello stato d'emergenza. Certamente la Regione farà di tutto per scongiurare quella che ad oggi, ripeto, non può che essere derubricata ad una provocazione".

Detto questo, si accalora Liris, "una chiusura del traforo del Gran Sasso sarebbe di una gravita neanche immaginabile, per l'economia delle aree interne, per l'isolamento che comporterebbe  per la provincia dell'Aquila  e quella di Teramo. Sarebbe un atto incredibile politicamente, incredibile amministrativamente, e certamente faremo di tutto perché non possa in nessun caso accadere. Ripeto, prendiamolo per un pur discutibile pretesto per affrontare e finalmente risolvere il problema della messa in sicurezza della falda acquifera".

Ma il messaggio a Strada dei Parchi è chiaro: non c'è ultimatum che tenga, la Regione, in ogni caso, è pronta alle barricate per tenere aperto il traforo.



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