TUTORE VOLONTARIO STRANIERI ''FIGURA CHIAVE'',
A L'AQUILA EVENTO CON 150 PRESENTI MA POCHE ADESIONI

Pubblicazione: 25 novembre 2017 alle ore 07:30

La figura del tutore volontario in un convegno all'Aquila
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L’AQUILA - Immaginare di cambiare il futuro di un ragazzo scappato dalla guerra e dalla povertà e arrivato in Italia senza i genitori: questo l’obiettivo della figura del "tutore volontario di un minore straniero non accompagnato", una figura nuova, anche dal punto di vista legislativo, e fondamentale in questo momento in cui in moltissime città, tra cui L’Aquila, è massiccia la pesenza di questi giovani privi di ogni riferimento.

La figura del tutore è stata introdotta dalla legge 47 del 2017: funge da ''genitore sociale'', che può assumere un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini e ragazzi soli arrivati in Italia.

A riguardo una serie di associazioni aquilane ha promosso un incontro, ''Tutti possiamo dare una mano'', che si è svolto nei giorni scorsi nella sede del Gran Sasso Science Institute alla Villa comunale, a cui hanno partecipato circa 150 persone, per illustrare questa nuova figura, sensibilizzare la cittadinanza e invitare chi può a farsi avanti.

È stata chiesta anche l'eventuale disponibilità a formarsi su questa figura e su circa 150 partecipanti registrati, ma le adesioni effettive sono state pochine, circa 6.

In tutta la regione sono 180 i minori non accompagnati divisi per provincia, su circa 56 tutori disponibili, di cui 15 all'Aquila.

"Dobbiamo contribuire quanto più possibile a favorire l’accoglienza - ha spiegato il presidente del tribunale dei minorenni dell'Aquila Cecilia Angrisano durante l'incontro - a rendere cittadini ragazzi che non hanno niente e nessuno. Avete voglia di mettervi in gioco? Per favore dite si!".

In tutta la regione Abruzzo le domande pervenute per formarsi a questa figura sono state 52, "aiutiamo questi ragazzi a diventare cittadini - ha aggiunto la Angrisano - solo così potremmo dargli la speranza e la concretezza di un futuro e poi magari per qualcuno potrebbero anche aprirsi le porte di una famiglia".

Presente anche l'assessore comunale aquilano alle Politiche sociali Francesco Bignotti, nella veste anche di tutore di questi giovani.

"Ogni giovedì vado a firmare le tutele, ciò che manca adesso è proprio il capitale umano di supporto a questo lavoro di integrazione. I ragazzi sono in aumento e hanno non sono necessità materiali ma sociali e di aggregazione - ha spiegato - Un rapporto 1 a 1 semplificherebbe queste finalità e darebbe un servizio qualitativamente superiore. I giovani sono tra le categorie più svantaggiate, un'umanità che non ha filtri da cui dovremmo imparare. Il Comune potenzierà sicuramente questo circuito per dare un servizio efficente su tutto il territorio".

Un discorso, quello dell'assessore che apparentemente ''stride'' con le dichiarazioni dei giorni scorsi, con cui è stato annunciato il blocco del bando per l'assegnazione degli alloggi di C.a.s.e. e Map facvorendo prima gli aquilani, tra le polemiche della minoranza di centrosinistra.

"Il punteggio in graduatorie riguardante i futuri bandi viene dato in base agli anni di residenza - ha ribattuto a questo rilievo - Non è una questione di nazionalità. Ci sono immigrati che soni residenti qui da 10-15 anni e che, alla pari degli aquilani di nascita, prenderebbero il punteggio premiale per anzianità di residenza. Poi per l'integrazione di chi arriva ultimamente il modo migliore è lo sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo, ndr), che permette un percorso seguito per l'inserimento nella società sia dal punto di vista culturale che lavorativo".

Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati è costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.

A livello territoriale gli enti locali garantiscono interventi di accoglienza integrata, che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Soddisfatto della numerosa partecipazione Luigi Gaffuri, docente dell'Università dell'Aquila che ha dato il suo contributo.

"È bello vedere un pubblico amico e attento a un problema importante. Siamo un Paese di approdo accogliente anche per via dei confini geografici e quindi particolarmente esposti - ha commentato - Nel 2016 in Italia sono sbarcati circa 20 mila minori non accompagnati, e se per molti si è riusciti a trovare una collocazione, tanti a oggi sono irreperibili".

Un fenomeno, quello dell'irreperibilità, ritenuto preoccupante perché, secondo Gaffuri, ''sono giovani allo sbando che potrebbero essere finiti nelle maglie della criminalità. Per questo la figura del tutore è findamentale, qualcuno che gli dia una guida, che li supporti, che gli dia la speranza e la concretezza del presente".

Un ruolo sociale importantissimo anche per l'avvocato Stefania De Nicolais, teramana che ha speso una vita per l'accoglienza degli immigrati e richiedenti asilo. "Ho fatto tanta esperienza diretta - ha ricordato - ed è un grande passo avanti aver avuto il riconoscimento giuridico di questa figura del tutore. Questi ragazzi arrivano che non conoscono una parola, l'alafabetizzazione alla lingua del Paese che li ospita, il collocarsi in un contesto sociale stimolante, sentirsi utili, è il primo passo verso una reale integrazione".

"Abbiamo il dovere etico e morale di tutelare e proteggere i bambini - è stato il commento di Arianna Sirolli, psicologo - I minori, perché possano godere dei diritti personalissimi e abbiamo il dovere di proteggerli dalla devianza, dalla criminalità e dallo sfruttamento perché queste realtà attecchiscono dove gli indifesi vengono abbandonati".

Secondo l'esperta, nel suo compito di assistere "il tutore deve garantire i diritti e accompagnare nel percorso di crescita i minori e potrà realmente verificare che i costi anche economici diventano investimenti per qualcosa di più. Salute, istruzione, autonomia e protezione sono gli strumenti che consentiranno ai giovani minori di rispettarsi e rispettare l’altro, una complessità di bisogni che si trasforma in una molteplicità di risorse".

"Questa figura nuova è facilitatore di un progetto di vita, da voce alla rinascita, all’opportunità ed alla progettualità nel rispetto del vivere sociale. Aiuta e consente al minore di riappropriarsi di una età adolescenziale, permette loro di collocarsi all’interno della propria tappa evolutiva propria dell’età, e che troppo precocemente è stata scippata", ha concluso la Sirolli.

Le associazioni promotrici dell'incontro sono: 180 Amici, 3e32 / CaseMatte, Abitare insieme, Abruzzo centro internazionale Crocevia, Amnesty International L’Aquila, Auser Abruzzo, Banca Etica, Bibliobus, Biblipaganica Caritas Avezzano, Centro Antiviolenza per le donne - Biblioteca delle donne, Cgil L’Aquila, circolo Querencia, Cngei L’Aquila, comitato territoriale Arci L’Aquila, comunità XXIV Luglio, comunità minori ''Crescere insieme L’Aquila'', Coordinamento Ricostruire Insieme, Genitori si diventa L’Aquila, Migrantes Avezzano, Nati nelle note, Uisp L’Aquila.



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