TUTELA CALL CENTER L'AQUILA, LA BATTAGLIA TORNA CALDA
BANDO INPS NEL MIRINO, MA ANCHE FONDI 4 PER CENTO

Pubblicazione: 26 febbraio 2017 alle ore 11:57

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L'AQUILA - Garanzia della continuità del rapporto di lavoro, accordo quadro territoriale, task force politica permanente e utilizzo di una parte dei fondi per lo sviluppo del cratere sismico che aiuti concretamente il settore dei call center aquilani. 

Torna a farsi calda, dopo diverse settimane particolarmente fredde e poco produttive, la battaglia per tutelare l'occupazione dei call center dell'Aquila, con particolare riferimento al caso della commessa Inps-Inail-Equitalia che dà lavoro a 560 persone, mentre contemporaneamente sale la preoccupazione per la delicatissima situazione del secondo call center per numero di lavoratori, quello di Ecare, con circa 400 occupati. 

Ieri mattina, in un'affollata assemblea pubblica all'Auditorium del Parco, di fronte alle telecamere della trasmissione La Gabbia di La7 e con oltre 200 lavoratori presenti, si sono incontrati alcuni esponenti politici - non solo aquilani - e rappresentanti sindacali per stabilire in concreto i modi e i contenuti tecnici di una questione che preoccupa non poco gli addetti con all'orizzonte il nuovo bando di gara Inps che dovrà assegnare la commessa in proroga fino a giugno gestita da Transcom e in subappalto dall'azienda Lavorabile.

L'assemblea è stata voluta e organizzata dall'associazione [email protected] per L'Aquila, nata all'interno del contact center Inps-Inail-Equitalia e che ha come presidente Venanzio Cretarola.

"Continuiamo a pretendere la corretta applicazione della clausola sociale in caso di cambio di azienda - ha dichiarato Cretarola - quindi non licenziamento e nuova assunzione, che comporterebbe tra l'altro un enorme spreco di soldi pubblici senza neppure creare nuova occupazione. Stiamo notando, da tempo, una pratica, quella dell'esternalizzazione di questo settore in paesi al di fuori dell'Unione Europea in cui il costo del lavoro è nettamente più basso rispetto all'Italia. Consentire questo, vuol dire uccidere il lavoro qui in Italia". 

"Ormai - ha proseguito - aziende ed enti pubblici emanano bandi di gara per l'affidamento dei servizi di call center prevedendo un costo a base d'asta inferiore ai minimi contrattuali, 'scandalo' per fortuna scongiurato per il bando Inps. Bisogna fermare questo scempio, bisogna evitare che di questo settore approfittino le aziende più spregiudicate. Anche perché, il nostro non è un settore in crisi, anzi, ha ampi margini di sviluppo".

Per l'onorevole Lello Di Gioia, presidente della Commissione Bicamerale di Vigilanza sull'Inps, "è necessario un impegno chiaro e definitivo per determinare la stabilità di questo settore in un territorio in grande difficoltà. Sono convinto che si riuscirà a tutelare questo grande pezzo di occupazione aquilana".

"Con l'avvocatura dell'Inps ho avuto una interlocuzione - ha svelato Di Gioia, per la seconda volta consecutiva nel capoluogo di regione abruzzese - sulle norme chiare per la predisposizione di un bando di gara che è decisivo non solo per L'Aquila".

"Proprio all'Aquila - ha aggiunto - si deve costituire un coordinamento nazionale per la tutela del settore dei call center italiani, che ha un peso occupazionale notevole e che può e deve crescere in prospettiva. E dire che è ora che il presidente Inps, Tito Boeri (chiamato in causa più volte dai lavoratori e dalla politica abruzzese, cui però non ha mai risposto ufficialmente, ndr)si assuma le responsabilità che ha per questa vicenda".

Da Luigi D'Eramo, candidato sindaco di Noi con Salvini, è arrivata la proposta, indirizzata anche al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, presente all'assemblea, di una "task force politica permanente per controllare ogni sviluppo della vicenda. La mia proposta è rivolta non solo al primo cittadino, ma a tutte le forze politiche abruzzesi, alle organizzazioni sindacali, ai parlamentari e ad una rappresentanza dei Consiglieri regionali e comunali. Solo in questo modo ci potrà essere quella unità d'azione per far comprendere all'Inps e al Governo che un'intera città si sta mobilitando per salvare i 560 posti di lavoro. Per questa  battaglia passerà  la difesa dei lavoratori ma anche  della città, della sua dignità e della sua economia".

"Quella dei call center - le parole di Cialente - è una battaglia di civiltà e non possiamo perderla. Vero, si può utilizzare una parte dei fondi del 4 per cento per lo sviluppo del cratere sismico, ma in questo caso c'è un passaggio che precede tutto il resto, cioè la tutela sacrosanta del posto di lavoro che passi attraverso il rispetto della legge. Mi sto battendo in prima persona, non da solo, per rendere nazionale la battaglia".

Al tavolo tecnico-politico sul palco, insieme a Cretarola, Cialente e Di Gioia, era seduta anche la senatrice sulmonese Paola Pelino, che si è ufficialmente impegnata a tutelare l'occupazione aquilana ma che si è anche detta molto preoccupata per la grave crisi del mondo del lavoro nella Valle Peligna.

Assente per impegni all'estero la senatrice aquilana Stefania Pezzopane, la quale però in una nota ha tenuto a ribadire il proprio impegno.

"La priorità è salvare i posti di lavoro dei nostri call center - le parole della senatrice in una nota - e, se ci impegnano al massimo e si creano buone condizioni, crearne anche di nuovi come siamo riusciti a fare in passato. Siamo in attesa che l'INPS pubblichi il bando per la nuova gara della commessa ora lavorata in Transcom. Abbiamo fatto importanti modifiche legislative, di cui sono stata io stessa protagonista, per la clausola sociale e per escludere i ribassi dal costo del personale. Ci aspettiamo da Inps il massimo dello sforzo. Non ci interessa chi vincerà la gara, ci interessa che non si perda nemmeno un posto di lavoro ne' nell'appalto ne' nei subappalti. Continua per questo obiettivo un grande lavoro".

"Quanto a E Care, sono in contatto con i lavoratori e con le Rsu. Lunedì c'è un incontro con l'azienda e le Rsu. Se ci dovessero essere problemi, farò convocare immediatamente i tavoli di confronto. Ripeto, oggi non si può perdere nemmeno un posto di lavoro. Stiamo facendo enormi sforzi per crearne di nuovi anche con le iniziative dei fondi  4 per cento della ricostruzione e non possiamo consentire giochetti sulla pelle dei lavoratori", ha concluso. 

 



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