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UNA CANZONE 10 ANNI FA PER IL SISMA DEL 6 APRILE E LA ''COMICITA' PER VIVERE BENE''DI ALESSANDRO BENVENUTI

Pubblicazione: 06 aprile 2019 alle ore 09:00

Alessandro Benvenuti in un vecchio scatto con Athina Cenci e Francesco Nuti
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L’AQUILA - "Benvenuti in Casa Gori non è solo uno spettacolo: è teatro, ma senza finzione. Un modo per vedere l’interno di una famiglia, che somiglia a tante altre, per capire l’effetto sulla gente di oggi di questo racconto ormai datato".

AbruzzoWeb ha intervistato Alessandro Benvenuti, l’attore, sceneggiatore, regista e cabarettista toscano dai modi garbati, con il suo aplomb di stampo quasi inglese, "considerato" un signore dello spettacolo; che ha portato all’Aquila, per la stagione del Tsa il suo fortunato e ormai trentennale "Benvenuti a Casa Gori", scritto all’epoca in due pomeriggi insieme e Ugo Chiti e dal quale venne prodotto anche un film e un sequel sempre cinematografico.

Sul palco lui, sullo sfondo una semplice scenografia,10 personaggi, tutti interpretati da Benvenut, per una messa in scena comica ma cruda allo stesso tempo paragonabile al teatro sperimentale attuale. Un pranzo di Natale in pieno stile anni ’80, che vede riuniti allo stesso desco, Gino il capofamiglia, Adele la moglie, il nonno Annibale, il figlio Libero e Lapo Frittelli, nel film interpretato da Benvenuti, e altri parenti in un vortice di cibo, cose non dette, verità taciute e un finale a sorpresa.

Nella trasposizione per il cinema, attori che sono stati simbolo di quella "toscanità" verace che ha aperto poi la strada a un filone ancora oggi molto in voga. C’era Carlo Monni, che rimase legato moltissimo a questo ruolo, e il "mitico" Novello Novelli, senese di ferro, che lavorò anche con Francesco Nuti, amico fraterno di Benvenuti, oggi lontano dalle scene per via di una serie di problemi di salute.

Per l'attore si tratta di un ritorno all'Aquila, luogo al quale è affettivamente e professionalmente molto legato, dove ha portato non solo tanti spettacoli, ma ha speso la sua arte per un'iniziativa di solidarietà all'indomani del sisma del 2009; scrisse una canzone, "Decidilo tu", cantata dalla band dell'Aquila, i Vega's, insieme con i musicisti della Piccola Banda Ikona, Quartetto Euphoria e Soluzione. 

Un testo semplice, commovente, che mostra la partecipazione sincera per una tragedia di così grande proporzioni, "ora guardi e sei muto, il paesaggio violato, la campana caduta che adesso ti manca, la tua terra ha ucciso con uno starnuto, il passato è una polvere bianca", si legge nel testo.

"Si tratta di una canzone che cerca di far riflettere - dice Benvenuti - a poco più di due mesi dal terremoto che ha duramente colpito la terra d'Abruzzo e che cerca di dare una speranza che vada oltre i programmi televisivi e le promesse elettorali, spesso purtroppo, facili da dimenticare".

"Ho visto che in questi anni si è fatto tanto - aggiunge - e sono sicuro che gli aquilani ce la faranno, un popolo determinato, che ha sofferto moltissimo, ma che riuscirà a risollevarsi definitivamente".

Da dove nasce invece "Benvenuti in Casa Gori"?

"Sono ricordi della mia famiglia - spiega - che ho messo insieme portando in scena una sorta di affresco disincantato. Gli affetti sono importanti ma bisogna imparare anche ad andare avanti senza. Lo dice anche la Bibbia, c’è l’obbligo da parte dei figli, arrivati a un certo punto, di allontanarsi dai genitori, che non significa smettere di voler bene, ma averci a che fare in modo diverso, da adulti… Insomma spero che il messaggio più profondo che arrivi sia questo".

Sono dieci personaggi che traggono ispirazione dai suoi veri parenti, "negli anni è successo che dedicassi più attenzione ad alcuni o ad altri, per migliorarli. Adesso, sono tutti maturi alla stessa maniera".

Benvenuti calca le scene da oltre 30 anni spaziando dal comico all' impegnato, com tanto, tantissimo teatro, che lo ha portato a essere oggi il direttore del Teatro di Tor bella Monaca di Roma e quello dei Rinnovati di Siena.

Recentemente ha portato in giro per l'Italia anche un magistrale Don Chiscotte insieme all’attore "del momento" del panorama italiano, Stefano Fresi.

"Ci siamo conosciuti sul set dei Delitti del barlume, è nata una grande amicizia e stima. Stefano ha un grande talento, è una persona curiosa, che si è cimentato in un lavoro diverso, mi auguro che arrivi molto più in là, perchè davvero sta seminando molto bene".

Benvenuti ha iniziato giovanissimo con i Giancattivi, gruppo di cabaret con Paolo Nativi e Athina Cenci, con cui ha lavorato anche nel film tratto da "Benvenuti in Casa Gori".

Uno storico gruppo che raggiunse la piena fama nazionale alla fine degli anni settanta con l'ingresso di Francesco Nuti e la conseguente partecipazione al programma televisivo "Non stop".

"Siamo nati con No stop, un programma - ricorda - che ha rivoluzionato il modo di fare comicità, al quale si sono riferiti tutti gli altri, da Drive In a Made in sud oggi".

Cabaret, quindi allegria e comicità, di cui l'attore è da sempre "innamorato"; "aiuta molto a vivere - chiarisce - se non fossi stato un comico, se non avessi apprezzato il lato allegro e ludico della vita oggi forse sarei un infelice. Credo davvero che sia come un passaporto, indispensabile per vivere bene!".

"Il mondo cambia - aggiunge - va avanti, si evolve, sei tu che devi decidere quanto modificarti per assecondare ciò che hai intorno, quanto invece rimanere su certe posizioni".

Tanti sono stati inoltre i personaggi, che in questo suo lungo e fortunato acmmino artistico ha lanciato nel panprama nazionale, da Massimo Ceccherini, Danilo in "Benvenuti in Casa Gori", "scelto dopo averlo visto in uno sketch e averlo trovato perfetto per quella parte".

O ancora Leonardo Pieraccioni, che con lui fece uno dei primissimi film "Zitti e Mosca", e lo stesso Novelli.

"Novello aveva debuttato con me, eravamo molto amici e quindi per me fu un piacere lavorare di nuovo con lui in questa pellicola. Venne naturale rivolgersi a quelli che sono gli amici che sono giusti per la parte". E anche Il Monni "Gino": "era fisicamente molto simile a mio padre, quindi incarnava la figura perfettamente. Era proprio predestinato a fare Gino, non credo che ci fosse un altro Gino più Gino di lui.  Ricordo che fu proprio lui a dirlo che questo è stato il personaggio più bello che abbia mai recitato al cinema".

E una persona alla quale è stato ed è molto legato, è Francesco Nuti, "compagno" di scene, con il quale voleva anche riportare a teatro, "Aspettando Godot" di Beckett, sogno che non si è mai realizzato per una serie di gravi problemi di salute di Nuti, che lo vedono oggi lontano dalle scene.

"Abbiamo fatto un pezzo di strada insieme, ed è triste constatare che abbai dovuto smettere di fare quello per cui era nato. Mi ha aiutato molto a crescere e a risollevarmi dai momenti bui. Volevamo esaudire insieme il nostro sogno da giovani, purtroppo è andata male. Dispiace molto!", conclude.



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