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NESSUNA UFFICIALITA' SU REVOCA DECISIONE SDP; PRESIDENTE, ''PROCURATORE CONFERMA CHE NON CI SONO CONSEGUENZE SU INCHIESTA IN CORSO NEL TENERE APERTE GALLERIE'', CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO ALL'AQUILA

TRAFORO: MARSILIO E IL MIT A COLLOQUIO CON PROCURA 'CHIUSURA E' FORZATURA INUTILE'

Pubblicazione: 16 maggio 2019 alle ore 15:42

L'AQUILA - "Alla luce del colloquio fatto con il procuratore di Teramo, mi sentirei di rassicurare Strada dei Parchi che non esiste nessuna conseguenza nel tenere aperte le gallerie. Ribadiamo che la chiusura è un atto assolutamente ingiustificato, una forzatura inutile che vedrà la nostra ferma reazione". 

Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine del colloquio, di oltre un'ora e mezza, con Antonio Guerriero, procuratore della Repubblica di Teramo, e con gli altri magistrati del pool che si occupa dell'inchiesta sul sistema acqua del Gran Sasso.

All'incontro ha partecipato anche Gino Scaccia, capo di gabinetto del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Danilo Toninelli, oltre al vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, e a esponenti della Protezione Civile nazionale. 

E proprio sulla questione della paventata chiusura del Traforo del Gran Sasso, annunciata dalla concessionaria Strada dei Parchi Spa per la mezzanotte di  domenica prossimo, si è discusso questa mattina nel corso del Consiglio comunale dell'Aquila, riunito in seduta straordinaria, al termine della quale è stato approvato all'unanimità l'ordine del giorno che, come precisato dal presidente del Consiglio comunale dell'Aquila Roberto Tinari, "costituisce un elemento di forza e concretezza ai fini di scongiurare la chiusura di un'infrastruttura determinante per l'Abruzzo e per la città dell'Aquila. Riteniamo che su questo tema, così importante e strategico, debba essere mantenuta la massima attenzione e che non si possa abbassare la guardia fino a che non sia stata trovata una soluzione definitiva".

Una ipotesi che sembra scongiurata anche se non si sono stati annunci ufficiali in tal senso né dal ministero per le infrastrutture e Trasporti né da Sdp, che oggi è assente dai lavori del Consiglio comunale.  Ecco perchè le varie Istituzioni stanno cercando di risolvere la questione, scongiurando allo stesso tempo l'accusa di reiterazione del reato di inquinamento ambientale nel processo che vede imputati i vertici di Strada dei Parchi, della Ruzzo Spa e dei Laboratori nazionali dell'Istituto di fisica nucleare.

"Strada dei Parchi non ha revocato la decisione di chiusura del Traforo sull'A24, perché non è ancora risolto il nodo della responsabilità in ordine ai rischi di inquinamento dell'acquifero del Gran Sasso con le gallerie aperte al traffico. Non c'è ancora intesa su come si possa sollevare la società dal rischio di reiterazione del reato", si legge infatti in una nota di Sdp, concessionaria delle autostrade A24 e A25.

Non ci sono indicazioni ufficiali neppure sui fondi di 172 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran sasso e sui tempi per la nomina del commissario governativo incaricato di seguire progetti, lavori e gestione.

Scaccia, al termine dell'incotro ha detto: "Strada dei Parchi si aspetta un atto di discarico di responsabilità che prima del processo nessuno può dare, non si può alterare l'ordine delle competenze. Possiamo e dobbiamo rassicurarli che, se si avviano immediatamente delle opere di riduzione e mitigazione del rischio, nessuno potrà imputare alcunché. E' una mia personale impressione - ha aggiunto Scaccia - che mi sento di condividere con Strada dei Parchi, cosa che farò da subito, mettendomi in contatto con i loro legali".

"Il confronto è stato molto sereno il procuratore della Repubblica ha ribadito l'atteggiamento i assoluta ragionevolezza e buon senso nel condurre questa inchiesta", ha aggiunto il presidente Marsilio.  

"Noi abbiamo sempre sostenuto la minaccia della chiusura delle gallerie è una forzatura, se cercava rassicurazioni che tenerle aperte non aggrava la sua posizione, essa è nei fatti, l'indagine è chiusa, l'udienza è a settembre, non ci sono atti ulteriori. Se la Procura se avesse volto avere un atteggiamento più rigido e severo, avremmo già avuto il sequestro dei Laboratori, della galleria e di tutto il resto".

Per quanto riguarda le strategie da attuare, il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, nei giorni scorsi ha rimarcato: "Si attende solo l’ufficialità dell’impegno formale del Mit su tre azioni coordinate: il rafforzamento del monitoraggio ambientale e della risorsa idrica, una pianificazione puntuale di eventuali emergenze di protezione civile e nuove misure precauzionali per il transito in galleria. Resta la rabbia per una vicenda in cui i cittadini delle aree interne sono stati utilizzati, ancora una volta, come scudi umani nel braccio di ferro che da anni si consuma tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Strada dei Parchi".

Una necessità ribadita anche dal Mit ieri sera durante il tavolo a cui hanno preso parte i rappresentanti del Dipartimento della Protezione civile, del ministero dell'Ambiente, del ministero dell'Istruzione, del Provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, il presidente e il vice presidente Marsilio ed Imprudente, nonché esponenti delle due società degli acquedotti coinvolte nella vicenda, di Ispra, Arera, Iss, Ersi Abruzzo, Infn e dell'Autorità Distretto Appennino Centrale, oltre al sindaco Biondi e al sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto. 

L'incredobile vicenda del traforo è stata al centro anche del consiglio comunale straordinario oggi al Comune dell'Aquila. 

“L’Abruzzo non è alla berlina di nessuno”, ha spiegato in aula il vice presidente della Giunta della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente (Lega).

Assente all’assemblea civica, riunita con l’obiettivo di individuare un'azione condivisa tra il Comune dell'Aquila, la Regione Abruzzo, i sindaci dei comuni interessati, per scongiurare quello che la Conferenza dei capigruppo, riunita nei giorni scorsi, ha definito “un'azione sconsiderata che penalizzerebbe non solo i cittadini ma l'economia di una regione intera”, anche il sindaco d Biondi, giustificato dal presidente del Consiglio, Roberto Tinari, perché impegnato in un altro incontro.

“Questo è il momento per cui si facciamo le opere necessarie per far stare sereni i cittadini abruzzesi, gli operatori e il mondo scientifico che lavora sotto il Gran Sasso”, ha aggiunto Imprudente. “Non si fa politica in questi momenti, ma è il momento in cui si risolvono i problemi”, ha aggiunto  il vice presidente della Regione.  

Presente in Aula anche la deputata del Pd Stefania Pezzopane, che nel suo intervento ha sottolineato: “al di là della questione dell’emergenza, che speriamo venga risolta oggi, nei diversi incontri che si stanno svolgendo, e che ci auguriamo termini con la firma di un accordo, bisogna capire il contesto di quello che sta accadendo”.

“Si urla alla revoca della concessione a Sdp, ma nel per c’è una proroga delle concessioni di altre 10 anni. Bene il sindaco Biondi in conferenza con il primo cittadino di Teramo, utile anche l’arma della diffida. Adesso la partita è che il traforo non si può e non si deve chiudere, è pura follia pensare di farlo - ha spiegato - Nel gran sasso abbiamo la scienza più elevata con la presenza dei laboratori, le gallerie, fondamentali per i collegamenti e l’acqua, questo sistema si può tenere in equilibrio. Bisogna mettere in sicurezza l’autostrada e i laboratori, nel decreto ‘cantieri’ è stato inserito un commissario, ma bisogna capire come permettergli di poter adempiere al proprio compito”.

Proprio sulla figura di un commissario la Pezzopane ha aggiunto: “Penso a un commissario che vigili sui lavori, perfetto, ma ci vogliono i soldi per fare questi lavori, i famosi 172 milioni. Servono tutti per fare un programma di interventi e iniziare ad affidare le gare e i lavori. Un commissario che non ha i fondi rischia di essere una persona che non riuscirà a fare i lavori necessari, non abbassiamo la guardia”.

“Il traforo non poteva chiudere”, ha concluso la deputata dem.

Il rettore del Gran Sasso Science Institute, Eugenio Coccia, ha precisato: “abbiamo mandato l’uomo sulla luna e non siamo in grado si mettere in sicurezza il sistema Gran Sasso”.

“Oggi siamo sotto assedio e sotto attacco, vorrei che da qui oggi uscisse un documento unitario”, ha detto nel suo intervento il consigliere comunale Roberto Junior Silveri (Gruppo misto)

“Sembra scongiurata l’ipotesi di una chiusura, ma i danni chi li paga? Nessuno. L’Abruzzo è utilizzato come campo di battaglia”, ha aggiunto.

 

 

 

 

 

 

 



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