UNICH: NUOVI VELENI, RICERCATORI DENUNCIANO
LA ''SCALATA'' DI UNA PROF E OGGI SI INSEDIA CUCULLO

Pubblicazione: 28 settembre 2017 alle ore 13:18

L'ingresso dell'Ateneo ''D'Annunzio''

CHIETI - Nonostante l’arrivo di un nuovo rettore, Sergio Caputi, e di un nuovo direttore generale, Giovanni Cucullo, che si insedia oggi, non cambia il clima di veleni all’interno dell’Università “D’Annunzio” Chieti-Pescara.

Un esposto, infatti, è stato recapitato al rettore, alla procura della Repubblica di Chieti e a una serie di cronisti, firmato dall’Associazione ricercatori dall’incerto futuro, della quale non si hanno altre notizie, che torna a denunciare una serie di favoritismi che ci sarebbero stati in seno all’Ateneo negli anni passati.

La richiesta al nuovo vertice accademico è chiara, “riparare a una delle più sporche vicende poste in atto” e “il ripristino della legalità e della trasparenza” con l’obiettivo di “fare pulizia radicale”, il caso di una pedagogista che in 11 anni è passata da ricercatore a professore associato e ora può diventare ordinario.

Nel 2006, riporta la denuncia, la donna si è aggiudicata un posto di ricercatore presso la facoltà di Scienze sociali assegnato da una commissione presieduta dal suo compagno e convivente, un docente della “D’Annunzio”.

Secondo i denuncianti, tuttavia, l’assegnazione era illegittima in quanto nella documentazione sarebbe stato omesso il certificato penale dove sarebbe comparsa una condanna per falso ricevuta nello stesso anno.

Tre anni dopo la stessa pedagogista ha vinto, prosegue la ricostruzione, un posto di professore associato in Pedagogia generale e sociale e anche in questo caso, prosegue la nota, se non avesse omesso la propria posizione penale non avrebbe potuto prendere servizio.

Questa vicenda, di seguito, si è incrociata con quella di Marina Marino, ex segretaria dell’ex direttore generale, Filippo Del Vecchio, la cui posizione è stata vagliata dagli inquirenti nell’ambito di un’inchiesta cu crediti formativi e lauree “facili”.

E ancora, proseguono i “ricercatori dall’incerto futuro”, sempre la pedagogista e ormai docente in questione ha continuato ad attribuire crediti con disinvoltura a studenti “tutti della Campania”.

Il rischio per i denuncianti è che, in un prossimo concorso di prima fascia, per la terza volta vengano omessi i precedenti giudiziari confezionando, quindi, un’assunzione come prof ordinario ‘su misura’, anche grazie a sponsor in Senato Accademico.

E su questo, quello che si definisce “un folto gruppo di ricercatori tra Chieti e Pescara” chiede di porre rimedio a un caso che ritengono “degno di essere trasformato in una fiction Gomorra 2”.

Ulteriore benzina nella situazione già abbastanza infiammata della “D’Annunzio” e prima pratica da sbrigare sulla scrivania del nuovo direttore che oggi prende possesso del suo ufficio.

Assieme, ovviamente, alla presenza di un docente dello stesso ateneo teatino, Lorenzo Del Federico, avvocato e professore di Diritto tributario al dipartimento di Scienze giuridiche, tra i prof indagati e raggiunti da provvedimenti di interdizione chiesti dalla procura della Repubblica di Firenze ed emessi dal gip nell'ambito dell'inchiesta sui concorsi universitari truccati che sta facendo tremare l’università italiana. (red)



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