TRASPORTI: FEBBO (FI), ''SOLO OPERAZIONE DI INGEGNERIA FINANZIARIA''

Pubblicazione: 14 luglio 2017 alle ore 09:15

Mauro Febbo

L'AQUILA - "Sinceramente non capiamo come il delegato ai Trasporti Camillo D’Alessandro possa essere entusiasta del lavoro svolto fino adesso da questo Governo regionale sul tema dei trasporti visto che non si è materializzato nessun risanamento del Trasporto pubblico locale e nessuna riforma ma abbiamo assistito solo a un’operazione di ingegneria finanziaria che grava sulle spalle dei lavoratori e dei fruitori del servizio, oltre che aver premiato alcuni territori a discapito di altri".

È quanto dichiara il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo.

"La realtà dei fatti è ben diversa da quella illustrata da D’Alessandro. Ricordo - prosegue Febbo - che Arpa, una delle tre società confluite in Tua, doveva portare i registri in tribunale per crediti del 2015 cancellati mentre oggi vengono riscritti in bilancio 2016 della Società Tua e addirittura vengono transati. Crediti che oggi permettono alla società regionale di chiudere e approvare un bilancio che altrimenti sarebbe stato in perdita. Perché quei milioni erano inesigibili per Arpa e ora invece magicamente sono stati riconosciuti a Tua? Inoltre, le altre 40 transazioni per altrettante società concessionarie del Trasporto pubblico locale come e quando saranno pagate?".

"Ad oggi il Dipartimento ha certificato che solo 27 aziende di trasporto su 40 hanno un credito transati paria 13,4 milioni mentre il debito ammonta a 16 milioni e mezzo, si presume che quello complessivo si avvicini molto ai 20 milioni di euro. Somme che la Regione Abruzzo non dispone nelle proprie casse e non sa nemmeno come reperirle. Infatti nell’ultimo consiglio regionale abbiamo denunciato l’assurda operazione per far chiudere il Bilancio in utile di Tua portando a definizione  una transazione di 7,4 milioni utilizzando come copertura finanziaria fondi a gestione vincolata sui cui la Corte dei Conti ha più volte ‘richiamato’ non solo l’attenzione del Governo regionale ma addirittura ha minacciato lo scioglimento anticipato del Consiglio".

"Così lo stesso  Governo nazionale impugnando il Conto Consuntivo del 2013. L’assurdità di questa operazione - rimarca ancora Febbo -  è riscontrabile anche quando, durante i lavori della Prima Commissione, ho richiesto il parere dei dirigenti e nessuno ha voluto dare il proprio parere favorevole se non dopo aver apportato modifica al testo con rinvio al pagamento e quindi l’approvazione dei Conti consuntivi 2013/2014/2015/2016, cioè a tempi indefiniti. Ma intanto il Bilancio di Tua  potrà essere approvato il 17 luglio e salvare la società. Nel mentre i territori si sono visti scippare sedi (vedi quella di Lanciano della  Sangritana e a Chieti sede ex Arpa) e servizi ed i lavoratori hanno dovuto accettare forti riduzioni delle indennità".

"Ricordo a Camillo D’Alessandro - continua Febbo - come sono state tagliati un milione e mezzo di chilometri, nelle zone interne e svantaggiate,  stranamente solo per privati e non per Tua,   mentre i biglietti sono aumentati del 15%. A questo debito parziale di 13,4 (forse 20) va aggiunto il contenzioso in essere di altri 13,2 milioni di euro per mancato trasferimento per l’applicazione degli incentivi del CCNL di secondo livello, che per la prima volta non viene riconosciuto ai concessionari i quali hanno intrapreso una specifica azione giudiziaria. Su questo punto è molto strano il silenzio delle Organizzazioni Sindacali ma tant’è loro continuano a incassare le loro tessere dai dipendenti e a mantenere il privilegio dei permessi assicurati e retribuiti".

"Inoltre ciò che fa gioire il delegato D’Alessandro è il contenzioso che 9 Regioni hanno con il Governo circa le sanzioni per la mancata riscossione dei biglietti da parte degli utenti per  8 milioni di euro che non sono stati cancellati ma semplicemente rinviati al 2019. Ormai è cronaca che per quell’esercizio il Delegato sarà scappato dalla Regione ed il debito ricadrà sul futuro e sul prossimo governo regionale".

"Quindi tutta questa grande riforma annunciata e propagandata da D’Alessandro non è altro che un enorme debito pari a 34,6 milioni (se non 43,6) di euro che adesso gli abruzzesi si troveranno sulle loro spalle e a carico delle prossime generazioni.  A questo bisogna aggiungere il quadro critico della società Tua dove i1600 lavoratori hanno e avranno una busta paga più leggera e i fornitori aspetteranno mesi e mesi per vedersi saldare le proprie fatture".

"Pertanto – conclude Mauro Febbo – di fronte a questo disastro causato e portato avanti da D’Alfonso e D’Alesssandro consiglio di rivedere seriamente e realisticamente la loro azione di Governo prima che portano l’Abruzzo al default definitivo. Anche se sono entrambi sempre più impegnati e preoccupati a difendere il loro prossimo seggio parlamentare che a risolvere i veri problemi degli abruzzesi".



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