• Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento

TRUFFA IOR: TESTIMONE PESCARESE, ''PRESTAI 60MILA EURO, MAI RESTITUITI''

Pubblicazione: 01 ottobre 2018 alle ore 19:11

PESCARA - "Conobbi Sanchez tramite un amico, mi disse che aveva dei titoli messicani che doveva vendere all'estero o a privati, stringemmo un rapporto di amicizia ed io gli prestai dei soldi, circa 60 mila euro nel giro dei tre anni, con la promessa che li avrei riavuti con l'aggiunta di un guadagno, ma in realtà non mi vennero mai restituiti". 

Così il proprietario di un noto bar di Pescara, comparso questa mattina, in qualità di testimone, davanti al tribunale collegiale di Pescara, nell'ambito del processo nato da un'indagine della squadra Mobile del capoluogo adriatico, che nel 2013 sventò una tentata truffa ai danni dell'Istituto Opere di Religione, la cosiddetta "banca del Vaticano!, che sarebbe dovuta avvenire tramite la fondazione pescarese "In veritate et charitate" presieduta dall'ex arcivescovo Francesco Cuccarese, totalmente estraneo alla vicenda. 

Nel procedimento sono imputate sei persone: l'argentino di origini pescaresi Aldo Eduardo Sanchez, la commercialista barese Mariagiovanna Calafiore, Javier Limon Segovia, Sergio Briffault Sanchez, Jaqueline Sanchez Lopez e Fernando Capace. 

Sotto la lente dell'accusa, la donazione di vecchi titoli numismatici spacciati per milionari (circa 900 milioni di dollari), ma in realtà inutilizzabili. 

"Sanchez mi disse che si potevano fare affari nel settore dei titoli storici - ha riferito oggi un aula un altro imprenditore, titolare di un'officina per l'installazione di impianti di climatizzazione -. Erano titoli della Banca messicana e sosteneva che si potevano utilizzare come garanzia per compiere investimenti in qualsiasi settore. Affermava che questi titoli, che io vidi solo in fotocopia, valevano più di 200 mila dollari - ha aggiunto il testimone -. Mi propose di aiutarlo a collocare questi titoli, mi chiese dei soldi, io gli diedi 1.500 euro per vedere se era affidabile e lui non me li restituì più".

La presunta truffa, sempre secondo l'accusa, si basava su un procedimento utilizzato dall'alta finanza, i cosiddetti programmi ad alto rendimento, forme di investimento che consentono a chi è in possesso di patrimoni milionari di ottenere in brevissimo tempo rendite bancarie elevatissime. 

La presunta banda avrebbe puntato ad ottenere, grazie al patrimonio milionario che sarebbe stato lasciato in garanzia, rendite elevatissime, facendo credere all'ex vescovo di Pescara che le risorse sarebbero state impiegate per opere benefiche, come la costruzione di un ospedale pediatrico a Gerico, in Palestina. 

Nel 2010 Cuccarese scrisse al direttore generale e al presidente dello Ior, spiegando che "benefattori molto vicini ad un cardinale messicano ci hanno fatto una donazione con atto notarile di titoli del tesoro della federazione messicana, emessi prima della seconda guerra mondiale attraverso la Fondazione della Bbva Bancomer di Città del Messico" e che "il governo messicano ha emanato un decreto con il quale ha stabilito che detti titoli possono essere usati come collaterali per opere umanitarie o per fondazioni caritatevoli come la nostra, e solo in questo caso prenderebbero in esame eventuali liquidazioni". 

Il vescovo quindi chiese anche allo Ior l'apertura di un conto titoli e la possibilità di metterli a garanzia per avere un finanziamento o per ottenere un'apertura di credito in percentuale. 

Gli accertamenti degli investigatori, però, stabilirono che i titoli erano inutilizzabili. 

L'udienza è stata aggiornata al 28 gennaio.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui